ZetaFobia di Gualtiero Ferrari

Zetafobia libro finalista del premio Odissea di Gualtiero Ferrari uscito nella collana Odissea della Digital Fantascienza.

Iniziò subito facendo i complementi a questo scrittore per il coraggio che ha avuto nel parlare di un argomento trito e ritrito che è di difficile gestione. Dopo anni di film e filmetti sull’argomento e due serie tv che personalmente adoro (non tuti condividono il mio pensiero) riuscire a stupire usando i mangiatori di carne umana non è facile.

Lui ci è riuscito e ci è riuscito benissimo.

Il libro scorre fluido, senza tentennamenti, senza un paragrafo in cui si può mettere in discussione la scena o il dialogo. I personaggi funzionano alla grande e mentre si evolvono le situazioni, non sappiamo cosa aspettarci, assolutamente non scontato visto il genere.

Ambientato in una Torino che diventa pagina dopo pagina surreale. La descrizione dei ponti saltati, la suddivisione in settori, i militari che cercano di salvare…sto dicendo troppo.

Quante volte ho sognato nella mia mente malata, di vedere un città italiana in una situazione tipicamente americana. Strade vuote, macchine bruciate, saccheggi, devastazioni e quella paura che ti fa guardare mille volte indietro e cento volte avanti, perché non sai quello che ti aspetta nel tuo palazzo, nella tua via e nel tuo quartiere.

Io abito a Genova ma i paragoni li ho fatti immediatamente con Torino, grazie all’autore che è stato in grado di regalarmi un’immedesimazione immediata (Genova viene citata e…)

Anche l’approccio del protagonista alla situazione dispotica non è tirata ma concreta.

Il paranoico che accumula scorte è difficile inquadrarlo nella nostra realtà quotidiana, invece nella storia tutto gestito al meglio. Il protagonista vive alle porte di Torino assieme alla moglie e al figlio e ha paura per il futuro. Ogni scelta che attua nel manoscritto, è una conseguenza di un mondo che va alla deriva, dove le certezze non esistono più e tutto è talmente in bilico che sembra ovvio accumulare vivere, fare scorte di pile e filtri per l’acqua, ecc. Non si pensa mai, ecco questo non è possibile, anzi a dirla tutta, viene voglia di emularlo.

Altra cosa che adoro nelle situazioni di decadimento globale è di come inizia e come si verifica l’evolversi dell’escalation. Cosa che per esempio in The walking dead non ritroviamo, Rick Grimes si ritrova catapultato in quel mondo ormai completamente stravolto (anche se poi la ricostruzione accurata avviene nello spin-off).

Nel libro c’è tutto questo. E anche qui tutto è fluido. Non si pensa mai, no questo è impossibile o lo scrittore ha stirato la realtà per adattarla alla finzione. No. Tutto avviene per una causa ed è una causa plausibile, reale, per quanto può essere reale che un morto si risvegli, sia chiaro.

Ci sono delle parti in cui il protagonista svolge delle mansioni tecniche e ci spiega tutti i passaggi di quello che fa. Ebbene, l’esposizione scritta non ci tedia ma ci rende partecipi (viene voglia anche di prendere appunti per un’eventuale uso futuro) e ansiosi che tutto vada secondo i piani del protagonista.

Non posso scrivere altro senza fare spoiler, per cui mi fermo qui. Una cosa però voglio ancora aggiungerla. Il ritmo è sempre alto e tiene concentrati ma verso la fine il ritmo aumenta esponenzialmente, portandoci, anzi spingendoci verso la conclusione che…

Basta ora dovete leggerlo!

Gualtiero Ferrari nasce a Torino nel 1970. Sposato, con un figlio quattordicenne, cresce e vive in questa splendida città, salvo trasferirsi alcuni anni all’estero, per motivi di studio e di lavoro. Parla fluentemente l’inglese, il francese e quel minimo di tedesco necessario a ordinare del cibo caldo e una birra fresca. Di formazione economico-scientifica, più che umanistica, si è avvicinato alla lettura nel corso dell’adolescenza e si è rifugiato nella scrittura, ormai adulto, durante un difficile periodo personale. Attualmente lavora presso un’azienda di meccanica di precisione, Zetafobia è il suo primo romanzo.

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