Intervista a Livio Gambarini


Nasce il 18 novembre 1986 e cresce tra Credaro e Sarnico. Autore di tantissime opere che affondano le radici nella storia. E’ insegnante di scrittura creativa, amante dei giochi di ruolo e attivo in diversi sport. E’ uno scrittore giovane ma che ha già prodotto tanto e presumo che produrrà tantissimo nel prossimo futuro.

Una splendida persona conosciuta personalmente e che tanto mi ha dato in questi mesi. Colto e padrone della lingua, la propone nelle sue opere in maniera impeccabile, ipnotizzandoci con il fascino dei suoi personaggi. Un autore da non perdere.

  1. Quando hai iniziato a scrivere e pubblicare?

Ho iniziato a scrivere storie alle elementari: prima osservavo mio fratello giocare a Doom e a Dune 2 sul suo computer, poi rubavo la macchina da scrivere di mia madre per battere storie ispirate ai videogiochi. Alle medie ero molto timido e introverso, scrivevo su quadernetti segreti che tenevo ben nascosti.

Il sogno di scrivere ha iniziato ad acquisire concretezza quando, invece di iscrivermi a Biotecnologie, che mi intrigava molto, mi dedicai a Lettere Moderne. Pensavo che mi sarebbe servito per scrivere bene. Mi sbagliavo. Però mi ha dato un solido retroterra storico, letterario e culturale, che a livello di argomenti ha fornito le basi per i miei romanzi storici.

Ho iniziato seriamente a scrivere per un pubblico dopo la mia laurea magistrale, nel 2011. I miei primi, sonori e utilissimi schiaffi li ho presi in alcuni laboratori di scrittura online, tra il forum di LaTelaNera.com e Minuti Contati, dove ho imparato da utenti più esperti e ho fatto tesoro delle critiche che mi facevano. Di fronte alle magre figure dei primi anni, invece di arroccarmi come facevano in molti, ho trovato il coraggio di ammettere con onestà le mie mancanze e con umiltà mi sono dedicato a colmarle. Se ho un merito letterario, penso sia stato proprio questo. Con il tempo i miei cimenti sono molto migliorati, e così nel 2014 ho deciso di essere pronto per pubblicare il mio primo romanzo, Le Colpe dei Padri. Per mia gioia, le vendite si sono dimostrate ben superiori al consueto giro della piccola Silele Edizioni; a quel primo romanzo sono poi seguiti I Segreti delle Madri, sempre per Silele, ed Eternal War: Gli Eserciti dei Santi per Acheron books, di cui a breve uscirà il seguito. Parecchi miei racconti sono stati pubblicati in antologie.

  1. Hai scritto diversi libri sino ad ora, hai un metodo? Com’è organizzata la tua giornata?

Ogni scrittore ha la sua natura e deve trovare il metodo a lui congeniale, su questo non ho alcun dubbio. Io sono un animale sociale e caotico, perciò scrivo in luoghi disparati per avere il caos intorno, ma non scrivo una parola senza aver prima fatto ricerche approfondite e preparato una scaletta. Tra una stesura e la successiva coinvolgo un numero abbastanza elevato di collaboratori: una lettrice alpha (la mia ragazza Clara), sette o otto betalettori e cinque o sei gammalettori. Uso i feedback di questi collaboratori soprattutto come campione del futuro pubblico, ma anche come strumento di correzione: anche se ormai ho un po’ di esperienza, da solo non mi accorgerei mai dei problemi del mio testo. Probabilmente non ci riuscirò mai del tutto. Meno male che ho tanti amici!

  1. Il tuo primo scritto è stato editato da terzi o è stato sistemato direttamente da te?

Tra i miei gamma lettori ci sono scrittori e editor, perciò il metodo che ho descritto tende a ripulire il testo della grande maggioranza dei suoi errori, rendendolo praticamente pronto alla pubblicazione. E anche se qualcuno scappa sempre, ho cura di farmeli segnalare dai lettori, per emendare le edizioni successive alla prima. Altrimenti mi avvarrei senz’altro di un editor ingaggiato (ma dovrei prima trovare quello giusto)

  1. Sei soddisfatto dei tuoi scritti o vorresti metterci mano ogni volta che li leggi?

Lo stile di uno scrittore è in costante evoluzione, e in quanto smemorato e caotico, io sono particolarmente instabile. Durante la mia formazione cambiavo stile davvero in fretta, bastavano pochi mesi per non riconoscermi più nella scrittura di un racconto steso in precedenza; oggi il mio ritmo di cambiamento (mi piace chiamarlo “miglioramento”, ma non saprei dire se sia così) è molto più lento. Mi ritrovo ancora nello stile che ho usato in Eternal War – Gli Eserciti dei Santi e in quello (più lento e dettagliato) de I Segreti delle Madri; al contrario, quello de Le Colpe dei Padri mi appare immaturo e non mi soddisfa come quando lo scrissi. Ma si trattava anche del mio esordio.

