Il Dubbio

Questo libricino mi è capitato più volte tra le mani e l’ho letto, anzi divorato, con amore e un pizzico d’invidia per un autore che riesce a spiegare in maniere semplice e scorrevole le tematiche più ostiche al mondo.  Certo lui scrive bene, io comunque fatico a capire, ogni volta che lo chiudo e fisso il suo volto sulla copertina rigida, mi sono già dimenticato tutto. Ora con le sue parole in bella vista provo a fare un punto , più per me che per voi.

Il libro è diviso in quattro parti e affronta argomenti diversi: Il caso e la necessità, l’entropia, il tempo e lo spazio, gestiti attraverso dialoghi o ricordi dell’autore che trascinano il lettore verso la conclusione del capitolo, aspettando una rivelazione finale che risponda alle domande poste.

Il caso e la Necessità pone diversi quesiti.

La vita è caso o Destino? E’ la legge dei grandi numeri a governare il Mondo? Possiamo accettare l’esistenza di Dio come dato di fatto? E se Dio esiste è onnipotente o un semplice “apprendista stregone”?

Nel capitolo sull’ Entropia,  cerca di porre l’accento al significato della vita. Questo perché analizzando a fondo la scienza e studiando le sue leggi, si capisce che in qualche modo veniamo da un “Tutto” (Big Bang) e siamo destinati a finire in un “Tutto”(l’espansione dell’universo sembra garantire un’omologazione finale della materia e della sua energia).Per cui che significato può avere l’esistenza quando tutto è destinato a scomparire?

De Crescenzo ci aiuta a capirlo con una bellissima spiegazione sul punto esclamativo che rappresenta il male e il punto interrogativo il bene, in quanto chi dice di avere la verità assoluta è cosi certo di aver ragione da chiudere la mente, anche davanti all’evidenza. Chi dubita, invece sa di non sapere e quindi una volta dimostrato che a torto ,cambia idea, senza soprassedere. Quando parla della “vita” dopo la  morte, rilancia il dubbio come fede suprema alla cieca convinzione di dogmi errati o comunque non dimostrati, adducendo che l’unica verità della fede è quella di allietare la vita e di non fornire certezze.

Il tempo e la sua relatività. Qui si affronta un tema che sin da piccolo mi mandava in orbita. Un sera mio padre mi mise al corrente che guardando le stelle, non stavo osservavo il presente, ma il passato. Rimasi talmente scosso che riesco a visualizzare benissimo quell’evento nella mia memoria a distanza di anni. Come era possibile? L’autore non si mette a dare spiegazioni scientifiche ,per fortuna, ma elenca come il tempo possa variare in base alle sensazioni dell’osservatore (tempo psichico), differenziandolo da quello   osservato da tutti (tempo esterno) e partendo da questi presupposti si spinge sino all’inizio dell’universo e alla sua fine chiedendosi nuovamente quale possa essere il senso della vita. Non risponde alla domanda ma voglio citare la sua conclusione al capitolo:

“ Cosa c’è prima del Big Bang…?…L’unica risposta che mi viene in mente è Dio, che però a questo punto diventa una spiegazione fin troppo comoda”.

 

Lo spazio. Qui ci inoltriamo su di un sentiero scosceso dove anche l’autore ha usato la matematica per spiegare il tutto e grazie ad Einstein ha dovuto unirlo all’argomento precedentemente esposto, il tempo. La fisica ci informa che viviamo in uno spazio a quattro dimensioni e che in base alla nostra posizione e velocita i punti di riferimenti comuni in qualche modo cambiano, anche se solo rispetto all’osservatore. Facendola semplice se la velocita aumenta, il tempo rallenta e lo spazio si accorcia e viceversa. Un vero casino, ho provato a leggere più e più volte “L’Abc della relativa” di Bertrand Russell”, (consigliata dalla stesso De Crescenzo)ma non ne sono mai uscito vivo , arrenandomi, per l’appunto al capitolo “Spazio-Tempo.

Nel capitolo si parla anche del classico esempio dei due gemelli per dimostrare la teoria. Se spediamo uno dei due nello spazio profondo alla velocità della luce ,partendo ad esempio nel 2017 e dopo un anno a girovagare tra le stelle lo facciamo tornare, succede qualcosa d’incredibile. Per lui che era sull’astronave sono realmente passati trecentosessantacinque giorni, mentre per il fratello sulla terra sono passati all’incirca venti anni, per cui approderebbe nel 2037.

Più volte ho provato a spiegarlo a qualche amico e tutti mi hanno guardato come se fossi Galileo Galilei che conferma la teoria di Copernico. In pratica alla gente non gli frega niente di quello che capita al di fuori del suo giardino(tranne a pochi). Peccato che senza queste teoria la grande maggioranza degli oggetti che queste persone amano ,come il cellullare, il GPS o altro ,non esisterebbero se qualcuno non avesse dubitato di quello che gli imponevano di credere.

Quindi, come dico sempre leggetelo, più e più volte e per concludere cito una frase dell’ Interfazione:

“E del Dubbio come titolo che ne pensi?”

“Penso che possa essere giusto. D’altra parte chi in vita sua non ha mai avuto un dubbio? Solo uno stupido. Comprando invece ,un libro intitolato il Dubbio, il lettore alla fine si rende conto di aver fatto bene a dubitare”.

“Ne sei proprio sicuro?”

“Non ho alcun dubbio”.

Se volete acquistare il libro, potete trovarlo su Amazon, cliccando qui. Ricordo che sono affiliato al sito.

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