Open di Andre Agassi


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Questo libro è indissolubilmente legato alla mia storia e alla mia vita.”Open-La mia storia” mi è stato regalato da una persona a me molto cara e che mi ha aiutato tantissimo, in un periodo buio e cupo. Forse l’unica ad avere fiducia nelle mie capacità e che credeva forse più di me ,che in qualche modo sarei arrivato da qualche parte. Ricevuto in dono a metà estate del 2013, inizialmente è rimasto per qualche settimana  nell’oblio dei libri non letti, per quanto riconoscente(un libro è sempre un qualcosa di prezioso da ricevere)non ne ero particolarmente attratto. Il tennis non è mai stato una mia passione e lo reputavo un gioco alquanto distante dalla mie paturnie giornaliere e quindi inadatto al mio essere. Comunque decisi di leggerlo e in pochi giorni ero arrivato all’ultima pagina. In un  certo senso quest’ autobiografia, mi ha segnato e aperto i miei occhi. Leggendo le quattrocento novanta pagine, la mia consapevolezza è aumentata, sicuramente avevo scoperto l’acqua calda, visto che è naturale sapere certe cose per le persone “normali” ma non io, almeno in quel periodo.

A meta’ della venticinquesima riga della prima pagina ho capito, che non avevo capito. Agassi scrive:

“Gioco a tennis per vivere, anche se odio il tennis, lo odio di una passione oscura e segreta, l’ho sempre odiato.”

Forse non avevo letto bene, perché per quanto non seguissi il gioco, sapevo benissimo chi era Andre Agassi. Un ragazzo che veniva pagato cifre da capogiro per colpire una palla diciamo tre, quattro volte all’anno, in giro per il mondo, vivendo nel lusso e in mezzo a splendide ragazze. Superficialmente avevo etichettato quel perfetto sconosciuto, invidiandolo e mettendo un muro alto ,altissimo fatto soli pregiudizi e chiacchiere da bar. Leggere quella frase ha distrutto in un attimo, quello che avevo immaginato sul mondo dorato di chi ha successo. Alla fine della lettura avevo completamente sradicato tutti gli stupidi pregiudizi che un figlio  della classe operaia può avere verso i personaggi dell’ Olimpo moderno.

In un punto del libro, racconta del suo rapporto con la moglie Brooke Shields, in particolare quando lei va a Los Angeles per girare un episodio di Friends. All’epoca avevo visto la trasmissione ed ero già pazzamente innamorato di quella ragazza, per cui mi sono sentito subito trasportato mentre leggevo quelle parole. Ricevetti però un duro schiaffo, Agassi in quell’occasione scatena la sua gelosia e scappa dal set. Non riuscivo a credere che una persona cosi potesse essere gelosa, protettiva e probabilmente insicura, come lo sarei io se mia moglie si ficcasse una mano in bocca di un altro uomo, leccandola con passione, anche solo per “finzione”. Non era concepibile e ne rimasi profondamente colpito, la felicità che vedevo trasparire dal volto di quell’attrice era solo finzione.

Il rapporto con il padre, con i suoi allenatori, con il mondo esterno mi ha fatto molto riflettere , non eravamo solo noi comuni mortali ad avere genitori terribili ,ad essere subissati di richieste da parte di terzi, sul come essere, cosa dire e come farlo.

Agassi rende benissimo in questo libro, la sua personale battaglia con il mondo e tra la righe si legge anche come si può scampare ad un’esistenza infelice, vissuta in balia degl’altri e apparentemente senza scopo.

La sua ricetta è molto semplice, non si è mai arreso, ha sempre lottato e affrontato il problema, magari non sempre nel modo giusto, ma ci ha provato e ha vinto. Io stesso per un lungo periodo della mia vita non ho fatto altro che piangermi addosso perché la vita non mi dava quello che io volevo e per quello continuavo ad non avere niente. Principalmente colpa dell’ insegnamento genitoriale ,nessuno mi ha insegnato che se vuoi una cosa te la devi prendere. L’idea che avevo di Agassi era semplicistica ,infantile. Per me era bravo, perché era nato con il suo talento.. Non sapevo che si allenava sin da piccolo, ore e ore, senza giocare senza una vita sociale, odiando addirittura quello che svolgeva . Alla fine s’intuisce che uno può avere talento, ma non si arriva da nessuna parte se non c’è  determinazione e forza.

Il libro è da leggere in maniera categorica, se poi quello che si trova scritto non corrisponde alla realtà, pace ma il rapporto implicito tra scrittore e lettore è ampiamente rispettato.

 

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