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Approcciandomi al mondo della scrittura, mi sono reso conto della mia profonda ignoranza in generis. Da questo vuoto è nato il mio desiderio di ricerca, di comprendere, di accrescere il mio bagaglio culturale. Incontrare Raffaele è stato un colpo di fortuna perchè la sua passione mi permette di avere a disposizione in poche pagine un immediato coinvolgimento e ottimi spunti per ricerche più approfondite.

Come vedrete si occupa di molti aspetti dell’ arte in genere e non possiamo che essergli grati. Detto questo vi lascio alle sue parole e con un piccolo aneddoto sull’intervista. Una domanda che gli ho proposto era  scritta male e scherzandoci sopra mi ha detto che non l’aveva capita ed è normale visto che non ho idea del perchè era stata proposta. Ci siamo fatti una risata e siamo andati avanti. Chi mi conosce lo sa, sono un casinista geneticamente portato a fare gaffe ma va bene così…almeno credo!!!

  1. Quando è nata la pagina?

Il progetto è stato concepito cinque anni fa. All’inizio si trattava di vari piccoli gruppi. Poi nella mia testa ha preso forma un’idea che coltivano da tanti anni, creare una mia rivista culturale ad ampio respiro, che non si chiuda in nessun tipo di ghetto.

  1. Sei tu il padre fondatore?

Si, il solo ed unico !!!

  1. La tua pagina in definitiva abbraccia tutte le arti. Perché?

Ho una concezione costruttivista della cultura. Tendo ad inglobare in maniera onnivora tutto quello che reputo interessante, creativo, senza distinzioni di periodi storici e barriere varie. Voglio far capire che molte delle cose che le persone non amano o non conoscono in realtà richiedono un’enciclopedia più vasta di quella che il pubblico odierno possiede. Leggere fantascienza non esclude conoscere Derrida, tanto per citare uno dei grandi del novecento. Molti resterebbero sconcertati nello scoprire quanto “fantastico” c’è nell’Orlando Furioso di Ariosto.

  1. Che tipo di utente cerchi di raggiungere?

Ogni gruppo di persone, piccolo o vasto, ha una certa CULTURA nel proprio campo. Io voglio cercare di metterli in collegamento tra di loro il più possibile. Bisogna cercare di unificare, non svalutando le diversità, per rendere la cultura più potente, incisiva in senso politico. Se siamo divisi in centinaia di gruppetti e correnti non potremo mai agire veramente per aprire nuovi orizzonti. Ognuno deve cercare di sacrificare un po’ del suo orticello per un fine più ampio.

  1. Come si è evoluta la pagina nel tempo?

In linea con il mio pensiero postmoderno. Mi spiego. Non ci può essere un centro dominatore. Ma un policentrismo che io in qualche maniera poi aggrego strada facendo. E la  concezione del collage, del patchwork. Ovviamente questo non vuol dire non avere delle coordinate di lavoro. La struttura stessa della rivista è nata, come dicevo, aggregando e rielaborando in continuazione i gruppi che negli anni ho creato.

  1. Quanti utenti conti?

Abbiamo superato da poco i 6000 membri… ma speriamo di crescere ancora !!!

  1. Che cosa contraddistingue la tua pagina dalle altre?

Io ci metto la mia passione e tanti anni dedicati a studiare e fare arte. Molti miei amici stanno contribuendo in maniera sempre più massiccia. Alcuni inviano le loro opere, pezzi di critica, recensioni, cercando sempre di coniugare qualità e comunicazione di massa. Molti interagiscono da non addetto ai lavori e anche questa è una cosa bellissima. Sono molto fiero degli spazi che dedichiamo ai nostri artisti locali, a volte sconosciuti ingiustamente, o esordienti che in questo paese fanno tanta fatica ad emergere.

