Miskatonic University libreria del fantastico e non solo


Come sempre è un’onore parlare e con i diretti interessati di questo mondo fantastico. In questo caso particolare, poi ci addentriamo in una realtà di genere che non posso che adorare e ammirare. Una libreria emiliana che già dal nome annuncia e preanuncia grandi cose! Come ho scritto in una domanda (qui sotto) la conoscenza della libreria è arrivata trasversalmente, per la presentazione del libro Uironda di Luigi Musolino, scrittore, che assieme ad altri quattro, è in assoluto sul podio delle mie preferenze. Ho recensito il libro in questione (cliccate qui) e per la fine dell’estate dovremmo avere l’onore di una sua intervista nel blog.

L’autore di questa grande idea ha acconsentito a rispondere a qualche mia domanda e lo ringrazio del tempo speso in mio favore. Premetto che la realtà Genovese non offre simili situazioni e la mia invidia per chi ne può approfittare è assoluta. Ho provato a evocare una qualche divinità Lovecraftiana come Azathoth per chiedergli di ottemperare alla mia richiesta di avere una simile occasione in loco, ma non ho la forza necessaria per concludere il rito…

Detto questo e lasciando perdere le mie divagazioni pseudo-esoteriche, vi lascio alla piacevolissima intervista con Andrea! Grazie ancora e buona lettura…

ANDATE ALLA MISKATONIC UNIVERSITY COMPRATE, COMPRATE E COMPRATE…VOI EMILIANI CHE POTETE FARLO!!!

 

  1. Iniziamo subito. Di cosa vi occupate e in quanti siete a farlo?

Grazie a te Walter, e ciao a chi ci legge. Premetto che sarò un po’ lungo, e me ne scuso fin da ora.

Quest’avventura nasce intorno al 2011-2012 quando la crisi picchiava durissimo ed io e mia moglie Giulia (la vera ideatrice del tutto) ci siamo ritrovati entrambi senza lavoro e con la prospettiva poco allettante di fare una lunga trafila tra agenzie interinali e lavori precari. Tutte cose che comunque, almeno nei primi tempi, abbiamo anche fatto ma poi siccome avevamo un po’ di soldi da parte (l’azienda in cui lavoravo da venti anni stava chiudendo, ma intanto avevo maturato un discreto TFR) abbiamo deciso di investirli in questa follia. La chiamo così perché è un progetto che nasce dalla disperazione e, benché fosse un sogno che covassimo entrambi da tempo, se avessimo trovato un impiego che ci avesse garantito entrate sicure dubito che avremmo mai trovato il coraggio di aprire una libreria. Quindi ci siamo trovati in due e con una figlia in arrivo, a dover avviare un’attività senza aver mai fatto nulla del genere. Se ci ripenso adesso mi vengono i brividi! A tal proposito non smetteremo mai di ringraziare le nostre famiglie che ci hanno sempre sostenuto e aiutato in tutti i modi possibili. Da soli non so se c’è l’avremmo fatta. Ora, a distanza di quattro anni, sono rimasto solo io, anche perché nel frattempo Giulia ha avuto due gravidanze e ha trovato un impiego molto più consono agli studi da lei effettuati (laurea in lingue) che ci permette di stare un po’ più tranquilli. Ma continua a far parte della Miskatonic University a tutti gli effetti; ad esempio mi aiuta tantissimo con la contabilità (materia in cui sono un vero somaro) e spesso, con grande pazienza, mi spiega come funzionano certe diavolerie tecnologiche. Sono un somaro, l’ho già detto, ma per fortuna il cervello della Miskatonic University è lei. Occasionalmente poi si fa ancora vedere in negozio, specie in concomitanza di eventi particolari e in molti la salutano sempre con affetto e non vedono l’ora di rivederla. La cosa ovviamente mi fa molto piacere perché penso che se lo meriti alla grande.

 

  1. Weird, fantascienza, Horror una scelta coraggiosa in Italia. La mia conoscenza in merito è minima. Il panorama è cambiato in qualche modo in questi anni? Vi sentite partecipi di questo cambiamento?

