Intervista a Caleb Battiago


Ogni giorno che passa incontro personaggi del panorama editoriale sorprendenti, sia per la loro disponibilità, sia per quello che producono. Oggi ho il piacere di riportarvi l’intervista a un autore, che non solo è tra i primi nel panorama italiano ma è riconosciuto a livello internazionale. Parlo come avrete già intuito, di Alessandro Manzetti in arte Caleb Battiago.

Ho letto, per il momento solo un suo romanzo, Samsara: L’isola degli urlanti, ma ho già in scaletta, tutta la sua produzione (che non è misera) da leggere nei prossimi mesi, forse per tutto il prossimo anno.

E’ stato un onore per me avere tra gli autori intervistati in questo blog, il peso massimo dello Sputterpunk italiano e nonostante tutto ha risposto subito alla mia richiesta e non solo, Giovedì pubblicherò l’intervista  che mi ha concesso riguardante la casa editrici Independent Legions Publishing.

Quindi senza indugiare troppo, vi lascio alle sue parole.

P.S. nella foto qui sotto un duetto, di rara grandezza!

  1. Da un anno circa ho scoperto il made in Italy ma con Di Orazio ho aperto il vaso di pandora  e da lì sono giunto sulle rive delle tuo mondo. Puoi descrivere a chi non ti conosce l’abisso oscuro della tua dimensione?

La mia dimensione, come autore, risiede in un immaginario, futuro mondo distopico, al quale appartengono gran parte delle mie opere, nel quale un evento esterno, lo schianto sul pianeta di un meteorite radioattivo, determina la mutazione della condizione umana, lasciandola precipitare nella disgregazione di ogni valore etico e morale, ridisegnando le logiche sociali, politiche ed esistenziali. Il tutto favorito da un ulteriore, conseguente acceleratore: la contaminazione delle proteine animali, che definisce una nuova era di cannibalismo organizzato, caratterizzato dal commercio di carne umana.

Il risultato finale è il ritorno ad ancestrali pulsioni ed esigenze, e a una nuova visione dell’uomo (e della donna) come risorsa alimentare o mero strumento di piacere. Una grottesca, parossistica e fantascientifica proiezione della società moderna, delle sue contraddizioni. I miei personaggi, le mie città, le megalopoli e baraccopoli, le mie prede e predatori, le discariche, le mutazioni genetiche e le fabbriche-mattatoio, i nuovi ricchi e poveri, senza più una classe media a fare da cuscinetto, e un nuovo culto del piacere come ‘resistenza’, sia sessuale che indotto da nuove sostanze sintetizzate, il dominio di multinazionali che fagocitano le esigenze delle masse, asservendole ai propri scopi, tutto ciò non è altro che una sequenza di maschere, molto spesso fuori dalle righe, per rappresentare la deriva (questa non certo immaginata) del mondo attuale.

Questa è la dimensione che ho immaginato e che mi appartiene, costruita pezzo per pezzo durante gli anni.

 

  1. Nato Alessandro Manzetti in arte Caleb Battiago, perché la scelta del pseudonimo?

Lo pseudonimo è nato nel 2012, mentre lavoravo come editor, insieme al recentemente scomparso Sergio Altieri, su vari progetti.

In quel momento, durante il quale mi occupavo di editing concettuale e stilistico dei lavori dei più noti interpreti italiani di genere (principalmente horror, thriller e fantascienza) il buon Sergio, dopo aver letto una bozza del mio primo romanzo ‘Naraka’, mandata quasi per gioco, mi ha convinto (a tutti i costi, nonostante le mie incertezze) a pubblicare l’opera, occupandosi anche dell’editing, e così ho preferito firmare il romanzo con un altro nome, senza rivelare la mia identità, principalmente per due motivi. In primis sarebbe stato interessante ricevere un riscontro ‘asettico’ da lettori e operatori del settore, e poi intendevo nascondermi anch’io dietro una maschera, come i miei folli personaggi, confortando così le mie idiosincrasie verso l’uso del mio cognome, derivate da personali esperienze e dal passato, cose che in questo contesto interessano poco.

Dopo circa un anno dall’uscita di ‘Naraka’, che ha suscitato molto interesse e vive discussioni, e parallelismi stimolanti e divertenti (mi hanno confuso, molto spesso, con convinzione, proprio con lo stesso Sergio) ho deciso di rivelarmi come autore, e poi ho continuato a usare (solo per le opere di narrativa in lingua italiana) lo pseudonimo di Caleb Battiago, che ormai fa parte di me.

