Oriana Fallaci la mia eroina, scrittrice/giornalista capace di descrivere il mondo attorno a lei con classe, con stile e con particolare irriverenza.

Chi parla di lei in genere non usa mezze misure o la ama definendola una grande o la odia condannandola alla censura per la sua visione del mondo fuori dagli schemi.

Il mio primo incontro risale probabilmente al lontano 2002 durante il movimento dei no global a Firenze.  Un mio amico esordì imprecando contro la suddetta giornalista/scrittrice, commentando con toni coloriti e per niente positivi il suo schieramento a destra, adducendo che se era contro la libertà poteva appartenere solo al nemico.

In quei lontani tempi in cui non mi ero costruito una mia forma mentis, seguivo il volgo nella vecchia diatriba, operai contro capitalisti, sinistra contro destra, “liberta” contro repressione senza rendermi conto di quello che facevo ed esternavo. Automaticamente il mantra “Fallaci Troia” s’impossessò di me. Come osava, pensai, la suddetta, ribattere a chi difendeva la liberta senza remore e timore, mettendoci la faccia, prendendo manganellate e solo per essere contro lo sfruttamento delle classi operaie?

Rido e sorrido pensando a quanto la verità mi sfuggisse in maniera considerevole, anzi dovrei mettermi a piangere, perché ero solamente un semplice pecorone ignorante e gregario.

Tutto è cambiato quando pochi anni dopo, ho iniziato a cercare di capire la contro parte. La curiosità nacque perché continuavo a chiedermi com’era possibile che chi comandasse non capisse i bisogni dei più.

Ho sempre letto tanto, ma consideravo sporca propaganda i libri che non erano a favore del mio movimento e quindi li scartavo a priori. Un giorno nella già avviata presa di coscienza, mi capito un suo libro tra le mani, non ricordo se era scritto direttamente da lei o di un altro autore che parlava raccontando la sua vita, ma rimasi colpito da un fatto sconcertante.

Lei poteva essere accusato di tutto ma non di essere fascista.

Aveva partecipato alla resistenza con i partigiani, nel suo piccolo, perché aveva quattordici anni, destreggiandosi in bicicletta recapitando messaggi. Ricevette anche un compenso, per aver fatto la sua parte, dallo stato alla fine della guerra. Cosi m’informai e da allora ho letto quasi tutto su di lei, ho pianto leggendo “Un cappello pieno di ciliegie” e ho divorato più volte la famosa trilogia dell’odio.

Come potevo essere stato cosi cieco? Andando avanti nelle letture appresi persino che si era messo con bombarolo anarchico di nome Alexandros Panagulis, altro colpo alla definizione di fascista. Il libro scritto su di lui è meraviglioso e duro, sento ancora male fisico pensando alle descrizioni accurate delle torture fisiche che quell’uomo a subito nella sua patria a causa dei generali, che a differenza della Fallaci appartenevano veramente a un regime militare di destra.

Ancora oggi ho difficolta a parlare di lei, perché le persone la giudicano in maniera spietata e quando provo a intavolare un discorso, mi aggrediscono facendomi tacere ricordandomi “che quella li ha coniato il termine Eurabia”.

Io vorrei solo avere un discorso costruttivo, ho letto tutti i libri di Terzani, altro giornalista che adoro con idee molto più liberali e utopistiche, ma non per questo l’insulto o insulto chi lo a letto, anzi come detto cerco proprio il confronto.

Detto questo che altro dire di una figura cosi importante di cui si è raccontato tutto nel bene e nel male?

Posso solo essere contento di aver assaporato le sue parole, conoscere il suo pensiero cosi forte e unico e di capire che non sarò mai in grado di scrivere come lei, anche perché in genere dopo che scrivo di getto, una cosa che odio fare è la revisione, mi è ostica. Lei invece era certosina nella propria scrittura, per scrivere e rivedere il romanzo “Un uomo” è stata in sostanza chiusa in casa tre anni.

Riusciva persino a tradursi da sola in inglese, ritenendo non conformi alle altrui versioni dei suoi testi.

Non sono neanche paragonabile a lei in quanto a coraggio, lei scriveva cercando di affermare la sua verità, incurante dell’altrui pensiero, io invece sono qui immaginando il disappunto di molti tra i miei conoscenti per il solo fatto di averle dedicato un breve articolo.

L’unica cosa che ci accomuna sicuramente è la passione per la scrittura (anche se ripeto su altri livelli, ahimè) e le immancabili sigarette e caffè che sin dalla mattina presto e fino a sera inoltrata mi accompagnano come fedeli servitori e compagni di avventura.

Per chi non li avesse letti di seguito i suoi libri:

  • I sette peccati capitali di Hollywood
  • Il sesso inutile. Viaggio sul ruolo femminile nel mondo.
  • Penelope alla guerra
  • Gli antipatici
  • Se il sole muore. Intervista ad alcuni astronauti in preparazione per una missione spaziale.
  • Niente e cosi sia. Diario ambientato durante la sua presenza in Vietnam, durante il conflitto e terminato a città del Messico, quando fu colpita da una pallottola e creduta morta.
  • Quel giorno sulla luna
  • Intervista con la storia raccolta di articoli realizzati per L’Europeosoprattutto con personaggi politici.
  • Lettera da un bambino mai nato. La scrittrice immagina di parlare con il bambino che porta in grembo domandandosi se sia giusto o no donargli la vita. Libro molto criticato all’epoca dell’uscita sia dai conservatori sia dal movimento femminista.
  • Un uomo
  • Insciallah
  • La rabbia e l’orgoglio. Uscito inizialmente come articolo sul corriere della sera dopo la strage dell’undici settembre 2001.
  • La forza della ragione
  • Oriana Fallaci intervista se stessa- L’apocalisse.
  • Un capello pieno di ciliegie. Postumo, definito da lei il suo bambino, contrariamente al cancro definito l’alieno.

 

In conclusione aldilà, che una persona trovi sconveniente o non corretto il “Fallaci-pensiero”, soprattutto riguardo alla questione islamica, dovrebbe, comunque leggere e analizzare a fondo le sue parole, non denigrarle per partito preso.

In fin dei conti era semplicemente una realista, spogliava il mondo dai suoi finti abiti e riportava solamente il corpo nudo e crudo dell’evento, della notizia o del personaggio preso in considerazione, visto dai suoi occhi.

Occhi colmi di esperienza e di conoscenza quindi in grado, forse, di avere una visione più profonda rispetto a noi comuni mortali che vediamo indirettamente quello che succede nel mondo.

 

 

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.