Intervista a Flavio Torba


Ho avuto il piacere di colloquiare con uno scrittore che fa parte di chi scrive ma come me sta cercando il suo spazio e la sua dimensione in questo mondo.

Personalmente ho letto solo uno dei suoi lavori, La sera giusta è mi è piaciuto molto. Un racconto breve e carico di energia. Per quanto io stesso scriva, Flavio in poche righe è riuscito a condensare il suo pensiero in maniera giusta e equilibrata, portando il lettore verso il finale, che regala dolci e oscure premesse. Recupererò anche gli altri ma come per tutti i nuovi autori che sto seguendo, in primis leggo un lavoro e poi successivamente recupero.

Detto questo vi lascio alle sue parole.

 

  1. Quando hai iniziato a scrivere?

Ricordo di aver scritto il mio primo racconto quando avevo 7 o 8 anni. Forse era addirittura il primo capitolo di qualcosa di più lungo, perché narrava di un’operazione di lancio per l’esplorazione spaziale, in stile Cape Canaveral, che finiva con un’esplosione e la morte di tutto l’equipaggio. In realtà si scopriva che il sabotatore era un extra-terrestre sotto mentite spoglie con un cranio tipo Alien (che riusciva comunque a nascondere sotto una maschera di paraffina alla Diabolik). Avevo già le idee chiare all’epoca.

  1. Che cosa hai scritto negli ultimi tempi?

La mia passione per la scrittura ha vissuto fasi alterne di letargo e risveglio, soprattutto all’università, nelle ore di noia passate a fantasticare quando invece avrei dovuto studiare. Questo invece è il primo periodo in cui faccio leggere i miei racconti a un pubblico. In meno di un anno ho scritto una decina di racconti (alcuni ancora in fase di bozza) e un romanzo, che però non è ancora pronto per camminare sulle sue gambe. Direi che questa volta ho ingranato la marcia giusta.

  1. Perché l’oscurità, invece dell’amore?

Perché è più facile? A parte gli scherzi, non credo si possa scrivere di qualcosa che poi non si riuscirebbe a leggere volentieri, sdraiati sul divano a fine giornata. Ho piantato “Orgoglio e pregiudizio” dopo qualche capitolo e stiamo parlando della Austen, mica di un romanzetto Harmony qualsiasi. L’amore è il fondamento della vita eppure mi suona sempre banale parlarne e scriverne. È un mio limite. Ciò non toglie che rappresenti il valore aggiunto, un potente motore, anche per una composizione horror. A patto di non riscrivere Twilight.

  1. Come stai pubblicando?

Per adesso pubblico gratuitamente i miei racconti sul mio sito (flaviotorba.wordpress.com) e, iscrivendosi alla mailing list, si possono anche scaricare i relativi e-book. Sono testi che arrivano anche a 8000 parole e mi rendo conto che molta gente preferisce leggere sul proprio Kindle, piuttosto che perdere diottrie davanti a un pc. Per il momento ritengo inutile, oltre che ridicolo, che qualcuno debba pagare per il lavoro di un autore sconosciuto come il sottoscritto, senza priva affezionarvisi.

  1. Sei soddisfatto dei tuoi scritti o vorresti metterci mano ogni volta che li leggi?

Non mi sono ancora rassegnato al fatto che, ogni volta che ricontrollo un racconto, trovi sempre un errore (orrore) di grammatica o battitura. Certe volte anche solo una sbavatura che non mi soddisfa. Può capitare invece che rilegga qualcosa risalente a molto tempo fa, e allora è come se lo vedessi per la prima volta. Allora penso: “ma quanto sono figo?”

  1. Quali sono se ci sono le regole non scritte per riuscire in questo mondo?                                Considerato il fatto che ancora non ho guadagnato un centesimo con il mio lavoro e che il mio nome è sconosciuto anche a mia madre, direi di non essere il più titolato a rispondere. Però vedo in giro che c’è poca professionalità. Io leggo da una vita e credo di aver imparato le regole base della scrittura (possa essa piacere o meno). Ma c’è tanta gente senza padronanza della lingua che si mette a scrivere roba imbarazzante, magari vantandosene e ribadendo di “non volere seguire le regole come fanno gli altri”. A questo proposito, Wattpad è una terra veramente selvaggia e non mi riferisco solo alle fan fiction delle quattordicenni arrapate. Lo standard dell’offerta si è di molto abbassato perché è il lettore in primis che lo richiede. Bisogna leggere sempre, anche due o tre libri alla volta.
  2. Il tuo racconto migliore?

