Uironda di Luigi Musolino


Oggi parlerò di un grande libro e di un grande autore.

Voglio fare una semplice premessa, prima di iniziare.

Ultimamente, come ho scritto negli articoli precedenti, ho scoperto, il filone d’oro del fantasy e dell’horror italiano e sono rimasto stupito, da quanto è ricco. Ogni ricerca fatta, da vita a un nome nuovo (per me s’intente) ed è fantastico.

L’autore di questo libro è Luigi Musolino, incontrato sulla mia strada, tramite la raccolta di racconti “Dark Italy” edito da Acheron Books. Dopo averlo letto, ho ricercato tutti gli autori e successivamente comprato, un libro per ogni di loro.

Uironda è uno di questi.

Divorato in pochi giorni.

Ho amato i libri che ho recensito negli articoli precedenti, ma qui sono entrato veramente nel mio. Perché questo è il mio genere! Quello che mi stravolge, che mi fa star male, che mi catapulta nell’incubo e che mi lascia interdetto.

Io quando leggo voglio stare così!

In Uironda coesistono dieci racconti fantastici e in qualche modo, piacevolmente disturbanti.

Premetto che a mio parere, è difficile per una raccolta, mantenere l’attenzione del lettore. Leggendo King, Martin, Barker e mille altri, ci si ritrova a fare una classifica, di quelli che ti colpiscono di più e di quelli invece che forse si poteva anche non pubblicare. Con questa consapevolezza , chi legge parte prevenuto e aspetta di finire il secondo, per iniziare a prendere le misure. In Uironda, non succede!

Tutti, dico tutti, ti prendono e ti strappano dalla realtà in cui ci si trova, finché non si arriva alla fine.

Senza dire niente, riguardo alla trama, posso solo anticipare che troviamo rassegnazione, claustrofobia, spiacevoli compagni notturni, inquietanti presenze, prigioni assurde, città surreali, piani dimensionali, strani avvistamenti e viscide sostanze rinvigorenti. Non mi potete accusare di aver svelato troppo, perché anche se descrivessi a mie parole nella loro complessità i racconti, ne uscirebbe un pallido riflesso.

Perché una qualità importantissima, per un autore (lo dico da lettore) è rendere lo scritto, fluido. Musolino lo fa e con classe, perché non usa solo terminologia “spiccia”, “popolare”, usa tantissimi termini ricercati, che se uno non è bravo, appesantisce e rovina l’opera. Lui no. Quando troviamo un termine sofisticato, la frase ci scivola via e noi comuni lettori, rimaniamo sorpresi di aver compreso esattamente quello che l’autore ci voleva indicare.

Per non parlare dei luoghi in cui si svolgono i racconti, altra cosa che rende sublime leggere letteratura nostrana. L’immedesimazione provata è istantanea. Tutti prendiamo l’autobus o l’abbiamo preso per andare a lavoro. Tutti ci siamo ritrovati ad affrontare avventure nei rioni del proprio quartiere e sicuramente (tutti?!? non lo so, ma io si) abbiamo fissato una crepa, troppo a lungo, specialmente con una birra di troppo in corpo. Quello che voglio dire è che l’orrore dietro una porta americana ha un peso, l’orrore dietro la nostra porta, un altro. Altre riflessioni, altre paure e altre fobie.

Sta a voi aprire il libro per scoprirle.

Da leggere assolutamente (lo so, lo dico sempre ma è sempre vero!)

Se mi chiede qual è il racconto più bello, vi posso rispondere solo una cosa:

“Uironda” non il racconto ma la raccolta!

Libro che è finito nella lista di quelli da rileggere!

 

Piccolo appunto:

Le recensioni che scrivo, sono svolte da un neofita e non professionista del settore (io), che lo fa solo per personale piacere e rispecchiano unicamente le mie impressioni. Scrivo questo perché sono sempre positivo, molto positivo nel parlare di questo o quell’autore, e la questione è molto semplice: quello che non mi piace, non viene recensito!

L’ardore e la passione che traspaiono sono dovute al fatto, che credo in quello che scrivo perché mi piace quello che leggo!

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