Se vi siete persi le mie altre interviste cliccate qui!

Ho il piacere di ospitare in questo blog, un artista della scrittura, un ragazzo (siamo coetanei) che fa parte di questo vasto panorama italiano in maniera presente e a trecentosessanta gradi. Sto parlando di Mauro Longo.

Ci siamo sentiti per una delle sue ultime fatiche N di meNare dove è presente un suo racconto epico, con Dante (il Sommo) come protagonista. Dopo un paio di messaggi, la richiesta di poterlo subissare di domande.  Ha accettato subito e tra i suoi molteplici impegni ha trovato il tempo di rispondermi. Non lo conosco personalmente ma sono elettrizzato, perché ogni intervista che sto realizzando apporta nuove nozioni e nuovi spunti per andare avanti e lui ne ha forniti parecchi, su cui riflettere per migliorare. Leggendo le sue parole capirete meglio questa mia affermazione. Detto questo vi lascio a questa lunga (ti ringrazio per aver risposto ad ogni domanda) intervista.

  1. Non so da dove iniziare perché la tua produzione artistica è molteplice, quindi domanda semplice: Come ti definisci come artista e di che cosa ti sei occupato in questi anni di attività?

Ciao! Per prima cosa io sono un appassionato instancabile di narrativa fantastica, giochi di ruolo, librogame. Leggo, gioco e ricerco tantissimo i prodotti culturali di questo settore e di quelli collegati (videogame, fumetti, cinema, tv, boardgame e giochi vari). Per seconda cosa, sono anche un blogger, e sulle pagine dei miei siti parlo da tempo delle cose che conosco e mi piacciono, cercando di trasmettere anche ad altri la mia passione. Per terza cosa, negli ultimi anni sono diventato anche un creatore di contenuti editoriali, pubblicati professionalmente: racconti, romanzi, saggi, giochi di ruolo e librogame.

  1. Quando hai iniziato a scrivere?

La passione per narrativa, giochi di ruolo e librogame ce l’ho da sempre, basti pensare che il mio primo cimento ufficialmente registrato nella narrativa fantastica è di quando avevo cinque anni (cominciava con “Era una notte buia e tempestosa…” e finiva più o meno lì). Sorvolando su tutto il marasma di cose fatte fino ai trenta, tutte non professionali, circa dieci anni fa ho cominciato a scrivere racconti per dei concorsi (che sono andati anche abbastanza bene) e da lì è arrivato tutto il resto.

  1. Caponata meccanica? Perché?

Il nome deriva da quello di uno dei miei primissimi racconti, che era una sorta di storia cyberpunk ambientata nella Messina del futuro. Per il racconto, il titolo era dunque perfetto e mi piaceva così tanto (il titolo, non il racconto) che ho deciso di utilizzarlo anche per il blog, che sarebbe stato un insieme disomogeneo di articoli ad orologeria…

  1. Hai scritto una moltitudine di racconti, hai un metodo e se si come è organizzata la tua giornata?

Adesso che scrivo a livello professionale, il metodo DEVO AVERCELO, altrimenti è finita! Ho molte scadenze che si sovrappongono e devo rispettarle tutte, altrimenti ci fare figuracce che poi giustamente avrebbero ripercussioni sulla mia vita professionale. Di solito il mio segreto è puntare la sveglia alle 5 ogni giorno e sfruttare le due ore prima del risveglio della casa per lavorare concentrato e focalizzato, per poi riprendere a spizzichi durante il giorno (male). Quando sono in scadenza urgente (cioè per la metà dell’anno) istituisco anche i tempi di recupero dalle 21 alle 2 di notte, diventando una specie di zombi per intere settimane. Un altro dei sistemi che applico è quello di iniziare dall’inizio, poi saltare al finale e scriverlo meglio che posso, e infine lavorare a tutta la parte in mezzo. In questo modo l’intero racconto lavora per arrivare al finale già scritto e tutto sembra scorrere meglio.

