Leggo Dago da sempre, non in maniera costante ma il gianizzero Nero è  una costante nella mia vita. Nel 2008 quando ero nella mia fase Punk tardiva (per l’età) e posavo la mia schiena nei giardini di plastica genovesi per dormire dentro al mio logoro sacco a pelo, c’era lui a tenermi compagnia. Un edicolante mi passava gratis tutti i fumetti, unica raccomandazione dovevo trattarli come se fossero di cristallo, perché poi li avrebbe dovuti vendere. Amo questo enigmatico e fantastico personaggio che volevo emulare (mai riuscito) e quindi quando mi è capitata l’occasione di intervistare un suo disegnatore, potevo farmela scappare?

  • Come nasce la tua passione per il disegno ?

Come per la maggior parte di chi disegna , e lo fa come mestiere, potremmo dire che con la matita ci sono nato. Sono uno di quelli che magari da piccolo, dai 7 anni in su ,se non prima, oltre a giocare fuori all’aperto (perché tanti anni fa si giocava anche per strada o in cortile)preferiva disegnare…e “disognare”. Poi verso i 12 anni mio padre mi comprò il mio primo fumetto, me lo fece scegliere, credo si trattasse di MisterNO, successivamente ho iniziato a comprare di tutto : Diabolik, Tex, Alan Ford, I Super Eroi, Disney…e tanti tanti altri; da li ho iniziato a disegnare, copiando i personaggi e addirittura facendo nei quaderni di scuola anche storie complete.

 

  • Come hai cominciato a disegnare fumetti professionalmente, Hai frequentato qualche scuola ?

Si ho frequentato a metà degli anni 90 la “Scuola Internazionale di Comics” qui a Roma.Contemporaneamente frequentavo l’Accademia di Belle Arti, inizialmente per non fare il militare, in realtà poi mi hanno chiamato lo stesso, ma l’accademia è stata anch’essa una bella esperienza, soprattutto per il “colore”. La mia prima esperienza professionale però tarderà ad arrivare. Semplicemente perché una volta finiti gli studi e fatto il servizio di leva, per non pesare sui miei economicamente, decisi di trovarmi un “lavoretto”. Nel bene e nel male il suddetto lavoretto è durato quasi 15 anni. Mi occupava, quasi, tutto il giorno. Seppur facendo qualche sporadica pubblicazione a metà e alla fine degli anni 90 ho iniziato ( o meglio ricominciato) a pieno ritmo nel 2010 con Cagliostro editore, un fumetto di genere  western, che amo tanto come genere e poi con altri altri editori (7even Age, Star Comics) ; diciamo che ho cercato laddove possibile di recuperare il tempo perso. Sicuramente nel 2006 entrando in Aurea ho iniziato effettivamente il mio percorso professionale.

  • Chi sono gli autori ai quali fai riferimento?

Diciamo che oltre a far riferimento, sono quelli che guardo spesso e ammiro. Sai, bisognerebbe fare una lista infinita. Mi limiterò a citarne alcuni. Tra gli stranieri il primo fra tutti  è sicuramente  Al Williamson!!! Ma ce ne sono decine, vediamo così a memoria chi mi viene in mente : Alex Raymond, John Prentice , Gene Colan, Albero Breccia, Carlos Gomez, J.Giraud, J.L.G.Lopez, L.Starr, D. Mandrafina, Zaffino e tanti altri. Per quanto riguarda gli italiani devo stare molto attento, perché molti sono amici e non vorrei far brutta figura dimenticando qualcuno, per cui dico tutti coloro che mi conoscono e mi hanno dato sempre un consiglio e una mazzata per farmi rigar dritto e in più aggiungo: Claudio Villa, Corrado Roi , Sicomoro, Giovanni Ticci, Alberto Giolitti, Renzo Calegari e tutti gli altri, soprattutto quelli romani che vedo e sento più spesso.

  • Qual è la tua metodologia nel lavoro? Metodo classico o moderno, con tavolette grafiche ecc ?

