Intervista a Gualtiero Ferrari

 

Gualtiero Ferrari è il primo vero scrittore con cui ho iniziato a interagire negli ultimi mesi. E’ stato disponibile, cortese e pronto al dialogo.

Quindi in questa nuova parentesi del mio blog, dedicato alle interviste, non potevo che iniziare da lui.

Per chi non lo conosce, penso in pochi, l’autore abita a Torino e ha pubblicato il libro ZetaFobia con la casa editrice Delos Digital.

Inizio citando direttamente dalla copertina del libro, per darvi un’idea di dove andiamo a parare:

Zombie  Non è il sud degli Stati Uniti, non è il Messico: è la provincia di Torino. L’apocalisse zombie questa volta è proprio sotto casa sua…

  1. Quando hai iniziato a scrivere?

 

Scrivo avventure da anni. Da quando, da ragazzo, giocavo a giochi di ruolo come Dungeons and Dragons e leggevo fumetti. Solo qualche anno fa, però, sono passato a scrivere vera e propria narrativa. Ho iniziato con qualche appunto, poi alcuni racconti, di cui solo uno pubblicato in un’antologia, e infine sono approdato ai romanzi.

 

  1. Domanda a bruciapelo, perché zombie?

 

Risposta a bruciapelo: perché no?!

L’horror ha sempre avuto una fortissima presa sull’immaginario collettivo e i mostri “classici” ne sono l’esempio più lampante. Vampiri, licantropi e zombie popolano fumetti, libri e serie televisive.

La saga di Twilight ha alzato il livello e ora, chi vuol scrivere dei nipoti del Conte Dracula, deve confrontarsi con questo monumento.

Stesso dicasi per “The Walking Dead”, basata sull’omonima serie a fumetti di Robert Kirkman. Se vuoi scrivere di zombie devi accettare la sfida, e io ho deciso di accettarla.

 

  1. Il romanzo è ambientato a Torino e l’amore e la protezione verso la famiglia è molto forte. C’è qualcosa di autobiografico?

 

Come Domenico, il protagonista di “Zetafobia”, sono sposato e ho un figlio, anche se non dell’età di Sebastiano, il giovane co-protagonista del romanzo insieme a sua madre Lucrezia. In questo siamo simili se non identici. Allo stesso modo le ambientazioni sono quelle che conosco, i luoghi che frequento e dove vivo con la mia famiglia.

La parte autobiografica, però, termina qui.

È ovvio che per alcuni personaggi comprimari mi sono ispirato ad amici e colleghi, ma non mi sono spinto così oltre da confondere la realtà dalla fantasia. Almeno credo.

 

  1. So che non scrivi solamente, di cos’altro ti occupi?

 

Lavoro in un’azienda di meccanica di precisione. Non proprio eccitante se paragonato al romanzo.

 

  1. Raccontaci qualche aneddoto sul libro, in quanto tempo è stato scritto, la parte più difficile da scrivere, quella più facile. Fai te, hai carta bianca?

 

La prima stesura è stata abbastanza rapida, considerando che ho un lavoro a tempo pieno e una famiglia. Credo sia durata non più di sei mesi. Poi è iniziato il “calvario”, cioè la riscrittura di tutte le parti che non mi convincevano. A fasi alterne mi ci sono voluti due anni per arrivare alla versione definitiva, quella che poi è stata pubblicata.

 

  1. Con una famiglia e un lavoro, quando sei in fase di scrittura, dove trovi il tempo?

 

Dormo poco. Scrivo la sera tardi, al buio, nel letto, o la mattina molto presto. Soprattutto nei week end non è insolito che mi svegli alle 6 e scriva per un paio d’ore prima che il resto della famiglia si svegli. Qualche volta mi capita anche in settimana, ma è più raro.

 

  1. Quando hai iniziato a pubblicare?

 

Il mio primo racconto, intitolato Nemesi, è stato incluso nella raccolta Z di Zombie 2017 ed è stato pubblicato a maggio dell’anno scorso.

 

  1. Come hai contattato la casa editrice per la pubblicazione?

 

Ho partecipato al Premio Letterario Odissea VIII Edizione. Non ho vinto ma essendo tra i finalisti sono entrato in contatto con la Delos Book, la casa editrice organizzatrice dell’evento, che mi ha dato diversi suggerimenti preziosi su come migliorare il testo. Terminate le modifiche, Delos mi ha immediatamente pubblicato.

 

  1. Hai partecipato ad altri concorsi?

 

Con Zetafobia avevo partecipato anche alla VI edizione del Premio Letterario Nazionale Streghe Vampiri & Co. organizzato da Giovane Holden Edizioni dove mi ero classificato terzo.

Prima ancora, sempre col medesimo romanzo avevo partecipato al Torneo Letterario ioScrittore organizzato dalla Mauri Spagnol, ma non avevo passato la prima selezione.

 

  1. Hai ricevuto molti pareri negativi all’inizio o è andato tutto liscio?

 

Nel torneo ioScrittore avevo ricevuto giudizi lusinghieri, tanto che non capivo il motivo per cui non avessi avuto accesso alla selezione finale, oltre a un paio di stroncature. Una in particolare mi aveva infastidito visto che criticava lo stile e rimarcava numerose ripetizioni. Aveva ragione lei. Era stata l’unica a non lasciarsi trascinare dalla storia e a rimanere obiettiva. Non potrò mai ringraziarla abbastanza. Da quel momento ho accantonato la tastiera e mi sono messo a studiare. Ho frequentato alcuni workshop, diversi corsi on-line e ho letto molto, moltissimo sulle tecniche di scrittura creativa, iniziando dallo “show don’t tell”.  Anche adesso sto seguendo un corso serale e ne ho già adocchiati un altro paio interessanti. Non si smette mai di imparare.

