Intervista Ironica a Ignoranza Eroica


L’idea di intervistare questo trasversale gruppo Italico in un solo colpo è nato leggendo un loro post. Ho riso rischiando una paralisi al mio (bel) faccino, che non ho potuto lasciarmi scappare quest’occasione così ghiotta. Il libro è stato preso e letto in pochi giorni, chi mi segue lo sa non è il mio genere ma è stato una figata e ho apprezzato tanto che questo è il terzo articolo che dedico ai ragazzi! So che non era facile rispondere alle domande poste e non è stato facile farle. L’intervista si gioca sull’ironia e per settimane ho avuto sudori freddi (per la gioia della mia compagna) pensando che forse potevo evitare una domanda o che forse era meglio non farla affatto. In fondo non conosco nessuno degli autori e qualcuno avrebbe potuto risentirsi. Invece sembra essere andato tutto bene e quindi vi lascio alle mie stupide domande e alle loro caustiche risposte!

 

  1. Siete un manipolo di scrittori dediti al dileggio della lingua scritta e alle citazioni letterarie. Confermate quanto detto?

    Sì.                                                                   
  2. Come è nato questo progetto?

    Dopo una quattro formaggi e un puttan-tour ci è venuta l’idea…               
  3. Un aneddoto su di voi e la scrittura di questa antologia?

    Durante la correzione di uno dei racconti è saltato fuori che il nome di un personaggio veniva scritto in modo diverso di tanto in tanto. Dopo uno sclero generale, abbiamo sorteggiato la scrittura del nome corretta lanciando i Dadi.                                        
  4. Chi tra voi ha finito per primo il suo racconto?

    Il criminese, Jack Sensolini.                       
  5. Come avete scelto gli argomenti da trattare?

    Abbiamo affittato all’acquario di cattolica la vasca dei lamantini. Abbiamo messo nella vasca delle palle chiuse ermeticamente con dentro gli argomenti da trattare e abbiamo scelto i primi portati dalle simpatiche bestiole. visto che la pornografia intasa il 99% del web e della pubblica opinione, per una volta abbiamo deciso di dedicarci alle minoranze, escludendo questo genere dalla selezione lamantiniana.                            
  6. Quanto  tempo è passato dal abbozzo dell’idea alla stampa?

    Dall’abbozzo all’idea della stampa direi circa 30 secoli: dalle prime pergamene assire a Guttenberg. 

Domande ai singoli autori o collettivi:

  1. Nerdheim: Indentificatevi! Chi si nasconde realmente dietro questo astruso sinonimo?                                    
    Azz la polizia postale! Parlo con i miei compagni di merende per preparare i nuovi alias.                                                 
  2. Mario Pacchiarotti: E’ vero che ti meni da solo al derby della capitale?

    Sono nato a Roma, e cresciuto romanista, ma ora vivo ad Albano Laziale (il nome dovrebbe farti sospettare cosa tifano da queste parti). Quindi godo se segna la magica, ma poi eroikameNte mi meNo da solo per non dare ai laziali del posto la soddisfazione di farlo loro.
    Comincio ad apprezzare i derby che finiscono zero a zero.                               
  3. Michele Gonnella: Assaggiatore ufficiale di bevande non convenzionali. Che cosa hai bevuto mentre scrivevi il racconto?

    Mediamente scrivo bevendo tè tostati o fermentati con muffe e funghi (vedi il racconto vincitore dell’antologia)… Ma le note finali del ciclo di una barbara le ho scritte sorseggiando una weiss homemade! Non dire in giro della roba non convenzionale, non credo sia proprio lecito e non voglio sporcare il pennato.                       
  4. F.T. Hoffmann: Dopo Zappa e spada e  N da meNare, il terzo come si chiamerà?

    Speravo Thanatolia ma non ho fatto in tempo. Per superare la delusione credo mi farò una vacanza, una vacanza in Riviera.                                     
  5. Angelo Berti: Intervista che avresti voluto fare e non subire come questa?

    Avrei preferito intervistare Mano della famiglia Addams, ma mi hanno detto che non beve birra e ho rinunciato!        
  6. Fabio Andruccioli: Puoi specificare la tua appartenenza alla Crypt Maraudeurs Chronicles?

    Quando Forlani e Davia chiamano, io rispondo. Thanatolia è la mia patria, i Crypt Marauders i miei profeti.               
  7. Giuseppe Recchia: Volevo fare un copia e incolla di una tua risposta visto la recente intervista solitaria…ma ahimè ti chiederò qualcos’altro. Ti è piaciuto il mio racconto?

    Uso privatistico delle interviste… Cmq sì, molto evocativo, belle immagini. Con il dovuto lavoro di editing può uscire fuori un’ottima serie.                      
  8. Jack Sensolini: Voglio parlare di cose serie: vegeta88@libero.it?