Abbiamo scelto di occuparci di fantastico perché secondo noi le librerie, almeno quelle che conoscevamo e frequentavamo,  non davano abbastanza spazio a questi generi che noi amiamo. Era abbastanza sconfortante entrare in librerie che si definivano “alternative” o “indipendenti” e vedere che i commessi non sapevano nemmeno chi fosse, non dico Lovecraft, ma Poe o Bradbury. Di conseguenza è venuto naturale per noi cercare di colmare questo vuoto che, nella città in cui viviamo, Reggio Emilia, era presente. Non so se ci siamo riusciti, di sicuro ci abbiamo provato con tutte le nostre forze. Detto questo, all’inizio un cambiamento c’è stato, e molto forte, si intravedevano un sacco di possibilità in Italia, sembrava che il momento fosse davvero propizio per il fantastico e questo ti dava tantissima energia e una carica pazzesca. C’era un gran fermento e questo si percepiva distintamente. Oggi la situazione mi pare un po’ più statica, complice forse il fatto che i grandi sforzi fatti da molti non abbiano ricevuto un adeguato riscontro; mi sembra quasi che la gente abbia iniziato a dare un po’ per scontato certe cose, non ultime realtà come la nostra. Poi ci sono anche gli esempi positivi per fortuna, mi viene in mente una manifestazione come Stranimondi che cresce ogni anno di più, ma in generale mi pare che ci si sia un po’ arenati. Forse è solo una fase, come mi auguro, ma ti garantisco che c’è meno vivacità rispetto anche solo a un paio di anni fa. Perlomeno questa è l’impressione che ho io.

 

  1. Da quando siete aperti?

Abbiamo aperto ufficialmente il 20 settembre 2014.

 

  1. Avete preso il nome della fantomatica università ideata da Lovecraft. Scelta azzeccatissima secondo me. Ma non tutti sono cultori del giovane di Providence. Un racconto da consigliare per amare questo autore sin da subito (il mio è Il mistero di Charles Dexter Ward) a chi non ha avuto il piacere di leggerlo?

Come dici giustamente tu, il nostro nome è un piccolo omaggio al Solitario di Providence, colui che è riuscito, prima di tutti,  ad esplorare quasi tutti i numerosi sentieri del fantastico. Inoltre ci piaceva l’idea di un luogo che ricordasse le vecchie e oscure biblioteche, magari quelle in cui sono custoditi volumi rari e proibiti. Qualcuno ultimamente mi ha fatto notare che suona un po’ pomposo; può essere, ma ti assicuro che non era assolutamente questa l’intenzione, anzi. Che cosa consiglio a chi vuole approcciarsi a Lovecraft? Non è facile, perchè l’opera del Nostro può essere anche molto ostica, bisogna vedere in cosa t’imbatti. Ad esempio, quello che per me è uno straordinario viaggio visionario come “La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath”, potrebbe risultare incredibilmente indigesto a chi non ha mai letto nulla di Lovecraft e il rischio è che in futuro eviti questo autore come la peste. In generale, quando qualcuno mi chiede consigli su cosa leggere di Lovecraft, opto per una delle numerose selezioni di racconti che raccolgono gli episodi più famosi: da Dagon a Herbert West rianimatore, Il modello di Pickman oppure Il colore venuto dallo spazio. Cose abbastanza classiche e di lettura un po’ più scorrevole insomma. Poi, se lo stile e le tematiche piacciono, si può passare a qualcosa di più “impegnativo”. Una cosa però che non manco mai di sottolineare è quella di non aspettarsi di leggere un autore horror, Lovecraft non lo è, o almeno non lo è per come spesso viene inteso oggi questo termine. Non c’è equivoco più grande.

 

 

  1. Il vostro cammino si è incrociato al mio a causa di Luigi Musolino. La presentazione del libro Uironda mi ha svelato la vostra presenza8 Essendo io genovese e quindi fisicamente distante da voi) Raccontateci qualcosa dell’autore e com’è andata la presentazione?

