Stephen King


Iniziamo il nuovo anno con una grande responsabilità, parlare del re del brivido, Stephen King. Non c’è scrittore al mondo che io eguagli al suo stile e alla sua produzione continua e illimitata di carta stampata. Il primo libro che ho letto? Una serie di racconti “Scheletri”, recuperato nella biblioteca di periferia della mia zona, una vecchia edizione con copertina rigida e le pagine ingiallite. Rimasi stregato.

E’ lo scrittore con cui sono invecchiato,74 libri all’attivo più innumerevoli racconti, per non parlare degli adattamenti cinematografici e televisivi. Hanno scritto di tutto su di lui nel bene e nel male ma non mi interessa, i suoi libri (quasi tutti) sono dei capolavori del terrore e li amo per questo. Possiede un’ innata capacità di prendere ingredienti già usati e renderli nuovi,freschi,  come un chef che reinventa un piatto tradizionale rendendolo unico.

Il mio libro preferito? Difficile da dire, forse Misery, letto almeno una decina di volte, per passare poi a The Tommyknockers, Cose preziose, It, Imsomnia e negli ultimi anni La storia di Lisey. Ci sono rare eccezioni  che non mi hanno coinvolto in maniera particolare, come “La bambina che amava Tom Gordon” e “Duma Key” ma chi scrive cosi tanto è autorizzato a produrre qualcosa che non piaccia particolarmente.Altre peculiarità è che quando leggo un qualunque libro, la mia voce interiore è anonima , per Stephen invece ho sviluppato un’ intonazione e cadenza particolare, non chiedetemi i  particolari perché è impossibile descriverla ma è così. Nel momento che apro e leggo le sue pagine, una voce aliena si impossessa di me e io godo nel sentirla parlare, è una sensazione fantastica e magica che il maestro riesce a regalarmi da anni e da quanto ha detto, mi regalerà nel prossimo futuro.  Nel 2018 ci sono altri libri che ci aspettano e ha rivelato in una recente intervista che presto, ma non subito, ripiomberemo nel mondo del Talismano, aspettando con ansia “The Outsider”. Sembra che nonostante l’età, parlare di pensione non sia tra le sue opzioni e non gliene siamo immensamente grati.

Durante la sua carriera di successo ha provato quasi tutti i generi e metodi di scrittura, passando dai romanzi epici come La Torre nera, a puntate mensili del Miglio verde ( come ho amato e odiato quei libricini di circa cento pagine che terminavano dopo qualche ora e bisognava aspettare un’altra settimana) , alle pubblicazione on line, le collaborazioni, le sceneggiature, le graphic novel e per ultima, la trilogia meravigliosa, iniziata con il libro Mr mercedes.

In realtà i suoi racconti e romanzi sono molto semplici, il bene e il male che lottano tra di loro. Certo le minacce che i protagonisti subiscono il più delle volte sono soprannaturali ma quasi sempre è l’uomo con la sua indole malvagia a compiere il passo verso la distruzione o in pochi casi, le relative scelte difficili che portano alla redenzione.

La sua capacita di pensare oltre agli schemi ci viene regalata nelle note d’autore(che personalmente adoro) quando ci spiega l’idea che ha dato il via allo scritto. Più di una volta ha ribadito che non ha mai scritto per soldi e io gli credo, se fosse stata quella la motivazione principale, dopo un  paio di romanzi avrebbe chiuso i battenti e non starebbe ancora oggi chino sul pc a scrivere quattro ore al giorno(compreso natale e capodanno) alla veneranda età di settanta anni.

Io non amo particolarmente la venerazione nei confronti di altri esseri umani , ma ci sono eccezioni che mi fanno sentire al cospetto di semi dei e King è tra questi.

L’altro mio autore preferito, Clive Barker è sullo stesso piano di Stephen, però non può competere in quanto a produzione, lui all’attivo ha “solo” ventisei romanzi e raccolte di racconti e “solo”  dieci film.

L altra grande differenza tra i due miei beniamini è la struttura dei romanzi, per Barker non c’è colpa , non c’è espiazione, l’uomo è semplicemente seguace delle proprie emozioni ed istinti. Gli elementi non umani, a volte hanno poteri che vengono gestiti per uno scopo che può essere sia positivo che negativo, a volte senza sapere realmente cosa fare e non esiste vero lieto fine.

Nei romanzi di King invece il messaggio è chiaro, esiste il bene e il male con i relati seguaci schierati e quasi sempre finisce bene, con un grande prezzo ma comunque il protagonista o i protagonisti, la spuntano.

