Black Magic Woman di Danilo Arona


Danilo Arona. Potrei terminare l’articolo con il suo nome, perchè scrivere di lui , significa scrivere di un mito.

Scrittore, giornalista, critico cinematografico e musicista. Si è anche occupato nella realtà di eventi particolari, come giornalista investigativo per un certo periodo di tempo. Insomma è un personaggio poliedrico e interessante.

Ho comprato da poco l’antologia I signori della notte. Storie di vampiri italiani, (anche questa stupenda, non sono ridondante è che sto leggendo solo libri interessanti) contenente un suo racconto, potete leggere la recensione cliccando qui. Finita la lettura e terminati altri due libri di Samuel Marolla (a breve l’articolo) ho divorato e concluso l’altro ieri, Black Magic Woman.

 

Editore: Frilli (1 gennaio 2006)

Pagine: 336

Una bambina morta con il numero 106, scritto a coltello sulla spalla. La catastrofe dell’ undici settembre. Sono gli elementi che danno vita a quest’incredibile romanzo.

Il fuoco.

Il diavolo nel fuoco.

Il fuoco che sale e divora.

La mia testa, i miei occhi, quegli immani pilastri di fuoco e acciaio rovente che si fanno largo e si espandono negli atomi del mio sguardo.

E’ come un urlo, il fuoco.”

 

Il libro racconta le vicende dal punto di vista di Manuel Blanco. Durante l’attacco alle Twin Towers riceve un file, via mail, catalogato sotto la dicitura “Black Magic Woman”, da quel momento il protagonista deve fare i conti con una realtà assurda. Tutto è collegato e tutto porta in un’unica direzione. Il male puro e assoluto ha mille adepti che hanno uno scopo, la totale distruzione.

 

Il mio personale viaggio nella letteratura italiana mi ha portato questa volta in una remota località oscura nei pressi di Alessandria.

Nei racconti di questo grande autore, è citato spesso il paesino di Bassavilla, ove tutto è possibile o almeno dove il trascendente sembra mostrarsi con più facilità, rispetto ad altre zone. In questo romanzo, il protagonista vive e lavora nel paesino e tra un toast e una birra nel vicino bar di casa, è coinvolto in oscuri affari. Una sorta di Castle Rock italiana, se mi passate il paragone con un altro grande scrittore.

L’undici settembre ha toccato tutti noi e tutti ci siamo chiesti perché? Come può l’uomo arrivare a tanto?

Arona affronta l’evento lacerando pagina dopo pagina, il velo che separa la realtà dal metafisico, il concreto dallo spirituale, il bene dal male. Leggendo si è letteralmente sbalzati nel mondo esoterico, dove nel nome del male tutto è possibile. Omicidi rituali, possessioni, sacrifici umani (distinguo non a caso) case infestate, oggetti che permettono visioni, complotti orditi nel sangue. Le notizie di morte oltre mare giungono a noi, informandoci sulla gravità della situazione ma è qui, in Italia, tra il Piemonte e la Liguria che i protagonisti cercano di fermare il male. Tra le montagne e il mare di queste provincie assonnate si gioca, forse, la partita finale.

Da parte mia la spiegazione razionale di quello che capita nel mondo è semplice. Credo nell’autosuggestione di massa. Più persone credono e più rendono reale quello in cui credono. Risultato: sono disposti a concretizzare nella realtà i sogni o gl’incubi delle proprie divinità rendendo il mondo un posto migliore o peggiore a seconda dei casi. Personalmente sono ateo e sono un fermo sostenitore dell’evoluzione universale descritta da Hawking ma ahimè ho una formazione religiosa alla spalle e quindi un piccola parte di me è affascinata e terrorizzata che tutto sia possibile. I miei sono testimoni di Geova (io sono fuggito dalla setta a quindici anni) e quindi conosco la Bibbia, in seguito superato lo shock religioso, mi sono interessato per anni a questo mondo ultraterreno, spiriti, alieni e diavoli. Magia bianca, magia nera. Ho vissuto persino ad Apricale, piccolo paesino sopra Ventimiglia, con una donna che diceva di parlare con gli alieni. Quindi un po’ di dimestichezza con questo mondo è presente in me ma la vita mi ha precluso la fede, gli eventi che mi hanno formato e le stesse notizie che poi si trovano nel romanzo, mi hanno indicato solo una via. Ovvero che l’uomo è artefice di se stesso. Nel bene e nel male.

Leggendo la descrizione dell’autore, sugli avvenimenti di questo mondo, che puzza più di zolfo che di rose, tutto assume un significato diverso, profondo.

Amo quando, terminata la lettura, l’autore riesce a farmi dubitare, a provocarmi un vuoto interiore e un malessere generalizzato, perché vuol dire che ho letto qualcosa di forte, di particolare e assolutamente non convenzionale. Insomma qualcosa che riesce a stuzzicare il mio sistema nervoso.

Lo scritto vola via, anche per chi è a digiuno di macumbe, rituali e talismani. Arona rende a tutti commestibile un argomento veramente ostico.

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2 risposte a "Black Magic Woman di Danilo Arona"

  1. tu hai comunque fede in qualcosa, in qualsiasi situazione. Fai riferimento a degli assunti che sono fede, anche quando guidi la vettura sei convinto che essa farà la curva come dici tu, perché hai fede nelle regole fisiche newtoniane. Non se ne esce dalla fede, purtroppo. Siamo come i paleolitici, da questo punto di vista non siamo migliorati.

    Te lo dice un mistico, non un religioso.

    Piace a 1 persona

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