 

  1. Che iniziative stai proponendo adesso?

Nell’ultimo anno tre sono le sezioni che mi hanno dato più gioia. La prima sulla NARRATIVA di genere italiana. Gli scrittori di fantastico soprattutto, nel nostro paese fanno ina fatica tremenda ad affermarsi. Ci sono ancora troppi pregiudizi verso autori di fantascienza, fantasia, new weird che impediscono addirittura di pubblicare i testi stranieri. Ti faccio un esempio: il grande Ugo Malaguti è stato l’unico ad intuire la grandezza del genio di Jeff Vandermeer. Oggi è sulla bocca di tutti ma lo stiamo leggendo con vent’anni di ritardo rispetto al resto del mondo!!!

Lo stesso vale per Thomas Ligotti, altro autore che ormai ci tocca riscoprire praticamente a fine carriera. Ma in un mondo globalizzato, iper veloce che influenza possiamo avere se non abbiamo nemmeno i libri su cui aggiornarci? Non si crea arte nuova senza conoscere bene quella che già esiste. Recentemente mi ha dato molta gioia  una rubrica dedicata al maestro del fumetto Jack Kirby. Una personalità unica, debordante, eclettica che ha praticamente creato da zero, insieme all’altrettanto grande Stan Lee, l’immaginario contemporaneo dei super eroi. Le persone ne parlano come di uno dei disegnatori della Marvel, come Buscema o Romita, ma non hanno idea di cosa parlino. Per criticare ci vuole conoscenza approfondita. Stiamo parlando di un personaggio che disegnava, nella fase iniziale della casa editrice, praticamente in contemporanea tutte le testate, da Thor a I fantastici Quattro, da Hulk a Capitan America. Aveva un talento e una velocità leggendarie. Alla Dc comics ha avuto una fase ancora  più matura che ha portato alla creazione (testi e disegni) di un capolavoro come Il quarto mondo, che in Italia conoscono solo gli addetti ai lavori. Si è scoperto recentemente, dopo aver visto la sua genialità anche nella scrittura, quanto abbia collaborato anche in fase di invenzione dei personaggi, delle storie insieme a Stan Lee. L’unico contemporaneo paragonabile a lui è FRANK MILLER. Ne riparleremo. Stay Tuned. Per concludere,  proprio in questi giorni, ho creato un nuovo gruppo nella rivista, dedicato interamente ai fumetti dell’ AUREA, casa editrice che amo immensamente. Stiamo parlando di persone che hanno portato in 40 anni in Italia il meglio del fumetto europeo e sudamericano. E incredibile quanta CULTURA stiamo perdendo man mano che gli anni passano. Cito solo il genio assoluto di Robin Wood, altro personaggio, come Kirby, a cui dedicherò presto una sua zona speciale.

  1. Che obiettivi ti proponi per il futuro?

Mi riallaccio all’ultima domanda. Una sezione dedicata al mondo di Robin Wood. Anche qui l’ignoranza regna sovrana. Non è che basta.dire.sudamericani e via. Ci sono tanti grandi autori. Ma con Wood entriamo di nuovo in quella che io chiamo la poetica del Genio, seguendo il grande critico americano, Harold Bloom. I greci lo chiamavano Daimon, un concetto ampio e complesso da studiare. Ma che ti permette di capire cosa avevano in comune Dante e Shakespeare, Leopardi e Pessoa. Singolarità nel continuum, come direbbero gli amici della Fantascienza. Wood ha creato da solo, in 50 anni di carriera tanti di quei personaggi immensi, da Dago a Savarese da Nippur a Gilgamesh, che alla Bonelli di adesso richiedono il lavoro di cento autori (con risultati decisamente non paragonabili alle vette raggiunte dal sudamericano).

 

  1. Un’altra pagina e un libro da consigliare a chi legge questa piccola intervista?

Collaboro con tanti bei siti che rischio di offendere saltandone qualcuno. Per i libri posso dire che a livello di MAINSTREAM scoprire Saramago, come successe a me vent’anni fa, è un’esperienza devastante. Non esiste un autore contemporaneo paragonabile a lui, per strutture, idee, cultura, e per l’uso di un linguaggio barocco che, da critico e scrittore studio da una vita.

