Non lo conoscevo ma Altieri è entrato nella mia vita lo stesso!

 

Mi sento stupido e ignorante, ma comunque lo scrivo. Ad oggi, non sapevo chi era Alan D. Altieri!
Un post su Facebook, per la ricorrenza a un anno esatto dalla sua morte, mi ha colpito e ho indagato.

Negli ultimi tempi di ricerca, mi trovo spesso, troppo, anzi quasi sempre, a confrontarmi con la mia vasta lacuna nerdiana. Io penso di sapere, ma non so a differenza di chi affermava il contrario.
Così scopro che è uno scrittore, traduttore e sceneggiatore. Laureato in ingegneria meccanica, ha lavorato tra l’Italia e gli Stati Uniti ma questo tutti (tranne me) lo sanno.
Il nome però mi richiamava echi lontani, per quello ho deciso di approfondire ed è successa una caso strana. Ho ritrovato l’autore, di una trilogia che stavo cercando dal 2009. Libri letti e divorati in pochi giorni, comprati per pochi euro in una bancarella a Firenze. In quel frangente non me la passavo molto bene, né di testa né di pecunia, per una serie di scelte sbagliate, ero per strada. L’unica gioia della mia vita era la lettura. Seduto sotto un porticato storico, non ricordo bene dove… mi sono immerso nella guerra dei trent’anni. Sto parlando della trilogia di Magdeburg.
Cito dalla presentazione di Amazon:

“Tenebre. Non esiste altro nella Germania dell’anno Domini 1630. Carestia, morte, pestilenza provocate da una guerra che sembra eterna. Ma nemmeno questo bagno di sangue ferma Reinhardt Heinrich von Dekken, Principe di Turingia, uno dei nobili cattolici più potenti e temuti del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica. Quello di Reinhardt, uomo nel cui passato grava un incubo che rifiuta di dissiparsi, è un disegno di potere destinato a sconfiggere il tempo. Nel perseguirlo, Reinhardt non ha esitazioni. Eppure, come in una profezia dell’Apocalisse, il suo destino è inesorabilmente legato a quello di un guerriero senza nome, enigmatico e letale: un eretico in nero che di Reinhardt sembra l’antitesi assoluta.”

I romanzi mi sconvolsero (nel senso positivo) in quanto era un libro anomalo e crudo, terribilmente crudo.
Nel corso del tempo, ho mantenuto il ricordo della storia ma il nome dell’autore è sfumato. Ho pensato di chiedere su Facebook un paio di volte ma non ho dato seguito. Infine oggi. Mi sento come Gollum in un finale alternativo del Signore degli Anelli, dove Frodo consegna l’ambito oggetto, rubato anni prima da Bilbo. Finalmente ho trovato il mio tessssoro perduto. Sono felice di questa riscoperta e chi non riesce a comprendere sino in fondo, semplicemente non ama leggere, perché rispetto a questa mattina, mi sento più completo. Di colpo ho scoperto nuovi libri, nuove connessioni (ogni autore ne genera) e una nuova storia da raccontare.

Oltre naturalmente all’ammirazione, che nasce ogni qualvolta una persona unisce in un’unica trama, il lavoro alla propria passione.

Grazie perché in quei giorni bui, la tua storia mi ha tenuto in piedi! Qui sotto il terzo volume della saga.

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