Nasce a Busto Arsizio, città dove risiede, il 21 aprile 1980. Avvocato, scopre la passione per la scrittura nel 2013. Ottiene diversi riconoscimenti in concorsi letterari, tra cui la vittoria nel 2014 al Premio Streghe e Vampiri, che lo porta alla pubblicazione della sua prima opera: Il custode del cimitero, Giovane Holden Edizioni.

In seguito, oltre a varie raccolte antologiche, ha pubblicato a marzo 2016 con Nero Press Edizioni il romanzo breve Il ritorno del Golem.

Del dicembre 2016 è il suo manuale breve “Compendio di Istituzioni di Diritto Romano”, Primiceri Editore.

Sempre per Primiceri Editore, nel luglio 2017 ha pubblicato la raccolta di racconti del terrore “GraveStone – voci dal sepolcro

A settembre 2017 pubblica in versione ebook il saggio “Pulsione omicida – i serial killer nella storia”.

Potete leggere i miei elogi del libro Il Custode del cimitero cliccando qui!

  1. Quando hai iniziato a scrivere?

Se per “scrivere” intendi “scrivere ai fini della pubblicazione”, ho iniziato nel momento in cui ho scoperto che i miei lavori potevano essere ritenuti validi, nel 2014, quando qualche piccolo editore si è interessato ai miei primissimi racconti.

  1. Quando scrivi, hai un metodo e se si come è organizzata la tua giornata?

Se ti raccontassi come è organizzata la mia giornata, temo annoierei i nostri lettori perché faccio l’avvocato e quindi sono organizzato per svolgere questo tipo di lavoro. Non posso purtroppo neppure dirti che scrivo “nel tempo libero”, perché nel tempo libero ho tantissime altre cose da fare. Scrivo quando ho qualcosa da scrivere e riesco a trovare qualche mezz’ora per farlo. Fatte queste premesse, logica conseguenza è che purtroppo non ho un metodo preciso. Questa “non organizzazione” mi permette di scrivere racconti, raccolte di racconti, romanzi brevi, saggi, articoli ma sino a oggi non mi ha permesso di arrivare a scrivere un vero e proprio romanzo (il classico romanzo da 300/400 pagine, per intenderci).

  1. Riesci a mantenerti scrivendo?

Qui devo essere sincero: scrivere non mi permette di guadagnare niente. Ogni tanto mi arriva quella decina di euro di diritti, ma non bastano neppure per ripagare il viaggio che faccio per recarmi a un Salone del libro di Torino o per ripagare il prosecco che porto alle (rarissime) presentazioni che organizzo. Come dicevo prima faccio l’avvocato come attività lavorativa.

  1. Quando hai iniziato a pubblicare?

La mia prima pubblicazione è relativamente recente, di inizio 2016. Tuttavia il mio percorso è un po’ insolito: non ho mai inviato il classico manoscritto a un editore, ma mi sono sempre trovato nella situazione di parlare con un editore di un possibile lavoro e poi scriverlo già sicuro della pubblicazione. Tutto è iniziato con il racconto “Il custode del cimitero” vincitore del premio Streghe e Vampiri 2014, organizzato dalla Giovane Holden Edizioni. Essendomi aggiudicato la vittoria (ricordo ancora la bella cerimonia e il week end trascorso con la mia famiglia e la mia fidanzata a Viareggio) ricevetti in premio un contratto di edizione per una raccolta di racconti, raccolta che scrissi poi tra il 2014 e il 2015.

  1. Come hai contattato la casa editrice per la pubblicazione?

Come dicevo prima non ho mai contattato le case editrici nel modo classico. Dopo l’esperienza, rimasta singola, con la Giovane Holden, fu la volta di Nero Press edizioni, con la quale ho pubblicato, oltre a qualche racconto in antologia, il mio secondo lavoro, il romanzo breve in ebook Il ritorno del Golem. Anche in questo caso tutto nacque per caso: scrissi un articolo sul Golem e i misteri di Praga e l’editore mi propose di farne un’opera più articolata di narrativa. Scrissi 100.000 battute in 30 giorni, credo fosse l’agosto del 2015. La terza pubblicazione fu con la casa editrice giuridica Primiceri Editore, che conobbi grazie al mio lavoro: cercavano autori per testi universitari e poiché io da sempre ho grande amore per il diritto romano, mi cimentai, con discreto successo credo, nel mio “Compendio di Istituzioni di Diritto Romano”, pubblicato per ora in solo cartaceo. Fu un lavoro molto complesso ma gratificante. Da lì il bel rapporto con l’editore Salvatore Primiceri mi portò a pubblicare con loro anche la mia seconda raccolta di racconti, “GraveStone – voci dal sepolcro” e, in questi ultimi giorni, il saggio “Pulsione omicida – i serial killer nella storia”. Devo aggiungere alle pubblicazioni cui tengo maggiormente, l’esperienza con la Independent Legions Publishing in collaborazione con Splatter. Circa un anno e mezzo fa sono stato infatti selezionato per una bella antologia, insieme a bravissimi autori italiani e grandi nomi americani per pubblicare un racconto dal titolo “Non si accettano fumetti dagli sconosciuti” sull’antologia Best Italian Horror Flash Fiction.

  1. Sei soddisfatto dei tuoi scritti o vorresti metterci mano ogni volta che li leggi?

Direi abbastanza soddisfatto, anche se ovviamente si migliora sempre e si può sempre migliorare ancora. Oggi come oggi “sgrezzerei” i primi lavori.

  1. Quali sono se ci sono le regole non scritte per riuscire in questo mondo?

Questo temo dovresti chiederlo a chi ha successo come autore. Se dovessi scoprirlo, aggiorneremo l’intervista con la risposta!

