Questo è l’anno di Stephen King!(Almeno più degli altri!)
Il libro “Mr Mercedes” è passato dalle nostre mani diversi anni fa, ora possiamo gustarci finalmente la versione televisiva. Non ho ancora concluso la visione di tutte e dieci gli episodi ma non sono riuscito a trattenermi dal commentare. Dai miei ricordi, per il momento la trama è fedele al libro, forse i personaggi sono leggermente più approfonditi, ma da fan del maestro e critico delle varie versione cinematografiche a lui ispirate, sono piacevolmente soddisfatto.

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E’ sempre bello vedere fisicamente i personaggi che escono da una pagina stampata e prendono le fattezze di attori in carne ed ossa, personalmente non azzecco mai un’associazione ma va bene cosi. Bill Hodges il protagonista è interpretato benissimo dall’attore irlandese Brendan Gleeson.

Abbiamo due principali co-protagonista, ovvero Jerome Robinson, piccolo genio informatico che aiuterà Bill a misurarsi con la tecnologia e Janey Patterson, sorella della proprietaria della Mercedes.

L’evento cardine della serie è raccontato nei primissimi minuti, un psicopatico vestito da clown alla guida di una Mercedes SL 500 ,da qui il soprannome, investe un gruppo di persone accorse di mattina presto per la fiera del lavoro.

 

Agghiacciante, la scena  della macchina che  travolge una giovane donna, con figlia neonata a seguito. King è sempre pungente nelle sue descrizioni e il regista non è stato da meno.

 

 

 

Gli avvenimenti però si svolgono due anni dopo, quando il Killer contatta il detective ormai in pensione, attraverso una mail.

Lo troviamo abbandonato a se stesso, iracondo e dedito non solo al buon cibo(è sovrappeso e per nulla sportivo)ma anche agli alcolici. “Mr mercedes” vuole spingerlo al suicidio, come ha già fatto con proprietaria della macchina, morte mesi prima ma avviene proprio il contrario, Bill ritrova uno scopo ed è pronto a battersi. Combatterà anche per redimersi, a causa delle accuse più volte formulate contro la proprietaria, di aver lasciato le chiavi nella macchina e quindi di essere in maniera indiretta, complice del Killer.

Il giovane psicopatico rasenta quasi il cliché della mente disturbata ma sia nel libro che nella serie la cosa non ci disturba, il personaggio è costruito bene e pagina dopo pagina e episodio dopo episodio cresce la voglia di vederlo in fin di vita, in una pozza del suo stesso sangue. L’unica nota diversa dal romanzo è che riusciamo ad intravvedere la parte umana dietro al mostro. Gli rimane solo la madre, il fratellino muore piccolo a “causa” sua e il rapporto che si crea tra questi due sopravvissuti è morboso. Lei si rinchiude in casa, scolandosi litri di vodka e saltuariamente si concede dei giochini sessuali con il figlio, cosa che sembra in parte disturbarlo, in parte eccitarlo. L’attore Harry Treadaway già visto nei panni di Victor Frankenstein nella serie “Penny Dredfull” , recita la parte dello schizzato incredibilmente bene.

 

 

In quasi ogni trasposizione cinematografica o televisiva ,il maestro ci regala un piccolo cameo e anche qui lo troviamo in una sequenza di qualche secondo, non potevo esimermi dal mostrarla.

 

 

In conclusione una serie da vedere, come voto le possiamo dare un sette, ampiamente guadagnato.

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