Per le opere in lingua inglese invece uso da sempre il mio vero nome, ormai abbastanza noto, e non posso fare diversamente

 

  1. Chi ha influenzato di più lo stile di Caleb Battiago?

 

Le influenze sono moltissime, difficile elencarle senza allungare troppo il brodo. Cercherò di sintetizzare al massimo, probabilmente senza riuscirvi.

Per iniziare, posso dirti che il mio stile non è influenzato dagli autori di genere horror, o di fantastico.  Sono da sempre un forte lettore, fin da giovanissimo, la mia formazione letteraria deve molto alla narrativa del ‘900, specie americana, con una particolare predilezione per la Beat Generation.

Sbrigativamente, cito solo cinque autori (tra i tantissimi, i primi che mi vengono in mente) che hanno influenzato la mia visione della narrativa, e anche il mio stile: William S. Burroughs, Henry Miller, André Gide, John Fante e Richard Brautigan. Lascio volutamente da parte i classici e i grandi maestri come Whitman, Faulkner, Wolfe, Orwell, Beckett, Ginsberg, Algren, Camus, Melville, Nabokov, Fitzgerald, Pound, Céline, Steinbeck e via dicendo (potrei andare avanti all’infinito); tutti hanno contribuito a ciò che sono, sia come autore che come uomo.

Non credo si sia bisogno di citarne altri, questi ‘maestri’ universali dovrebbero rappresentare fonte d’ispirazione e di studio di ogni scrittore, inclusi gli autori di genere horror. Ma le mie influenze non sono per niente circoscritte solo all’ambito letterario, devo tantissimo a movimenti multi-artistici come il surrealismo (e agli scritti di Breton e Aragon) e la Pop-Art, e all’arte pittorica moderna, principalmente l’espressionismo.

Mi fermo qui, sottolineando che pur avendo letto praticamente tutti i classici e i maggiori interpreti moderni e contemporanei del genere horror, non posso annoverarne nemmeno uno come importante ‘influencer’ della mia formazione letteraria. Sarebbe strano il contrario, anche se leggo che molti colleghi sono estremamente legati al genere (se non esclusivamente) per le loro esperienze di lettura e formazione. Lo ritengo un grande limite.

 

  1. Quando hai capito che il sangue, il dolore e gli istinti più oscuri dell’animo umano sarebbero stato il tuo mestiere?

Ho scelto di scrivere horror, a modo mio, perché sono convinto che il genere rappresenti una grande ed efficace metafora per investigare l’animo umano, specie per le oscurità che vi dimorano, e che inconsapevolmente ci guidano, e una via privilegiata per trattare i temi del ‘diverso’ e dello ‘sconosciuto’ (che si connettono alla solitudine, al dolore che citavi e ad altre interessanti tematiche), materia di grande portata comunicativa, in grado di offrire al lettore spunti di rivelazione del tessuto sociale moderno e delle sue dinamiche più contraddittorie.

Non mi interessa il sangue fine a se stesso, tantomeno spaventare il lettore, lascio questi intenti superficiali ai B-Movie, che imperversano nel cinema, o alla narrativa di genere ‘easy’ (purtroppo gran parte ha questo carattere) che si pone come mero intrattenimento e divertissement. Sono convinto che il genere horror abbia molto più da offrire, e che possa essere vera ‘letteratura’, anche divertendo il lettore.

 

  1. Indipendent Legion Publishing è la tua casa editrice, recentemente nuova ma già un cult! Quale è il segreto del tuo/vostro successo?

 

Independent Legions è stata fondata nel 2015, quindi è una realtà editoriale recente, ma è guidata da uno staff (con me collaborano una ventina di persone) che conta tanti anni di esperienza editoriale, quindi definirla ‘realtà giovane’ potrebbe sviare.  Io stesso, a capo di questo progetto, ho lavorato in passato per molte altre case editrici italiane di genere, e con diversi ruoli, tra le quali cito Gargoyle Books, Edizioni XII, Mezzotints, Kipple Officina Libraria, Cut Up Edizioni, mentre parte del mio staff ha lavorato con me in altri progetti editoriali presso queste ed ulteriori realtà.