Sicuramente metodo classico. Anche perché col computer so solamente mandare le mail e gironzolare su f.book. Poi non ho tempo, altrimenti onestamente un corso accellerato lo farei. Con la grafica digitale sicuramente ottimizzi moltissimo, e si sa ,il tempo è fondamentale. Poi crei certe texture fantastiche che in Dago mi sarebbero davvero utili, e invece le devo fare…a mano !!! L’unica cosa che mi lascia perplesso è  la mancanza dell’originale, ovvero con il cartaceo hai sempre l’opportunità di rivendere la tua tavola…sai a rivendere uno stampato la vedo davvero dura. Dicevamo comunque metodo classico. Disegno a matita, non quella azzurra, mi da fastidio agli occhi, (ancor prima faccio dei Layout molto semplici) e poi inchiostro la stessa tavola: china, pennello W & N , fude pen di varie marche, pennarelli, delle volte pennini, spugnetta, lamette ecc. tutti prodotti  che il più delle volte hanno un sapore antico e artigianale. Sai il nostro credo sia un lavoro Artigianale, dove un poco alla volta crei qualcosa. E’ sicuramente artigianato artistico se vogliamo. E’ Arte sequenziale, è arte popolare e come tutto ciò che è pop normalmente viene visto con sufficienza. Ma diamine, penso e dico, chi appare in TV dopo un po viene etichettato Artista, quindi dico, se fai la Valletta (con tutto il rispetto per  la categoria) e sei un artista, minimo chi fa fumetti fa Arte. Che poi fare Arte per me è come recita il dizionario: “Qualsiasi forma di attività dell’uomo come riprova o esaltazione del suo talento inventivo e della sua capacità espressiva.”

 

  • Come si diventa un disegnatore del grande giannizzero Nero?

Come lo si diventa non lo so, come lo sono diventato, forse si. Collaboravo già da anni con l’editoriale Aurea. Stavo appunto disegnando una storia breve per il settimanale Lanciostory. Poi a un certo unto mi squilla il cellulare, era Enzo Marino, direttore editoriale. Mi chiese se mi andava di sostituire un disegnatore, io un po titubante, perché già ero in corso d’opera con un’altra storia, dico dimmi pure. Lui mi risponde semplicemente: DAGO! A quel punto ero in auto e freno di botto, per fortuna dietro non c’era nessuno; se fossi stato in piedi mi sarei messo sugli attenti, ma in fondo era quello l’atteggiamento. Il resto e storia. Un mese e mezzo per realizzare 35 tavole su testi del grande Wood e successivamente una storia completa di 96 tavole, attualmente in edicola e una in lavorazione , entrambe queste due su testi di Morini. Dodici ore di lavoro al giorno e tanta passione, altrimenti sarebbe dura, premesso che lavorare in miniera è più duro, ma credetemi non è semplice! Poi disegnare Dago non è facile, per tanti motivi; il più importante, quello che ti fa tremare i polsi, è che prima di te lo hanno disegnato, Salinas e poi per venti anni C.Gomez. Capisci bene che tutti ti guardano con sospetto. Per fortuna sono stato accolto parecchio bene, sia dalla critica, che da vari autori e soprattutto dal pubblico di Dago, probabilmente tra i più esigenti, anche perché abituati a Gomez. Ad ogni modo  sarà che Gomez è poi uno di quelli che guardo spesso, uno dei miei preferiti, per cui ho anche una vasta documentazione e questo mi è stato molto utile nell’immedesimarmi con la saga tutta. L’altro motivo è che è ambientato nel Rinascimento, quindi tra gli abiti, le architetture, le ambientazioni in genere c’è proprio tanto da fare. Dago mi occupa metà giornata… che poi se non prendi le giuste pause è tutta.

  •  Quali sono i tre fondamentali concetti per chi vuole gettarsi nel tuo mondo partendo da zero?

1: PERSEVERANZA , e io ne so qualcosa! Non ti diranno subito si. Te lo auguro, ma se così non fosse più porte in faccia prenderai e più con cognizione di causa dovrai fortificarti. Chi oggi è un grande professionista, magari ha iniziato contro il volere dei propri cari o della propria compagna. Ha fatto due o tre lavori prima di fare solo il fumettista. E’ così. Rimboccati le maniche, disegna ovunque e non  cinque minuti al giorno. Oggi di bravi c’è ne sono tantissimi e sono i migliori che bisogna guardare e senza presunzione, emularli. Sono del parere che bisogna mirare alle stelle, male che va arrivi alla luna.