L’altro giudizio negativo che mi ha colpito mi è arrivato il giorno dopo la pubblicazione. Un signore, di cui per motivi di privacy non faccio il nome, si lamentava che il testo era troppo volgare e che aveva sospeso la lettura a metà della terza pagina. Ognuno ha i suoi gusti e devo ringraziarlo perché, invece di stroncarmi con una recensione pessima, ha avuto il buongusto di scrivermi e chiedermi spiegazioni.

Con sua sorpresa gli risposi la sera stessa scusandomi se il libro non aveva incontrato i suoi gusti.

Le critiche negative, se costruttive ci aiutano a crescere. Certo non devono essere troppe.

 

  1. Sei soddisfatto dei tuoi scritti o vorresti metterci mano ogni volta che li leggi?

 

Vorrei metterci mano anche più volte al giorno. Grazie al cielo non ne ho il tempo. La scrittura, la lingua italiana, è una cosa viva. Cambia col trascorrere dei giorni, e cambiamo anche noi autori alle prime armi. Lo stile si evolve, si modifica e si plasma sulle nostre esperienze di vita e di scrittura. Rileggendo Zetafobia ci sono pagine che strapperei solo per poterle riscrivere meglio, sapendo che tra un mese straccerei quanto scritto il mese prima.

 

  1. Passiamo a qualche consiglio per gli esordienti, se il manoscritto è finito e sembra essere un buon racconto/romanzo, cosa bisogna fare?

 

Rileggerlo. Quando si è finito ci si prende una pausa dallo scritto e si lascia sedimentare il testo. Trascorso il tempo necessario, che varia in base alla lunghezza dell’opera, la si riprende in mano. Rimarrete sorpresi di quanto ciò che avete fissato su pagina differisca da ciò che avevate in mente. Servono un paio di riletture, come minimo, e se ve lo potete permettere anche un passaggio da un editor professionista, sarebbe auspicabile.

 

  1. Quali sono se ci sono le regole non scritte per riuscire in questo mondo?

 

Se esistono, ahimè, non le conosco. Mio padre mi ha insegnato a rimboccarmi le maniche e lavorare sodo. Leggere tanto e scrivere di più. Questi sono gli unici consigli che mi sento di poter dare. Alla fine, se si ha il talento, ci verrà riconosciuto. L’importante è che la fama non arrivi postuma.

 

  1. Ancora un consiglio a chi tenta di farsi conoscere e avere visibilità, cosa deve fare?

 

Per quanto fastidioso possa essere, se non si è supportati da una casa editrice che investe, occorre spendere qualche euro in pubblicità. Non migliaia di euro e nemmeno centinaia. Si stabilisce un budget confacente alle proprie possibilità e si cercano i canali migliori per ottimizzare il rapporto costo/beneficio. Di J.K. Rowling ne esce una ogni secolo, ma anche lei ha avuto bisogno di visibilità, come tutti noi. Un banner su un sito può costare una trentina di euro e con un’altra ventina possiamo costruire una campagna mirata sui social media. Con un pizzico di fortuna, un po’ di abilità e tanta preparazione, con i soldi di una serata in pizzeria possiamo raggiungere qualche migliaio di potenziali lettori. Ci saranno dei motivi se fanno pubblicità anche mostri sacri come Stephen King e Camilleri.

 

  1. Stai scrivendo in questo periodo e se si cosa?

 

A parte il racconto breve che sarà la tesina finale del corso che sto frequentando, sono passato alla fase finale di un importante torneo letterario nazionale perciò mi sto concentrando su quello. Parallelamente sto anche terminando di buttare giù gli appunti per il seguito di Zetafobia, che spero di riuscire a pubblicare l’anno prossimo prima dell’estate.

 

  1. Che cosa legge uno scrittore?

 

Più o meno di tutto, dai classici ai romanzi più trash. L’unico genere verso il quale non ho mai provato alcuna curiosità è il romanzo rosa/erotico. È più forte di me. Credo di essere uno dei pochi a non aver letto nessuno dei colori delle “50 sfumature”.

 

  1. Il libro o film che ti ha segnato in maniera indelebile?

 

Libri tanti, se devo sceglierne uno direi “Il Signore degli Anelli” per l’ambientazione e per le descrizioni minuziose. Film “Matrix”, solo ed esclusivamente il primo.

 

 

Ringrazio Gualtiero per il tempo speso a rispondermi e la celerità in cui l’ha fatto, gli ho inviato ieri pomeriggio le domande e nel corso della serata, mi ha rispedito il file. Noto con piacere che abbiamo abitudini simili, anch’io dormo poco per dedicarmi alle mie passioni e anch’io non ho mai letto “50 sfumature” (siamo in pochi).

Tralasciando l’humour che non mi si addice, potete trovare la mia recensione del libro cliccando qui.

Un romanzo da leggere, un romanzo da divorare per chi ama il distopico, per chi ama immaginare la fine della ragione e delle certezze e per chi ama vedere l’umanità implodere senza poter far niente se non proteggere i propri cari.

Grazie ancora a questo autore che penso ci regalerà nuove emozioni in futuro e buona lettura a tutti quelli che non hanno ancora avuto il piacere di leggerlo.

Se andate in ferie, leggetelo in spiaggia. Se restate a casa, leggetelo sul vostro divano. Qualsiasi cosa fate quest’estate ZetaFobia deve rientrare nelle vostre letture!

 

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