  1. Un consiglio per chi inizia! Se il manoscritto è finito e sembra essere un buon racconto/romanzo, cosa bisogna fare?

Chi lo dice che è un buon racconto/romanzo? Che lo pensi lo scrittore è del tutto scontato. Solo i grandi scrittori e i perfezionisti riescono a valutarsi con sufficiente spirito critico da sostenere di aver scritto una cattiva storia (e quando accade, la loro “cattiva storia” tende a essere assai migliore della media del mercato). Nemmeno se lo sostengono parenti e amici è significativo: bisogna farlo leggere a un pubblico neutro, meglio se esigente, meglio ancora se esperto in narratologia. È molto probabile che a questi ultimi non sembrerà poi così meraviglioso, e la chiave per renderlo migliore è racchiusa proprio nelle loro critiche. Nei primi anni ero abbagliato dall’obiettivo della pubblicazione, un po’ come tutti, perciò il mio consiglio agli esordienti è di aprire gli occhi sul mondo che vi circonda: il settore è pieno, davvero pieno di pessimi esordi. Libri che non dicono nulla, se non a chi li ha scritti e alle loro cerchie. Provate a scrivere libri che parlino agli altri. Migliorate il vostro stile prima di gettarsi nella mischia, prendete più dimestichezza con gli strumenti. Per farlo, il modo che ho trovato io è stato ascoltare i lettori più severi ed esigenti che incontravo, ma spetta a voi trovare il vostro.

  1. Un aneddoto divertente su di te o sulla tua scrittura?

Io amo la narrazione, ma non ho un buon rapporto con le parole. Ho sviluppato un certo occhio per la personalità stilistica altrui e sono molto flessibile, ma in realtà non ho uno stile personale: sono una spugna che involontariamente assorbe il fraseggio con cui entra in contatto nelle letture che compie. Ho fatto questa scoperta in una circostanza bizzarra: ero a due terzi della stesura delle Colpe, e in quel periodo stavo leggendo Follett e Martin. A quel punto, mi segnalarono l’esistenza di un romanzo storico di Tommaso Grossi, contemporaneo e amico di Manzoni, sulla figura di uno dei personaggi più importanti del mio romanzo. Allora misi in pausa la scrittura per qualche giorno e me lo lessi per intero; ripreso il manoscritto, la mia ragazza mi avvisò che scrivevo molto peggio di prima. Che strano, a me non sembrava. Mandai il capitolo ai beta senza dir loro niente: diversi mi riportarono che il capitolo aveva qualcosa che non andava, che era più pesante degli altri, meno fluido. A quel punto capii: lo stile ottocentesco di Tommaso Grossi mi era rimasto appiccicato addosso, e non me n’ero accorto. Ancora oggi, mentre scrivo un romanzo, leggo solo i libri da cui voglio essere influenzato.

  1. So che stai scrivendo, in questo periodo, il seguito di Eternal war, una piccola anticipazione si può avere?

Certo! Il romanzo riparte dall’assedio alla rocca di Caprona, poco dopo la fine della battaglia di Campaldino che chiude il primo romanzo, e prosegue la vicenda dei personaggi tra Firenze e la Roma, dove gli spiriti sono in fermento e ne succedono di tutti i colori.

Nelle Lande dello Spirito, il rapporto gerarchico tra Kabal e Guido entrerà in una profonda crisi, quando quest’ultimo impara a vedere gli spiriti e a ragionare con la “sua” testa… Nella Materia si stringerà il sodalizio artistico e personale tra Guido e Dante. Il motore della vicenda sarà però san Pietro, sempre più insofferente alla corruzione della Chiesa dell’epoca e determinato a cambiare le cose a modo suo, con l’aiuto di Kabal e dei suoi compagni Ancestrarchi. Per soddisfare una richiesta ricorrente dei lettori, questo libro sarà più corposo del precedente (ma comunque più corto dei miei romanzi storici), e sarà il secondo di una quadrilogia ascendente, di cui ho già deciso l’intera trama.

  1. Il libro o film che ti ha influenzato maggiormente nella tua vita?

Domanda non banale. Sicuramente risponderò libro, e non sarà uno soltanto. Vediamo… ti dovrò citare sia saggi che narrativa; specifico che molti di questi titoli hanno influenzato la mia vita nel momento in cui li ho letti. Non so quanti di essi, rileggendoli oggi, mi farebbero lo stesso effetto. Cionondimeno mi hanno plasmato e per questo mi sono preziosi.