  1. Riesci a mantenerti solo scrivendo o ti occupi di altro?

Se consideriamo la scrittura in generale, e ci metto dentro anche le mie attività di copywriter e social media manager per case editrici, allora ti direi di sì. Lavoro troppe ore al giorno, per poi guadagnare veramente poco, ma più o meno basta per chiamarle “entrate regolari” e contribuire degnamente al budget della famiglia.

  1. Quando hai iniziato a pubblicare?

Come dicevo prima, i primi racconti hanno vinto dei concorsi qua e là e sono finiti in diverse antologie, mentre il mio primo romanzo è il Decameron dei Morti, del 2013 se non sbaglio. Molto prima avevo pubblicato diversi articoli giornalistici su misteri e leggende in una rivista quindicinale siciliana, che cito perché poi la raccolta dei pezzi è finita in un libro pubblicato proprio in quegli anni, Il Codice Cariddi. Insomma, a salti e singhiozzi direi che le prime pubblicazioni serie sono arrivate circa 5 anni fa.

  1. Come hai contattato la casa editrice per la pubblicazione?

Per quanto riguarda i concorsi ho… partecipato, semplicemente scegliendo quei concorsi che mi sembravano seri e NON richiedessero contributi alla pubblicazione in qualsiasi forma. Per il romanzo, ho inviato la proposta commerciale e una sinossi a diverse case editrici italiane che trattavano quel genere, e su circa dieci invii una di esse mi ha ricontattato con una risposta positiva. Era Origami Edizioni, di Cagliari, con la quale collaboro ancora e con cui mi trovo benissimo.

  1. Il racconto vincitore del tuo primo concorso come lo hai scritto? Lo hai fatto editare da terzi o è stato sistemato direttamente da te?

Nessun iter particolare. Mi era venuta una bella idea e l’ho buttata giù. Scritto, letto e riletto mille volte, poi inviato. Nessun editing esterno. Credo moltissimo nell’importanza dell’editing ma non ho mai pensato di acquistare questo servizio per un racconto da concorso. Lo faccio invece per racconti che autopubblico, quello senz’altro!

  1. Hai ricevuto molti pareri negativi all’inizio o è andato tutto liscio?

Be’ continuo a riceverli. Se il parere è competente, anche se non sono d’accordo, ci trovo sempre qualcosa da imparare e su cui riflettere. Molte volte poi i “critici” centrano benissimo il punto, e allora è il momento di capire il concetto, studiare, esercitarsi e migliorarsi ancora.

  1. Sei soddisfatto dei tuoi scritti o vorresti metterci mano ogni volta che li leggi?

Non si è mai veramente soddisfatti di quello che si scrive, o almeno io non lo sono. Però scadenze e contingenze fanno sì che a un certo punto bisogna chiudere il file e mandarlo a chi di dovere, in genere la domenica notte dell’ultima settimana utile.  Ci sarà tempo poi, nell’edizione del venticinquennale, per rileggere e correggere ancora!

  1. Quali sono se ci sono le regole non scritte per riuscire in questo mondo?

Questa è una questione da un milione di gettoni d’oro e contemporaneamente una domanda trabocchetto. Ti rispondo con la Regola Zero che ho dato ai miei figli (be’ un po’ modificata…) e che secondo me vale in generale nella vita: “Don’t be an asshole”. Ovvero… non essere stronzo, non essere fastidioso, non essere pressante, non molestare troppo spesso gli editori, non essere tanto legato a quello che hai scritto da litigare con l’editor e l’editore, non chiedere alla gente di leggerti, non chiedere ai lettori di darti voti e recensioni, non criticare chi ti critica, non lamentarti sempre dell’editoria, dei lettori, degli editori, del mondo della cultura. Fare: sì; Lamentarsi e infastidire: no. Insomma… don’t be an asshole! Puoi essere anche lo scrittore più bravo del mondo, ma se la gente ti vede come un criticone o un rompicoglioni non caverai mai un ragno dal buco.