2: UMILTA’ . Quando avevo 20 anni non sempre lo sono stato. O meglio lo ero nell’ascoltare i consigli…ma poi facevo diversamente, o meglio metabolizzavo lentamente. Invece no ! Bisogna affidarsi a un professionista, o anche a più di uno ed eseguire alla lettera!!! Se lo dicono e lo fanno  loro che fanno questo mestiere da 20/30 anni un motivo ci sarà. Esegui e basta. Ci sarà tempo per dire la tua.

3: COPIARE. Nel fumetto copiare è lecito. Questo è un mio pensiero! A scuola ti dicevano di non copiare; qui è diverso , copiando ( e non ricalcando) impari sempre più; il tuo cervello un po alla volta memorizza e un po alla volta disegnerai quell’oggetto senza guardarlo. Ma inizialmente NO. Così è per tutto il resto. Copiare con intelligenza. Nessuno nasce imparato. La realtà va copiata, va studiata. I grandi maestri vanno “copiati”. Fai una tua biblioteca iconografica! Se non disponi di modelli e oggetti appropriati a ciò che devi disegnare, usa le foto. E’ realtà statica; Se devo disegnare un cavallo, una Ferrari, se mi piace una posa, io la rubo. E non me ne vergogno! La foto va analizzata, studiata e copiata, il più delle  volte non pedissequamente. La foto nella maggior parte dei casi tende ad essere deformata e rimpiccolisce alcuni dettagli, vedi le mani ecc. E poi tantissimi grandissimi Maestri lo hanno fatto prima di me, e io mi fido di loro. Oggi ancora qualcuno storce il naso su questo argomento. Delle volte sento dire “ a no, io non utilizzo foto e faccio tutto a memoria”…mi verrebbe da rispondere “ e si vede” ! Ovviamente ci sono poi grandi che hanno uno stile loro, non realistico ma più stilizzato e personale, quelli sono maestri nel loro genere… ma probabilmente hanno cominciato anche loro guardando foto o la realtà. Sai credo, per concludere ,che se Michelangelo o Caravaggio avessero avuto l’opportunità di utilizzare le foto lo avrebbero fatto tranquillamente!

  • Che diversità riscontri su una sceneggiatura scritta da due autori diversi?

Le diversità ci sono. Ho lavorato con  una decina di sceneggiatori, più o meno famosi. La cosa migliore è che ci sia una buona intesa tra le due categorie. Credo sarebbe bello essere amici con chi ti scrive una storia, ma ovviamente non sempre è così. Poi c’è chi ti lascia libero di esprimere la tua visione della scena, e chi invece ti scrive tutto. E devi fare tutto così come dice la sceneggiatura. E’ auspicabile una collaborazione, ovvero se credi sia meglio una inquadratura diversa e lo sceneggiatore  ti dice ok, ecco quella è una bella collaborazione. Sai chi disegna e chi legge fumetti da oltre 30 anni, come nel mio caso, normalmente anche inconsciamente , acquisisce una nozione e una visione a 360° di come realizzare graficamente al meglio quella scena. Certo poi bisogna vedere se la tua mano è in grado di disegnare quella scena ,che la tua mente ha già disegnato. Ma, come si dice: tra il dire e il fare…. Ad ogni modo  l’importante è non essere fraintesi e non fraintendermi, ma soprattutto che ci sia un rispetto reciproco dei propri ruoli e del proprio lavoro. 

  • Un aneddoto sul tuo lavoro?

Ecco mi riallaccio alla domanda di prima. Lo scorso anno mi arriva la sceneggiatura finale della storia che dovevo completare di Dago. Scritta da R.WOOD. Ero emozionatissimo. Appena la sfoglio mi accorgo che manca qualcosa. La suddivisione e la numerazione delle tavole. Chiamo in redazione e mi dicono, “no no, è proprio così”. Pensate gli Argentini ( o quanto meno Wood e tutti i suoi sceneggiatori) scrivono la sceneggiatura a vignette. Cioè la storia non è suddivisa in tavole ma hai 200/300 vignette e tu disegnatore devi fare tutto il resto. Pensate che figata ma quale impegno in più!!! Mi sono trovato allora in un mese e mezzo a dividere tutte le vignette in tavole, dando una giusta cadenza agli avvenimenti e agli episodi e poi disegnarle. E’ stata una bella esperienza. Esperienza che oramai rinnovo tranquillamente periodicamente, perché anche le nuove storie, hanno le stesse caratteristiche di scrittura. La cosa bella è che qui (rifacendomi alla domanda di prima) hai massima libertà. E possiamo dire tranquillamente, che il 60/70 % della sceneggiatura alla fine la rivedi tu, perché, tranne dove è c’è una  descrizione necessaria della vignetta, il resto lo devi sapere interpretare tu. Inquadrature comprese.