  1. Il tuo racconto migliore?

Domanda classica alla quale si fa sempre fatica a rispondere. Così, di getto, ti dico “Bela Lugosi” che si trova all’interno de “Il custode del cimitero”.

  1. Quello che vorresti non aver scritto?

Nel mio computer ci sono alcuni racconti/romanzi iniziati e abbandonati dopo poche pagine. Questi sono i progetti che non verranno mai pubblicati, perché ogni autore credo a monte faccia una selezione naturale dei suoi prodotti migliori. Io se non sono convinto di una storia non la faccio neppure uscire dal mio pc.

  1. Stai scrivendo in questo periodo e se si cosa?

Scrivendo atti processuali come lavoro, nel tempo libero la voglia di mettersi ancora al pc a scrivere non sempre c’è. Poi, a dirla tutta, volevo cimentarmi in un romanzo ma ho trovato molti ostacoli organizzativi sul mio cammino. Scrivere è impegnativo, richiede molto tempo oltre che idee e tecnica. Confesso che in questo 2018 ho un po’ rallentato e attualmente non ho nulla di pronto. Come dicevo nella risposta precedente, se non ho una storia in cui credo davvero, non faccio uscire niente. Ho pubblicato in maniera forsennata negli scorsi anni, anche per l’ansia di farmi conoscere e apprezzare. In questi giorni, per fortuna, qualche idea mi sta tornando a ronzare nella testa… idea gotica o comunque horror, si intende.

  1. Libro o film che ti ha influenzato maggiormente?

Come film nessuno, perché io separo nettamente (forse per la mia formazione classica) le due forme d’arte. Molti autori si ispirano a film per scrivere le loro storie, cercando di rendere i racconti “cinematografici”. Non è il mio caso. A livello di letteratura invece, le mie maggiori influenze rimangono i classici del fantastico, del gotico e dell’horror. Lovecraft, Poe, Hoffmann, Hodgson, Conan Doyle, Howard e molti altri…

  1. Serial Killer? Io da piccolo avevo l’enciclopedia di questi simpatici bipedi. Perché hai scelto quest’argomento?

Ti ringrazio per la domanda, che mi permette ancora una volta di ricordare la mia recentissima pubblicazione ebook Pulsione Omicida, i serial killer nella storia edita da Primiceri Editore. Ho trattato gli assassini seriali del passato, cercando di dare un taglio storico oltre che criminologico all’opera. La definizione di Serial Killer è recente, risale al 1970. E, se ci pensi, prima di studiosi come Lombroso non esisteva neppure la criminologia. Quando si dice “serial killer” si pensa giustamente a Ted Bundy Ed Gein, Jeffrey Dahmer. Ma prima delle definizioni e delle moderne tecniche di indagine, chi erano i serial killer? Possiamo trovare nell’antica Roma un assassino che oggi, a posteriori, sarebbe classificato come seriale? Caligola, Nerone, Vlad Tepes Dracula, Elisabetta Bathory, Jack lo Squartatore (cito solo quelli celeberrimi) sono tutti serial killer? Quali sono i criteri per classificarli tali? Per farla breve, sono andato a caccia di serial killer del passato, cercando di scovare anche figure non note a tutti. Hai mai sentito parlare di Locusta, l’avvelenatrice di Roma? Di Enriqueta Marti, la strega di Barcellona? Conosci la storia di Sawney Bean e della sua famiglia incestuosa e cannibale? Non mancano nell’opera anche brani di narrativa: una confessione, un omicidio, una scena del processo, tutto da immaginato rimanendo fedele però ai documenti dell’epoca. Insomma, io credo che l’opera valga il ridicolo prezzo di neppure 4 euro!

  1. Che cosa legge uno scrittore?

Parlo per me: io leggo tantissimo, sin da adolescente. Pur avendo poco tempo, come sopra ho raccontato, riesco sempre a leggere quel minimo di pagine quotidiane che mi fa arrivare ad aver concluso la mia trentina di libri all’anno. Leggo qualche pagina in pausa pranzo, la sera prima di addormentarmi, o quando ho un momento di attesa. Invece di guardare in modo compulsivo lo smartphone preferisco avere con me un libro o il lettore kindle. Mi piace leggere tutto ciò che attiene alla storia dell’uomo (quindi non solo battaglie ma anche storia dell’arte, della musica ecc…), passo dall’Antica Grecia alla Seconda Guerra Mondiale alla vita di qualche illustre personaggio. In narrativa, oltre agli autori già citati mi piace anche leggere tutto il genere fantastico, romanzi storici, gialli, fantascienza, un certo tipo di fantasy, come Erikson e la sua sterminata saga dei libri dei caduti di Malazan, o George Martin (che ha scritto molta fantascienza e horror oltre alle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco). Leggo anche autori italiani ovviamente. La lista è davvero lunga…

  1. Un libro da consigliare (non tuo)?

Non consiglierei un libro mio perché sono un pessimo venditore di me stesso. A una fiera, tempo fa, un ragazzino si presentò con dieci euro in mano per comprare un libro: al banchetto c’era un mio testo, ma anche ristampe di classici. Lo indirizzai su Poe: se ho 14 anni e dieci euro in tasca è bene che io legga Conconi o Poe? Quindi per avvicinarsi alla lettura consiglio sicuramente un classico. Se non l’avete ancora letto, per esempio Lovecraft: recuperate una delle belle edizioni Mondadori o Newton Compton. Oppure un romanzo meraviglioso a mio parere è “La casa sull’abisso” di Hodgson o, ancora, “La mummia” di Conan Doyle. Insomma, l’offerta di grandi classici non manca, sia che si legga in cartaceo sia che si preferisca l’ebook.

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