    Dalla parte dei Sayan                                 
  9. Luca Mazza:  Cito direttamente dalle note finali di N: unico curatore ad apparire come autore! Hai qualcosa da dire in tua difesa o interviene Sensolini in tua difesa?

    Mr. Sensolini ha parlato very well. Io vorrei fare altrettanto ma non posso perché, vedete … QUESTA INTERVISTA E’ PUZZOLENTE, IL PIU’ GRAN MUCCHIO DI MERDA SU CUI HO MESSO LE MANI DAI TEMPI DEL PICCOLO CAZZO DI LORD.                        
  10. Ben B. Korami: Stai per pubblicare anche con Acheron Books, prima che l’invidia mi uccida, che cosa ci puoi dire al riguardo?

    Sì, confermo: Acheron Books mi darà a breve l’onore di inserire il mio romanzo sci-fi dal titolo “Rock’n’Roll Seaport” nel proprio catalogo. Inutile nascondere che sono molto felice che ciò avvenga. Giusto come anticipazione, la storia sarà ambientata in un mondo vessato da dottrine cattoliche aberranti, dove ciò che rimane dell’umanità combatte l’abominio che nasce quando l’ingegneria genetica incontra le Sacre Scritture. Un action fatto di mostri biblici e preghiere blasfeme, che a me è piaciuto tanto scrivere e che spero possa divertire altrettanto chi lo leggerà.                                                        
  11. Maico Morellini: Ho letto che nel tempo libero evochi divinità, posso incontrarne una?

    Hai appena fatto domande a dodici di loro!                                                              
  12. Mala Spina: Altroevo il tuo blog è rappresentativo del tuo serio lavoro. Perché allora ti sei unita a questa combricola?

    Ovvio. Per l’indubbio prestigio e lustro che “N di meNare” apporterà alla mia fulgida carriera.                                         
  13. Alberto Della Rossa: Co-fondatore d’Ignoranza eroica…campione uscente di Minuti Contati…veniamo alla domanda: ma davvero picchiavi i tuoi compagni con un triceratopo? –

    A quanto pare la tua fede vacilla. D’altronde sono le grandi gesta a riecheggiare nell’eternità, e io ho pochi primati e tutti di dubbia moralità. Sì, ero un bambino piuttosto molesto. Avevo solo dieci anni quando ho minacciato qualcuno con un coltello per la prima volta, fino a quel momento usavo oggetti contundenti di varia forma e natura per angariare il prossimo. La faccenda del triceratopo ruota attorno a un evento doloroso della mia infanzia: l’infame giornata all’asilo “porta i tuoi giochi preferiti”. Lo spirito doveva essere di condivisione, credo, ma quando ho visto il mio T-Rex in mano a un altro bambino non ci ho più visto, ho preso il triceratopo (lo trovi ancora sul mio profilo fb) e ho iniziato a menare colpi. La maestra mi ha punito con un sonoro ceffone. Ero anche l’unico bambino con un grembiule giallo per essere facilmente individuabile, questo dovrebbe dirla lunga.                                                          
  14. Laura Silvestri: E l’insonnia che ti fa scrivere di notte o scrivi di notte e quindi non dormi?

    Se per “insonnia” intendi “essere svegliata dalle 5 alle 20 volte per notte al grido «Mamma, ho sete», «Mamma, mi è cascato il pupazzo», o un più ermetico «Ueeè», allora sì: potrei avere un problemino d’insonnia. Spesso, quando vengo tirata giù dal letto dopo le 4.00 del mattino, decido di restare in piedi e mi siedo davanti al pc. Ma può anche capitare che la sera, messe a letto le figlie, tiri tardi cercando di sfruttare quei rarissimi minuti di silenzio casalingo. Insomma, vale tutto: mi basta rosicchiare un po’ di tempo per imbrattare pagine Word a discapito (forse) dei futuri lettori.         
  15. Alessandro Forlani: Ho finito le domande, vuoi aggiungere qualcosa al tuo lungo curriculum?

    No!                                                                
  16. Walter Fabia perché hai deciso d’intervistare questa congrega ignorante?

Perché mi hanno pagato con un antico reliquario proveniente dal baule sito nella Baracca! (per chi non capisce, comprate e leggete!!!)

Avete visto? Dei grandi… L’unica che forse potevo evitare è la domanda che si è subito Recchia, più che altro perché lo costretto a parlare di me e non di lui. Ma ormai è andata! Abbiamo giocato, abbiamo bevuto e ora serve solo una cosa: comprate e leggete questa meravigliosa antologia che vi conquisterà racconto dopo racconto, autore dopo autore!

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