  1. Un aneddoto divertente su questo pazzo mondo della scrittura?

Mi piacciono le faide tra scrittori, specialmente i botta e risposta caustici sui social media o sui giornali. Ne vado pazzo… Io stesso li alimento, spesso segretamente, per portare un po’ di caos e belligeranza in questo mondo altrimenti compassato e amicale…

  1. Ancora un consiglio a chi tenta di farsi conoscere e avere visibilità, cosa deve fare?

La cosa migliore secondo me è prima di tutto aprire un media di informazione sulla propria passione e lavorarci tanto, ad esempio un blog o un vlog. Proporre racconti e avventure gratuite, articoli interessanti, tutorial, recensioni, contenuti. Trovare una nicchia e scovare appassionati degli stessi argomenti con cui interagire. Se questi canali crescono e sono seguiti, se si diventa un’autorità nel proprio settore di interesse, saranno poi gli altri a venirti a cercare. Un precetto dell’Arte della Guerra dice proprio qualcosa di simile, ma non me lo ricordo a memoria…

  1. Il tuo racconto migliore?

E’ come scegliere il figlio prediletto… non è possibile.  Sicuramente, quelli usciti negli ultimi anni sono migliori stilisticamente, visto che spero di aver affinato un po’ la tecnica rozzissima degli esordi. Se questa logica funziona, in teoria i prossimi saranno ancora meglio! :

  1. Quello che vorresti non aver scritto?

Caponata Meccanica, il racconto che citavo prima, è davvero ingenuo e oggi non mi rappresenta più nello stile. E tuttavia non lo rinnego né vorrei non averlo scritto: anzi voglio bene anche a lui, forse proprio per tutti i suoi difetti!

  1. Stai scrivendo in questo periodo e se si cosa?

Sto scrivendo troppo, come sempre. Ho un librogame, un manuale e un’antologia da finire, diversi racconti in italiano e inglese da completare, un numero ingestibile di progetti legati al gioco di ruolo in italiano e inglese da portare avanti.

  1. Il libro o film che ti ha influenzato maggiormente?

Sono davvero tantissimi: un calderone di cose interconnesse che continua a sobbollire nel mio cervello e a produrre sempre nuove idee.

  1. Un libro tra i tuoi che consigli come prima lettura per conoscerti e per innamorarsi del tuo stile?

Mi piacerebbe spingere L’Uomo dal Pugnale d’Oro, che si trova online gratuitamente e che è di certo uno dei migliori che abbia scritto. Se tutto va bene, è anche il primo di una serie di storie interconnesse che potrebbe arrivare in libreria l’anno prossimo.

  1. Domanda che non c’entra niente Star Wars o Star Trek?

Star Wars: l’epica smisurata che s’incarna nella sci-fi, anche se devo dire che le ultime serie di Star Trek (Enterprise e Discovery) mi sono piaciute parecchio.

 

 

Ringrazio di cuore Mauro per la sua ctotale disponibilità, non è da tutti rispondere a diciannove domande.

Posso solo aggiungere come dicevo prima dell’intervista, che gli spunti sull’organizzazione della giornata sono ottimi, io sfrutto il tempo durante il giorno ma alzarmi prima non era stato ancora contemplato nelle possibilità. Grazie, ne farò tesoro! Come devo citare il tuo Fare! Non rompere! che detto da una persona, che ha cosi tanti progetti e vive immerso nel mondo della scrittura, ha un peso da non sottovalutare! Grazie ancora! Come sempre, per correttezza dico se ho letto o no l’ autore.In questo caso ho avuto solo il piacere d’immergermi nel tuo racconto 1327, fuga dall’inferno! citato all’inizio nell’antologia N di MeNare! Ma siccome mi è piaciuto veramente tanto appena posso recupero anche con gli altri.

Per chi come me  volesse seguire le avventure di Mauro Longo, può farlo attraverso il suo blog CAPONATA MECCANICA !

Oppure può comprare i suoi singoli lavori o le varie antologie dove è presente o ha curato:

Guiscardi senza Gloria

Decameron dei Morti: L’alba dei trapassati rediviv

N da meNare

Caponata meccanica tutti i racconti

Ancora grazie a Mauro Longo e buon Lavoro!!!

Se vi siete persi le mie altre interviste cliccate qui!

 

 

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.