Con Luigi ci conosciamo ormai da tempo e fin da subito si è creato un bellissimo rapporto. Nel 2016 abbiamo avuto l’onore di ospitare per la prima volta la finale del premio Hypnos, organizzato da una realtà, Hypnos edizioni del grandissimo Andrea Vaccaro,  che pensiamo non abbia bisogno di presentazioni. Quell’anno in finale, in mezzo a tanti altri ottimi autori che vennero fin qui da varie parti d’Italia, c’era anche Luigi che poi, alla fine, si aggiudicò anche la vittoria. Chiacchierando con lui abbiamo scoperto di avere tanto in comune e che c’era una bella “chimica” e allora gli abbiamo proposto di venire a presentare la sua antologia “Oscure regioni” da noi; cosa che è puntualmente avvenuta qualche mese dopo. Da lì siamo sempre rimasti in contatto e, appena può, fa un salto a trovarci. L’uscita di “Uironda” è stata, in questo senso, provvidenziale ed è andata molto bene come al solito dal momento che qui si è creato fin da subito un gruppo di veri e propri “ultras” del verbo Musoliniano. Concludendo penso che Gigi sia non solo un autore eccezionale ma, cosa ancora più importante secondo me, è un ragazzo d’oro sotto tantissimi aspetti.

 

  1. Di chi altri autori vi siete occupati?

Siccome quando abbiamo aperto avevamo il grande problema di doverci distinguere in qualche modo dalle miriadi di librerie già esistenti, fin da subito abbiamo deciso di puntare moltissimo su due cose: editoria indipendente ed eventi. Grazie a questi fattori, abbiamo così avuto la fortuna di conoscere tantissime persone fantastiche tra autori, editori e “semplici fan”. Sarebbe impossibile elencarli tutti ma e parlando solo di scrittori abbiamo avuto il privilegio di ospitare (e spesso di incrociare insieme bicchieri e forchette) gente come il maestro Danilo Arona (un vero mito!), il simpaticissimo

Paolo Di Orazio (altro grande), Nicola Lombardi (un signore con la S maiuscola), Alessandro Vietti, Maico Morellini, Lukha Khremo, Pietro Gandolfi, Angelo Berti (la primissima presentazione in assoluto, che ansia, ma lui fu grandioso a tranquillizzarci), Carlo Vicenzi, Matteo Bertone, Uberto Ceretoli, Mirko Giacchetti, Andrea Berneschi, Andrea Viscusi, il futuro vincitore del Bram Stoker Award Alessandro Manzetti e tanti, tanti altri che mi scuso fin da ora se non cito ma che ci hanno dato – ognuno di loro tantissimo e che cogliamo l’occasione per salutare e ringraziare.

 

  1. Siete presenti sul social e in internet, quanto influisce il mondo virtuale sulle vendite rispetto al metodo tradizionale?

Sono sincero, non amo molto Facebook e fatico non poco a comprendere i suoi meccanismi, ma a noi ha dato una grandissima mano a farci conoscere in tutta Italia. La gente ci segue, e lo fa in modo attivo e propositivo; non abbiamo mai dovuto sborsare un solo centesimo in promozioni o pubblicità che ogni tanto ci vengono suggerite. Il resto l’ha fatto il passaparola tra gli appassionati e, se oggi siamo ancora qui, dobbiamo ringraziare anche la rete. Soprattutto perchè – se escludiamo un manipolo di nostri encomiabili fedelissimi che abitano in zona e che ci supportano con grande affetto fin dall’inizio, la maggior parte della nostra clientela viene da fuori. Il fatto di vendere anche online e fare spedizioni naturalmente è determinante in questo senso, quindi non sarò certo io a sputare nel piatto in cui mangio.

 

  1. Oltre alle presentazioni interne e alla locazione fisica della libreria vi possiamo trovare in giro per l’Italia, ad esempio fiere e/o altre iniziative?

All’inizio abbiamo partecipato a qualche fiera tematica qui dalle nostre parti ma, purtroppo va detto, non ne vale assolutamente la pena. La gente non era interessata, veniva a guardare e sfogliare e magari faceva anche complimenti, ma comprare zero o quasi. Non che i complimenti non facciano piacere, ci mancherebbe, ma se io chiudo il negozio, carico la macchina, sistemo il banchetto e tutto il resto, un minimo ritorno in termini economici ci deve essere, altrimenti è tempo buttato via. Unica piacevole eccezione la partecipazione a Stranimondi nel 2016, quando siamo andati a presentare Collana Miskatonic, il progetto nato in sinergia con la Vincent Books di quella miniera inesauribile di idee che è Mauro Corradini e che raccoglie una selezione di racconti INEDITI di alcuni tra i migliori esponenti italiani della speculative fiction. In quell’occasione devo dire che tornammo a casa felici e soddisfatti, non solo per le vendite ma per tutta l’esperienza in sé.