L’origine delle specie di Charles Darwin, De Delitti e delle Pene di Beccaria, Dal Big Bang ai buchi neri di Hawkins, Armi, acciaio e malattie di Diamond, la Bibbia e il Vangelo (benché in ottica di non credente); il Manuale del Giocatore di D&D 3.5, Le Pietre magiche di Shannara di Brooks (per avermi instillato l’amore per il fantasy da bambino), Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin (per avermelo rinfocolato da ragazzo) e varie opere di Swanwick, che mi danno un indirizzo ancora oggi.

  1. La cosa che ami di più in questo lavoro? Interviste, presentazioni o quando ti ritrovi davanti alla pagina bianca?

Nel primo paio d’anni dopo l’esordio, penso che l’ego di qualunque scrittore sia affamato soprattutto di interviste e di lodi. Col tempo le cose cambiano. Oggi continua a farmi piacere rispondere alle domande, ma mi interessa di più l’aspetto divulgativo della mia opera, l’insegnamento, far nascere la curiosità nelle persone verso i temi in cui mi sono specializzato e aumentare la risonanza del piccolo mondo di cui faccio parte. Contrariamente a quanto potrebbe sembrare, scrivere è soprattutto una sfida con me stesso. Da dilettante provavo molto gusto nello scrivere, ma da quando mi rivolgo a un pubblico impiego molta più attenzione e accortezza. Il momento della scrittura in sé e per sé non mi piace particolarmente, ma nei periodi in cui scrivo tendo a essere più felice di quando non lo faccio.

  1. Esiste una scaletta di apprendimento? Mi spiego. Per avere delle solide basi dove costruire i propri mondi a cosa dare importanza prima? Grammatica, stile, dialoghi?

La grammatica non rende di certo buoni narratori, ma una sua padronanza imperfetta può compromettere la credibilità di una penna. Detto questo, se dovessi fare una lista di consigli spicci e fondamentali per scrivere, ma che pochi seguono davvero, farebbe più o meno così: “Usa più dialoghi che puoi e fai parlare i personaggi in modo credibile.” “Se non pratichi in prima persona ciò di cui scrivi, studialo come se dovessi darci un esame universitario.” “Riempi le tue storie di conflitto. Il conflitto è la chiave dell’interesse.” “Fai soffrire il tuo protagonista. Il dolore è la chiave dell’empatia.” “Fai sparire la tua voce dalla storia che stai raccontando. Mostra, non dire.” “Non mettere mai nella storia un personaggio che sia il tuo alter ego.” “Entra nella testa dei personaggi negativi, e costruiscili in modo che dal loro punto di vista i buoni della storia siano loro.” “Scrivi romanzi brevi e autoconclusivi.”

  1. Ti ho tediato con domande inerenti alla struttura di uno scrittore perché so che ti occupi anche di questo, aiuti gli autori a scoprire come rendere le loro idee in maniera corretta e vincente. Vuoi aggiungere ancora qualcosa a questo riguardo?

Mi piacciono le persone e mi piace scrivere; aiutare le persone a scrivere meglio è stata una conseguenza naturale. Ne ho fatto un lavoro, con cui cerco di portare il pane a casa: oltre a insegnare narrativa all’Università Cattolica di Milano e a tenere corsi e seminari, ho “inventato” la formula del writing coach, con cui seguo personalmente gli aspiranti scrittori aiutandoli a tradurre in pratica la teoria narratologica sui loro testi; spesso infatti i consigli di scrittura paiono astratti e difficile da capire, scritti sulla pagina. Invece lavorare sul testo di un autore permette di fargli esempi tratti dal suo stile, permettendogli di capire con molta più chiarezza e di valutare insieme eventuali alternative. Con questo obiettivo ho fondato http://www.writingcoachmilano.it, insieme a Masa Facchini. Sproniamo i nostri clienti a impegnarsi e a mettersi in gioco; per ora sono molto soddisfatti del servizio, speriamo che continui così!

Ti ringrazio per le tue domande, che non mi hanno affatto tediato. Ti faccio tantissimi auguri per la tua attività di scrittore, Walter, e rivolgo un caloroso abbraccio a tutti i lettori del tuo blog!

Ringrazio nuovamente Livio e vi invito se non avete ancora letto un suo manoscritto a rimediare al più presto. Personalmente non vedo l’ora di mettere le mani sul seguito di Eternal…che ho amato sin da subito.

Le mie lodi per questo fantasy/storico le trovate qui, nell’articolo scritto qualche mese fa, mentre se volete visionare e comprare direttamente le sue opere cliccate qui sotto:

Le colpe dei padri

I segreti delle madri

Eternal War-L’esercito dei santi

 

 

 

 

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