Roberto Recchioni e le sue creature!

Parliamo di un altro personaggio che ho ‘incontrato’ da poco.

Roberto Recchioni.

Mi sembra circa due anni fa, vivevo a Milano ho comprato una copia di Dylan Dog dopo anni che non me lo filavo, la copertina mi aveva ammaliato e senza nulla sapere è finita nella libreria. Qualche giorno dopo la leggo e finalmente riprovo il brivido che avevo provato nello sfogliare Golconda all’età di nove o dieci anni dal barbiere(letto di nascosto da mio padre).

L’albo in questione, probabilmente avrete già capito quale è:

Mater Morbi.

Letto, divorato e messo via. Passa del tempo in edicola trovo Mater Dolorosa.

Compro, leggo , amo e metto via.

Dentro di me si accende una lucina. Passa un mese compro un altro numero e trovo Dylan cambiato, era Ritorno a Moonlight.

Dylan usa il cellulare o comunque sa cosa è e apparentemente come funziona, due nuovi agenti a Scotland Yard, non vedo Jenkins e tutto questo mi aveva turbato.

Però metto in saccoccia e vado avanti. Non sono mai riuscito ad essere seriale nel comprare i fumetti, tanto più che Dylan sfornava storie fatte e finite, il perdere qualche numero non comportava , perdere la serie, tranne in qualche rara occasione.

Salto temporale. Arriviamo a quest’anno.

Cartoomix 2018.

Gli stand della Bonelli li ho sempre evitati per due ragioni. Non ho mai soldi per comprare e io di solito faccio figure di merda perché non essendo informato su chi crea realmente i fumetti, non volevo fare la figura di quello che si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato, ovvero avere davanti qualcuno senza riconoscerlo e chiedergli una cosa stupida. (quarantanni ma ancora insicuro). Quest’anno come detto più volte l’illuminazione sulla via di Damasco. Scopro gli autori italiani e mi metto per la prima volta a guardare sul serio gli artisti nostrani. Guardo interviste, mi informo, redigo liste di possibili letture, insomma inizio a fare il nerd. Mezzo nerd, dico io perché videogiochi e giochi di ruolo sono fuori dalla mia portata. Cosi nel mucchio mi vedo un ragazzo con il pizzetto che parla di  Dylan che qualche anno fa a ereditato un posto importante, quello di Tiziano Sclavi e cosi via. Ad un certo punto vedo un’intervista che parla Monolith e li esplode il mio interesse, non solo scavando più a fondo capisco finalmente che gli albi che tanto avevo amato qualche tempo prima erano suo. Scopro che il mondo di popolato da incubi è cambiato, si è evoluto, si è adeguato e mi piace. Sento di parlare di Fase 1, 2  e 3. Di storie seriale.

Fantastico! Peccato che ancora non mi sono raccapezzato. Devo fare ancora i compiti!

Quindi, adesso sto seguendo e sto cercando  di mettermi in pari.

Ho divorato “La fine della ragione” perché oltre ad essere un ottimo fumetto, scritto in maniera diversa dal solito, anche per come è stato concepito (disegni, carta, in alcune parti è scritto proprio come un diario) la penso esattamente come lui e come lui credo nella scienza, nello studio, nel fatto che uno non è uguale a uno, che dovrebbe essere la meritocrazia, i risultati e sicuramente lo studio a formare le menti che con la conoscenza guidano chi non ne ha. Come viene ripetuto più e più volte se sto male non vado dal meccanico ma dal medico. Detto questo posso aggiungere solo una cosa : ottimo lavoro. Peccato che ho scaricato su Kindle il libro o la”Graphic Novel”, per mere questioni economiche e non ho la versione cartacea come per Monolith.

 

Tornando a lui, mi piace quello che dice a chiare lettere quando parla di chi vuol fare il suo lavoro o comunque eccellere in qualcosa. La parola ricorrente è una, OSSESSIONE.
Se non c’è, non combini niente. Consigli? Non li ascoltate, provate, sperimentate, studiate!

Come persona, ho lo si ama o lo si odia. Questo semplicemente perché ha le sue idee, molto nette e non si tira indietro nell’esporle e nel condividerle. Sicuramente può esser un provocatore ma una persone intelligente capisce la sua sottile ironia e va avanti, chi invece vive nel suo mondo fatato si sente in qualche modo minacciato.

Scrivo, anche se non lo conosco e mi permetto unicamente di dire come lo filtro attraverso quello che ho visto in video, per cui potrei sbagliarmi in pieno, anche se non lo penso. Il successo che ha è tutto meritato, chi non lo pensa è solo invidioso. E poi come faccio ad odiare chi può alzare la cornetta e parlare con Tiziano?

Detto questo vi lascio con un’intervista dove presenta “La fine della ragione”.

Vorrei leggere subito i suoi libri e recuperare tutta la serie Orfani ma ci vorrà ancora parecchio tempo.

Quindi nel mentre fatelo voi per me.

Leggete, Divorate, Divulgate!

 

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