 

  1. Domanda che faccio a tutti…perché gli autori italiani soprattutto parlando di questo genere, sono in qualche modo penalizzati rispetto alle loro controparti straniere? Se è così da cosa può dipendere?

Questione vecchia e annosa… Guarda, onestamente non lo so, oltretutto credo di non avere nemmeno le competenze per poter formulare delle ipotesi, io mi occupo semplicemente di far sì che la gente compri i libri, soprattutto cercare di capire cosa potrebbe essere più adatto ai gusti del cliente. Quel che posso dire però è che in Italia ci sono diversi bravi autori che secondo me non hanno nulla da invidiare a molti colleghi stranieri. Forse il problema è che a volte la percezione è un po’ distorta dal momento che c’è molta più gente che scrive di quella che legge. Credo che sia più che giusto provarci, ma se le cose non vanno, bisogna anche sforzarsi di capire il perchè. Non serve dare la colpa agli editori incompetenti, al fatto che “se fossi americano, allora ahhhh!” e rosicare. Forse quel che si scrive non è semplicemente all’altezza. Continuare a pubblicare cose mediocri (magari a pagamento) solo per dar da mangiare al proprio ego, credo che non faccia bene proprio a nessuno. Anche io ho all’attivo alcuni imbarazzanti tentativi giovanili, ma ho capito abbastanza presto che non era la mia strada, quindi perchè insistere? Ci rimane comunque il piacere della lettura, quello non ce lo potrà mai togliere nessuno. Sbaglierò, ma la penso così.

  1. Vi occupate anche di edizioni rare…il libro più importante che vi è passato sotto mano?

Abbiamo avuto diversi volumi ricercati e che hanno fatto la gioia dei collezionisti: dal primissimo numero di Urania, il leggendario “Le sabbie di Marte”, originale del 1952 e tenuto in condizioni pressoché perfette, alle rarità firmate Stephen King/Richard Bachman delle prime edizioni di “It”, “Ossessione” e “Unico indizio la luna piena”. Il libro che più ricordo con affetto però è una copia de “La storia infinita” di Michael Ende, l’edizione Longanesi dei primi anni ottanta, quella con il testo in verde e rosso e le magnifiche incisioni di Antonio Basoli. Libro tra l’altro magnifico e che consiglio fortemente, soprattutto a chi abbia figli. Una cosa bellissima che ho notato de “La storia infinita” è che, chiunque l’abbia letto da bambino, poi una volta adulto è diventato un lettore forte. E questo è capitato a TUTTI quelli con cui ne ho parlato. Quindi, se vogliamo crescere una nuova generazioni di lettori (e mai come ora se ne sente il bisogno), io punterei a occhi chiusi su questo libro. Proviamoci, almeno.

 

  1. Progetti per il futuro?

Continuare a sopravvivere. Cosa niente affatto scontata purtroppo. Finché ci riusciremo il resto verrà da sé e continueremo a fare quello che sappiamo: servire i nostri meravigliosi clienti il meglio possibile, consigliarli quando è il caso, organizzare presentazioni ed eventi per portare gli autori e le realtà più interessanti qui in libreria.

 

 

Grazie mille per lo spazio che ci hai dedicato, spero di non avere annoiato i tuoi lettori e, chi ne ha voglia, mi contatti pure alla pagina Facebook MISKATONIC UNIVERSITY oppure, se siete in zona, venitemi a trovare in via Squadroni 10/A Reggio Emilia, così ci facciamo due chiacchiere tra appassionati. Per contattarci direttamente potete farlo attraverso la mail miskatonicuniversityre@gmail.com

Ciao!

 

Ancora un grazie immenso, non solo per le ottime risposte date ma perché come sempre sfrutterò a mio personale vantaggio le informazioni descritte, come la lista di tutti gli autori incontrati, perché se ho avuto il piacere di leggere e intervistare alcuni di loro, la mia solita ignoranza mi ha precluso alla maggioranza dei medesimi. Quindi spero, e io sarò il primo, se capitiamo in zona è doveroso un passaggio in questa libreria ove il maestro di Providence e tanti altri, aspettano di essere portati nelle nostre case per essere adorati e venerati com’è giusto che sia!

 

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