Nel postmoderno fantastico sicuramente Vandermeer è una personalità unica ed eclettica. Il suo pastiche di generi è veramente per un target di lettori molto molto di nicchia. Consigli soprattutto la Trilogia dell’area x. Un altro grandissimo è Roberto Bolano. Sia nei suoi libri più brevi e scorrevoli, sia in capolavori ostici, come 2666 e i Detective Selvaggi. E poi Marias, Murakami, ma anche grandi autori di genere come Connelly, Lehane …

 

 

  1. Siamo conosciuti come un popolo di non lettori. Pensi che con la tua pagina o iniziative simili si possa in qualche modo sensibilizzare l’utente medio?

Guarda devo dirti che sono sempre molto scettico. Le persone stanno perdendo sempre più le coordinate culturali, storiche filosofiche. Oggi il linguaggio visivo ha soppiantato la lettura. Internet ha ucciso il libro. Forse solo attualizzandosi, come cerco di fare con questa rivista multimediale e polimorfica, si può trasmettere un po’ di bellezza nella speranza che poi la passione faccia il resto.

  1. Non gestisci solo la pagina, di cos’altro ti occupi?

Faccio recensioni e pezzi di critica. Collaborazioni con siti, blog, riviste. Scrivo romanzi e racconti. Amo creare in tutte le forme quindi dipingo in acrilico, faccio quadri in digitale, performance, installazioni.

Non vi faccio perdere tempo, sulla pagina trovate un  gruppo dedicato alla mia produzione: Le recensioni, i romanzi e i quadri di Raffaele Izzo.

 

  1. Hai anche scritto un libro. Vuoi dirci qualcosa?

Un giallo RORSCHACH e una raccolta di racconti. Li trovate su Amazon e Ibs. Al primo in particolare tengo molto. E un romanzo sperimentale sulla scia di Se una notte un viaggiatore di Italo Calvino. Pieno di citazioni e con una scrittura che deve molto a Saramago. Magari ne riparleremo.

  1. Progetti futuri in quest’ambito?

La rivista online RONIN sta pubblicando una mia storia a puntate NEREMACCHINE. Nel numero che sta per uscire siamo alla seconda puntata. E un tentativo di rinnovare, miscelare, creare qualcosa di cui sento che vorrei io stesso leggere qualcosa. Ad esempio molte parti sono sono scritte in forma di flusso di coscienza/poema.

  1. Gestisci altre pagine?

Una decina di gruppi che sono all’interno della principale.

Ricordo in particolare i nuovissimi, Jack The King Kirby, Mondo AUREA e Il Genio Novecentesco.

  1. La difficoltà più grande che hai incontrato durante la stesura del romanzo?

Il. Mio intento era creare un prodotto fresco e innovativo.

A tratti impegnativo, ma mai ostico, anche pieno di zone divertenti. Forse

Però è stato percepito come troppo intellettuale. I miei lettori più fedeli mi dicono che si sono divertiti tantissimo.

 

Ringrazio della disponibilità di Raffaele e del tempo a me dedicato. Che dire, è bello sentir parlare in maniera articolata ma fluida una persona, mi rende partecipe e curioso. Di tante (forse troppe) informazioni citate nell’intervista non ne ero a conoscenza. Quindi non posso che ringraziarti per avermi illuminato. Grazie di cuore!

Per chi volesse tenere d’occhio le creature di questo autore vi lascio i link qui sotto:

Narrativa italiana di Genere

Izzo Tuttoletteratura

Aleph Rivista di cultura Contemporanea

Miti del cinema

L’arte del fumetto

Jack ‘The King’ Kirby

Mondo AUREA

 

Se volete invece gustarvi  e comprare il suo romanzo cliccate qui!

Grazie ancora e buona lettura!

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