‘Dark’ e ‘The Terror’

Dopo tanto berciare di me e del mio primo libro Sangue sporco oggi torniamo all’origine. Parliamo si serie tv.

Due serie fantastiche che hanno fagocitato la mia attenzione.

Dark, vista un paio di mesi fa.

The Terror, terminata da poco.

Dark

Serie Netflix, prodotta in Germania. Forse una delle più belle che ho visto dopo Lost. Non giudicatemi male, ma è così. Uno degli aspetti che ho amato di più in effetti, è l’origine non americana ma che racchiude il meglio della tecnica statunitense, almeno a me sembra da profano che sono. Abituato all’ispettore Derrick, che mi faceva sorbire mia madre, (forse di martedì sera) qui siamo decisamente su altri livelli.

La storia narra le vicende di alcuni abitanti della cittadina tedesca Wilden. Si parte da un suicidio, per poi passare alla scomparsa di un bambino. I toni sono scuri e si addensano ancora di più quando le varie vicende iniziano a intrecciarsi una con l’altra per scaraventare lo spettatore in una serie di situazioni surreali e ambigue. La trama abbastanza lenta è ricca sin da subito di piccoli interrogativi, con una grossa rivelazione alla fine del terzo episodio. Siamo così coinvolti nel particolarissimo evento o singolarità cittadina che ci scuote e ci spinge a scoprire l’arcano, continuando la visione.

Piccolo spoiler.

Il tempo è il vero protagonista. Le vite dei personaggi sono tutte segnate da eventi passati che influiscono pesantemente sul loro presente e forse anche sul loro futuro.

Più la storia è intricata, più ne vengo affascinato. Partendo da questo presupposto, si può affermare che qui siamo sballottati senza pietà e per capire realmente quello che sta succedendo bisogna aspettare l’ultima puntata. Certo, per chi segue attentamente si può intravvedere una verità, ma visionandola solo una volta si fa fatica.

Il paesaggio è grigio, sembra che in Germania il sole non batta mai chiodo e le foreste attorno alle strade cittadine si chiudono togliendo il respiro a chi le attraversa. Tutti si conoscono. Tutti si amano, tutti si odiano. Un classico paesino di provincia. Sullo sfondo una centrale nucleare che sta per essere chiusa, a causa delle nuove leggi energetiche.

I personaggi sono abbastanza piatti se presi singolarmente, tranne poche eccezioni ma uniti tra loro reggono bene. Abbiamo un prete ambiguo, un poliziotto che tradisce la moglie, una donna in preda alla menopausa, un vecchio che gira nottetempo e parla per enigmi, un gruppo di ragazzini, un padre che cerca di non cedere alle voglie particolari. Insomma tutto molto ovvio ma c’è dell’altro e la banalità delle loro vite rende ancora più grottesca l’evolversi della vicenda.

Da vedere senza lasciare troppo spazio tra un episodio e un altro, per non perdere il filo.

Voto dieci e lode.

 

The Terror

 

Altre serie, altro regalo. Americana trasmessa da AMC e distribuita a livello internazionale da Amazon. La trasposizione televisiva è tratta dal libro La scomparsa dell’Erebus (The Terror) di Dan Simmons, che si basa sulla storia vera delle due bombarde l’ Erebus e la Terror. Capitanate, la prima dal Capitano Sir John Franklin, interpretato da Ciarán Hinds.e la seconda dal Capitano Francis Crozier, interpretato da Jared Harris, partano alla volta del polo nord per trovare il famoso passaggio a nord ovest. Durante la traversata hanno dei problemi e rimangono intrappolati nel pack. La storia racconta le sofferenze patite dai marinai costretti all’immobilità, al poco cibo e (qui entriamo nel non reale) da un essere misterioso.

Attori strepitosi, atmosfere claustrofobiche, create non da costrizione fisica reale ma dalla desolazione bianca e dall’incertezza del futuro, dialoghi studiati e ricreati per renderci partecipe del decadimento lento e scandito attraverso i cerimoniali degli uomini intrappolati e costretti a far finta di niente, aspettando solo che la natura sia benevola e che il ghiaccio si sciolga con l’avvento della primavera. Oltre a questo, come annunciato, vi è un elemento soprannaturale. Un essere che inizia a colpire. In primis piccoli gruppi mandati in esplorazione, celandosi nella nebbia, nella notte e successivamente, mostrandosi più audace, davanti a tutti e in pieno giorno. In questo clima, il morale degli uomini cede e…guardatela e lo saprete.

Nella realtà le navi furono avvistate l’ultima volta a largo della baia di Buffin il 26 luglio 1845, per poi scomparire senza lasciare traccia, dando vita ad ipotesi fantasiose. Solo tra il 2014 e 2016 sono stati trovati i relitti che hanno fatto luce, in parte, su quello che potrebbe essere capitato all’equipaggio. Ma questa è un’altra storia.

Il vero protagonista della serie è proprio il Capitano Crozier.

SPOILER.

Il capitano è un alcolista e si comporta da tale, perdendo il controllo. Quando capisce che gli uomini hanno realmente bisogno di lui, decide di disintossicarsi. Ora immagino sia già difficile farlo in condizioni normali, ma lui riesce a intraprendere il suo personale viaggio all’inferno, dentro una cabina, controllato praticamente a vista mentre la sua nave la Terror , è pericolosamente inclinata a causa della pressione del ghiaccio e distante centinaia di chilometri dalla ‘civiltà’, senza sapere se le crisi di astinenza, il mostro o i suoi uomini avrebbero provocato la sua fine prima di riuscire a stare bene Un grande!

Detto questo, una serie da gustare. A differenza di Dark, ho scelto di guardare gli episodi con calma, scandendoli nel tempo per non farne indigestione e rovinarla.

Da guardare assolutamente! Non solo, il bello in questo caso è poter leggere anche il libro e informarsi sulla reale spedizione. Insomma un piccolo tesoro che apre parecchie porte e sotto porte che possono stimolare la nostra attenzione.

La serie da anche la possibilità di riflettere su due cose.

Primo, l’uomo è in grado di raggiungere obiettivi fantastici ma per farlo, esistono i pionieri, quelli che tentano per la prima volta, sacrificandosi e immolandosi. Fa pensare. Se oggi siamo qui lo dobbiamo, anche indirettamente, a uomini come Ross e Crozier e ringrazio chi ci rammenta questo, anche con una serie dichiaratamente horror.

Secondo.

La natura non è bella. La natura è cruda e violenta. In barba a tutti quelli che sperano in un ritorno al giardino dell’Eden, la natura uccide per sopravvivere. Nella serie è evidente, lasciata la civiltà, non esistono regole se non quelle di nutrirsi e andare avanti. Non ci sono sconti, non ci sono finali lieti.

Qui sono mostrate due cose, l’arroganza che può avere l’uomo, rasentando i suoi limiti, mostrandosi in qualche modo superiore e la grande tenacia dello stesso che può in qualche modo uscirne vincitore, se non per lui , per i posteri.

Se ho sbagliato a citare date, nomi e quant’altro, contattatemi e correggerò il tiro.

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