Black Magic Woman di Danilo Arona

Il mio viaggio nella letteratura italiana, mi ha portato questa volta in una remota località oscura nei pressi di Alessandria. L’ideatore di questo piccolo mondo parallelo è Danilo Arona.

Scrittore, giornalista, critico cinematografico e musicista. Si è anche occupato nella realtà di eventi particolari, come giornalista investigativo per un certo periodo di tempo. Insomma è un personaggio poliedrico e interessante.

Ho comprato da poco l’antologia I signori della notte. Storie di vampiri italiani, (anche questa stupenda, non sono ridondante è che sto leggendo solo libri interessanti) contenente un suo racconto, potete leggere la recensione cliccando qui. Finita la lettura e terminati altri due libri di Samuel Marolla (a breve l’articolo) ho divorato e concluso l’altro ieri, Black Magic Woman.

Nei suoi racconti, viene citato spesso il paesino di Bassavilla, ove tutto è possibile o almeno dove il metafisico sembra mostrarsi con più facilità, rispetto ad altre zone . In questo romanzo, il protagonista vive e lavora nel paesino e tra un toast e una birra nel bar vicino casa, viene coinvolto in oscuri affari. Una sorta di Castle Rock italiana, se mi passate il paragone con un altro grande scrittore.

Si parte con incipit incalzante su un ritrovamento di una bambina morta con il numero 106, scritto a coltello sulla spalla. Poi si passa ad un terribile fatto di cronaca. L’undici settembre. Così inizia il Libro primo.

 

Il fuoco.

Il diavolo nel fuoco.

Il fuoco che sale e divora.

La mia testa, i miei occhi, quegli immani pilastri di fuoco e acciaio rovente che si fanno largo e si espandono negli atomi del mio sguardo.

E’ come un urlo, il fuoco.”

Tutti noi siamo stati toccati da quell’evento e tutti ci siamo chiesti perché. Come può l’uomo arrivare a tanto? Il libro racconta le vicende dal punto di vista di Manuel Blanco. Durante l’attacco alle Twin Towers riceve un file via mail catalogato sotto la dicitura “Black Magic Woman”, da quel momento il protagonista deve fare i conti con una realtà assurda. Tutto è collegato e tutto porta in un’unica direzione. Il male puro e assoluto ha mille adepti che hanno unico scopo. La totale distruzione.

Arona affronta l’evento lacerando pagina dopo pagina il velo che separa la realtà dal metafisico, il concreto dallo spirituale, il bene dal male. Leggendo si è letteralmente sbalzati nel mondo esoterico dove nel nome del male tutto è possibile. Omicidi rituali, possessioni, sacrifici umani (distinguo non a caso) case infestate, oggetti che permettono visioni, complotti orditi nel sangue. Le notizie di morte dai terrori oltre mare giungono a noi, informandoci sulla gravità della situazione ma è qui, in Italia, tra il Piemonte e la Liguria che i protagonisti cercano di fermare il male. Tra le montagne e il mare di sue provincie assonnate si gioca, forse, la partita finale.

Da parte mia la spiegazione razionale di quello che capita nel mondo è semplice. Credo nell’autosuggestione di massa. Più persone credono e più rendono reale quello in cui credono. Risultato: sono disposti a concretizzare nella realtà i sogni o gl’incubi delle proprie divinità rendendo il mondo un posto migliore o peggiore a seconda dei casi. Personalmente sono ateo e sono un fermo sostenitore dell’evoluzione universale descritta da Hawking ma ahimè ho una formazione religiosa alla spalle e quindi un piccola parte di me è affascinata e terrorizzata che tutto sia possibile. I miei sono testimoni di Geova (io sono fuggito dalla setta a quindici anni) e quindi conosco la Bibbia, in seguito superato lo shock religioso mi sono interessato per anni a questo mondo ultraterreno, spiriti, alieni e diavoli. Magia bianca, magia nera. Ho vissuto persino a Apricale, piccolo paesino sopra Ventimiglia, con una donna che diceva di parlare con gli alieni. Quindi un po’ di dimestichezza con questo mondo esiste ma la vita mi ha precluso la fede, gli eventi che mi hanno formato e le stesse notizie che poi si trovano nel romanzo, mi hanno indicato solo una via. Ovvero che l’uomo è artefice di se stesso. Nel bene e nel male.

Però leggendo la descrizione dell’autore, sugl’ avvenimenti di questo mondo, che puzza più di zolfo che di rose, tutto assume un significato diverso, profondo.

Amo quando, terminata la lettura, l’autore riesce a farmi dubitare, a provocarmi un vuoto interiore e un malessere generalizzato perché vuol dire che ho letto qualcosa di forte, di particolare e assolutamente non convenzionale. Insomma qualcosa che riesce a stuzzicare il mio sistema nervoso.

Lo scritto vola via, anche per chi è a digiuno di macumbe, rituali e talismani. Arona rende a tutti commestibile un argomento veramente ostico.

Assolutamente da leggere.

Come sempre, chiedo venia se avessi scritto qualche strafalcione, soprattutto sull’autore. Comunicatemi gli eventuali errori e verranno prontamente corretti.

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1 Comment

  1. tu hai comunque fede in qualcosa, in qualsiasi situazione. Fai riferimento a degli assunti che sono fede, anche quando guidi la vettura sei convinto che essa farà la curva come dici tu, perché hai fede nelle regole fisiche newtoniane. Non se ne esce dalla fede, purtroppo. Siamo come i paleolitici, da questo punto di vista non siamo migliorati.

    Te lo dice un mistico, non un religioso.

    Piace a 1 persona

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