Da bravo ex-metallaro, ricordo come nelle riviste del settore tutte le band rivendicassero l’ultimo disco registrato come il migliore. Pensavo fosse solo tattica pubblicitaria, ma mi sono reso conto che è un po’ come l’amore per l’ultimo figlio nato. Ami anche il resto della tua prole, chiaro, ma l’ultima fatica rinnova ogni volta la gioia della creazione e della nascita. Tutta questa introduzione per dire che secondo me il migliore è “Lezioni di danza”. Non lasciatevi ingannare dal titolo: non è qualcosa alla Step Up, ma è più simile a The Omen. Se poi quello vi piacerà, sono molto orgoglioso anche de “Il vile denaro”, storia di un giovane uomo gravato dal sospetto di essere un portatore sano di morte.

  1. Quello che vorresti non aver scritto?

La prima lettera d’amore a quattordici anni. Per tornare seri: mai pentirsi, anche se qualche racconto che convince meno c’è sempre. Per esempio, “Nella notte, un predatore”, che parla di un particolare tipo di demone della mitologia giapponese, il nukekubi. Ripensandoci, avrei potuto strutturarlo meglio (e non è detto che non lo faccia in futuro) ma rimane sempre un buon racconto. Non vi rinuncerei in ogni caso.

  1. Il libro o film che ti ha influenzato maggiormente?

Tutta la produzione di Stephen King ha avuto un grande impatto sulla mia formazione. Ho speso un sacco di soldi alla libreria vicino casa (che poi è fallita comunque) e credo che con il mio denaro il Re abbia potuto rinnovare almeno i bagni della sua villa a Bangor. Se devo sceglierne uno solo, direi “L’ultimo cavaliere”, il primo episodio della saga della Torre Nera: horror, fantascienza, fantasy e western in un unico libro. Cosa si può pretendere di più? Discorso più complesso per il film. Sono un divoratore di film horror (ma va?) da quando ne ho memoria. Direi “Hellraiser” (scaturito dalla mente di un altro grandissimo scrittore, Clive Barker) oppure “La Cosa” di Carpenter.

  1. Cartaceo o digitale? Pensi di raccoglierli tutti e pubblicarli?

Appena avrò materiale sufficiente, pubblicherò in self una raccolta dei miei racconti. Inizierò con il digitale e poi, in base alla risposta del pubblico, valuterò se avventurarmi nel cartaceo ma non lo reputo fondamentale, visto che io stesso ormai leggo più e-book che libri “reali”. Il romanzo di cui dicevo prima, dal titolo provvisorio de “La giostra di carne”, dovrà invece aspettare perché penso di sottoporlo al giudizio dell’editoria tradizionale.

  1. Un consiglio a chi sta iniziando?

Leggere qualsiasi cosa capiti a tiro, a tonnellate. Non si può scrivere se prima non si sa leggere in maniera critica. Bisogna attingere anche (anzi, soprattutto) dalla letteratura al di fuori del nostro genere, in maniera da arricchire lo stile e i contenuti. Le mie ultime letture hanno compreso Roth, Simmons e Lansdale, il che è tutto dire.

  1. Un libro, e film da consigliare?

Oltre quelli già citati consiglio “Cavie” di Chuck Palahniuk per lo stile asciutto e diretto e i contenuti ai limiti del disumano. Un bel film che ho visto ultimamente è invece “Split”, di Shyamalan, perché ha una gestione dei diversi personaggi molto interessante (non dico di più per non cadere nello spoiler)

  1. Di cosa ti occupi nella vita?

Sono un noiosissimo ingegnere civile che nei ritagli di tempo si fa rintronare sul ring di boxe e poi scrive sotto dettatura dei traumi cranici e degli ematomi.

  1. Il tuo sogno rispetto allo scrivere?

Farlo come lavoro sarebbe il Nirvana. Ma se anche riuscissi a scavarmi la mia piccola nicchia nel cuore di qualche lettore e mettervi radici, direi che tutto questo inchiostro versato acquisirebbe un notevole valore aggiunto.

 

 

Contatti:

Sito: https://flaviotorba.wordpress.com/

Facebook: https://www.facebook.com/ftorba/

Twitter: https://twitter.com/FlavioTorba

 

Che altro aggiungere?  Solo una cosa, ha differenza mia ha umiltà,  io preso da ego incontrollato ho pubblicato subito i miei racconti cercando un ritorno in pecunia (che ovviamente non è arrivato) . Togliendo questo piccolo particolare, mi sono ritrovato molto nelle sue parole e nei suoi pensieri. Adoro King, amo Barker e sarebbe un sogno mantenersi scrivendo. Quindi chissà magari tra una decina d’anni ci ritroveremo a promuovere le nostre fatiche in giro… Chissà (bello sognare, parlo per me) …

Ringrazio veramente Flavio della sua partecipazione, della sua onestà intellettuale e per la grande passione che ci mette!!!

 

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