Quello che ci colpisce di più, nei suoi romanzi, è come la società per come la conosciamo, sotto la pressione di eventi non ordinari, si sgretoli in pochissimo tempo. Sia che si tratti semplicemente di un supermercato nel cuore del Maine ,di una intera città come Derry o quando addirittura l’intero pianeta viene coinvolto, le dinamiche sono le stesse. Le persone si scinderanno in due fazioni, in pochi seguiranno la logica e la massa seguirà l’impulso. Cosi in poco tempo l’omicidio, l’appropriazione  il saccheggio, la vendetta, diventano la normalità. Le ritroviamo nei racconti come “The Mist”, nei romanzi come “ L’ombra dello scorpione”, “ It”, “Cose preziose”, “La tempesta del secolo”, “Le creature del buio”, “Insomnia”, “The dome” e nell’ultimo meraviglioso libro che sto ancora leggendo “Sleeping Beauties” , scritto a quattro mani con il figlio Owen. E’ incredibile, sono circa a meta, tutte le donne si addormentano e sul volto si forma un bozzolo che si espande e cosa importantissima, non bisogna svegliarle perché una volta che aprono gli occhi,  uccidono chiunque hanno a tiro. La favola di Cenerentola, stravolta completamente, ricordando anche, in qualche modo, la trama de“Gli ultracorpi” che nella mia infanzia mi aveva terrorizzato particolarmente, spingendomi a guardare con sospetto i miei genitori per parecchi giorni.

Queste dinamiche, l’autore, le spiega magistralmente in “On wrinting” quando parla dei punti di pressione che un scrittore Horror usa per spaventare i lettori e si comprende come la lettura del genere sia lo specchio della società. Gli scrittori di meta e fine ottocento scrivevano delle nuove paure  o l’evolversi delle fobie trascinate dal secolo precedente. La magia, i fantasmi, l’occultismo, l’immortalità ,i racconti di creature fantastiche come licantropi o vampiri, per poi sondare le nuove inesplorate frontiere, come la medicina e la scienza. Oggi King ci racconta quello che realmente è, la nostra società è precaria, per quanto siamo abituati ad alzarci alla stessa ora e occuparci della nostra quotidianità in maniera ferocemente schematica, basta poco per ribaltare la situazione e per quanto molti odiano la routine, la stabilità che ci regala è confortante. L’instabilità ci spaventa, ci preoccupa, perché in quella visione del mondo non uscirebbe acqua dai rubinetti, la corrente sarebbe interrotta e i supermercati avrebbero gli scaffali vuoti. Per non parlare dei cattivi che senza più il deterrente delle regole, avrebbero mano libera nel fare quello che più gli piace. Inoltre la maggioranza della popolazione crede ancora nella superstizione e nel mito di uomo che cammina sull’acqua, adducendo le iniquità a comportamenti non idonei alla visione religiosa, quindi perfettamente legittimati ad estirpale il “male” con il male. La prima volta che lessi The Mist ne fui particolarmente colpito, era un ragazzino, una signorina (non per età) bigotta, induce i presenti rinchiusi nel supermercato, ha sacrificare gli impuri per placare l’ira di Dio che nella sua bontà aveva liberato la bestia. Pensavo non fosse possibile, in fondo eravamo, mentre leggevo, nel ventesimo secolo, crescendo invece ho capito che è veramente possibile e King lo sa bene.

Non voglio citare i libri ma le trasposizioni cinematografiche che più mi hanno colpito, anche se non tutte riuscitissime:

-Cimitero Vivente

-I langolieri

-The mist

-L’incendiaria

-La zona Morta

-L’occhio del gatto

-L’allievo

-Grano rosso sangue

-1408

Senza contare le perle come Misery, It, Shinnig, L’ombra dello scorpione e tanti altri. Insomma un uomo come pochi che ci ha regalato incubi di alta classe.

Per cui con l’augurio di buon 2018, vi ricordo di non guardare dentro i tombini, di non disseppellire oggetti nei boschi, di non passare l’inverno in un hotel chiuso, di non fare scherzi da bullo ai ragazzini più deboli, di non sfidare l’oscurità e soprattutto non svegliate le belle addormentate.

Vi lascio con l’aspettativa più grande ovvero J.J. Abraams (Lost, Person of interest, Star Trek, Star Wars)e King uniti per uno scopo comune. Castel Rock, una serie tv che a mio avviso sara magistrale.

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3 risposte a "Stephen King"

  1. Articolo bellissimo. Io sono una devotissima come te. E sono d’accordo su tutto ciò che hai scritto, condivido le tue impressioni. Da scrittrice mi sono anche avvicinata a king da quel punto di vista e ON writing è davvero una bibbia I tal senso, ma non solo per chi scrive horror. Per quanto riguarda i suoi scritti nessuno eguaglia la sua straordinaria capacità di mettere persone normali in situazione fuori dal comune per vedere cosa può accadere. È stato lui stesso a definire così le sue storie. Io ho amato moltissimo anche 11/22/63 a cui la serie tv non fa l’onore che dovrebbe. Cose prezioso e le Notti di Salem forse i suoi capolavori, ma è difficile fare una classifica. È un vero genio della scrittura.

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