  • Progetti per il futuro?

Di progetti ce ne sarebbero tanti. Ma mi sono accorto che, come detto sopra, Dago mi assorbe davvero tanto tempo. Mi piacerebbe scrivere una storia mia probabilmente.

  • Ci puoi indicare se esiste un sito o un blog dove poter vedere le tue opere, anche in modo cronologico?

Assolutamente si. Il blog ha il seguente indirizzo:

http://edymcomics.blogspot.it/

Diciamo che più o meno cerco di aggiornarlo periodicamente e comunque, qui si possono trovare parecchie tavole di lavori miei, anche del passato. Poi se vi fa piacere sono parecchio attivo su F.book.

  • Domanda non scontata: Marvel o Dc?

Eh…. Da ragazzo ancora trovavo qualche albo in Italia della “Cenisio” e alcuni della “Corno”. Poi sono arrivati PlayPress e Star Comics. Ne ho letti e disegnati per passione però più Marvel che DC. Ma in realtà non mi è mai scattata la molla per buttarmi a capofitto sugli eroi in calzamaglia. Confesso però che i film li ho visti quasi tutti. E ho sempre detto belli o brutti che fossero, basta che si parla di fumetti ben vengano. Sono in primis, un grande appassionato del mondo FUMETTO !!!

  • Ti possiamo incontrare nei prossimi mesi a qualche fiera o evento?

Ultimamente ne ho fatte tre. Disegnando Dago, essendo, fino ad oggi il primo disegnatore Italiano a disegnare la serie regolare, quella nata con Wood e Salinas, ovviamente sono stato invitato e con piacere ho accettato. Altre due nei mesi a venire però ho dovuto declinare. Mi piace il contatto con gli appassionati, mi piace incontrare alcuni amici colleghi e diventare  amico di nuovi. Poi chi mi conosce sa che sono alla mano e di compagnia; soprattutto a tavola (il mio sport preferito). Il problema è solo uno, sempre lo stesso …il nostro è un lavoro di scadenze. Soprattutto il mio, che essendo da prima, a uscita settimanale, come è già successo, dove magari in edicola esce il primo capitolo e tu devi disegnare ancora l’ultimo, ti trovi poi a fare i salti mortali. Quindi in sostanza per questioni di tempo non posso aderire ai tre giorni che normalmente è la durata delle fiere. Però normalmente quelle che sono a Roma o nei pressi, anche solo per un giorno vado. C’è poi in programma una mostra delle tavole mie di DAGO. Ma i dettagli li metterò su fbook.

  • Una produzione per cui vorresti lavorare in futuro?

Sono Nazionalista. Il fumetto Italiano è conosciuto in tutto il mondo. Soprattutto gli artisti più noti, e non credo sia necessario fare nomi. Se poi chiedi in altri paesi quali fumetti italiani conoscono, i nomi saranno sempre gli stessi. Ecco uno di quei nomi in futuro mi piacerebbe disegnare. Sognare non costa nulla…e io credimi un anno fa non mi sarei mai immaginato di disegnare Dago, eppure sognavo di farlo. Qualcosa vorrà dire no?!  Grazie Walter della bella chiacchierata. E grazie a tutti coloro che hanno investito un po del loro tempo per leggere questa intervista.

W Dago, W il Fumetto

Ringrazio per il tempo che mi ha dedicato e per le sue esaurienti risposte. È stato un piacere unico, il primo sceneggiatore di fumetti intervistato dal sottoscritto. Aggiungo che sono del suo stesso parere, riguardo ai punti descritti per riuscire a combinare qualcosa nella vita. Grazie veramente tanto, farò tesoro delle tue parole anche se in ambito diverso e visto che tutti e due pratichiamo lo sport nazionale della buona tavola, se passi da Genova sei sicuramente sequestrato per tale occasione!

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