Attualmente Independent Legions è leader in italia per il genere horror, in termini di investimenti, produzione e qualità del catalogo, ed è anche tra le realtà internazionali più quotate a livello internazionale, tanto da ricevere dalla Horror Writers Association, qualche mese fa, il prestigioso premio Specialty Press Award 2017 (a pari merito con l’inglese Eraserhead Press), come migliore casa editrice al mondo specializzata nel genere horror e dark fantasy.

Il ‘segreto’ del successo di questo progetto editoriale, se così può essere definito, è la specializzazione dell’offerta, l’aver reso disponibili in Italia, tramite notevoli investimenti, molte opere di tutti i più grandi interpreti dell’horror moderno, qualcosa che mancava da tempo qui da noi (da Gargoyle Books ‘prima versione’), la decisione ‘verticale’ di pubblicare sin dall’inizio sia in italiano che in inglese, tramite due differenti cataloghi dedicati ai rispettivi mercati, cosa che ci ha reso ‘realtà internazionale’ con una certa visibilità, e poi devo citare, tra gli ingredienti del successo, la passione e competenza di uno staff di prim’ordine.

In tre anni abbiamo investito tantissimo in traduzioni e diritti di pubblicazione di opere cult e/o fondamentali per l’horror moderno (ma anche per proporre i nuovi protagonisti dell’horror contemporaneo), credo che a livello europeo, escludendo l’Inghilterra, siamo tra le 2/3 realtà editoriali ad aver più investito nel genere.

Il successo di un progetto editoriale non può prescindere da tutti questi fattori.

A oggi abbiamo pubblicato circa 75 titoli, tra italiano e inglese, e annoveriamo tra i nostri autori (oltre 150) interpreti del calibro di Clive Barker, Richard Laymon, Stephen King, Ramsey Campbell, Jack Ketchum, Peter Straub, Robert McCammon, John Skipp e Craig Spector, Poppy Z. Brite, David J. Schow, Edward Lee Caitlin Kiernan e tantissimi altri, mentre all’interno delle prossime pubblicazioni faranno l’esordio nel nostro catalogo firme come Joe Lansdale, Neil Gaiman, Joe Hill, Harlan Ellison; insomma, per chi parla il dialetto ‘horror’, e per gli appassionati del genere, basta citare questi nomi per comprendere lo sforzo di Independent Legions nel creare e proporre un’offerta del genere.

 

  1. Una domanda che ho fatto a tutti: perché si leggono più gli autori stranieri rispetto agli italiani. Ho avuto risposte contradittorie per cui a te ne propongo un’altra. Gli italiani che pubblicano la stessa opera sia in italiano, sia in inglese, come te, dove hanno più riscontri?

 

Dipende dal genere a cui ti riferisci, io posso risponderti per quanto riguarda l’horror, sia come editore che autore, quindi con dati alla mano.

In Italia negli ultimi anni c’è stata una proliferazione di pubblicazione di autori italiani (con conseguenti proposte di discutibile qualità), mentre i grandi maestri sono scomparsi dalle librerie e dal mercato. Non possiamo riferirci solo a Stephen King per fare le nostre considerazioni, si tratta di un autore particolare, da centinaia di milioni di libri venduti, e che comunque non pubblica solo opere horror. Quindi dobbiamo sfatare un falso mito del mercato horror di casa nostra.

Gli autori stranieri (e parlo dei grandissimi, scrittori del calibro di Clive Barker, Ramsey Campbell, Peter Straub, ecc) hanno fatto molta fatica ad essere proposti, negli ultimi dieci anni, mentre praticamente tutti gli autori italiani di genere (anche e soprattutto esordienti) hanno trovato svariate opportunità di pubblicazione, grazie alle piccole case editrici di genere che pur nelle loro limitatr capacità di distribuzione rappresentano in ogni caso i pocchi riferimenti per gli appassionati di horror extra-Stephen King.

Se pensiamo che fino a un paio d’anni fa era del tutto sparito dal mercato, per lunghissimo tempo, un gigante come Clive Barker (le cui nuove opere, ancora inedite in italiano, sono state riproposte proprio da Independent Legions dal 2017 in poi), sorrido quando sento dire che si leggono solo opere di autori stranieri, mentre gli italiani sono ignorati. La situazione reale ci ha raccontato (e continua a farlo) l’esatto contrario; il lavoro che sto portando avanti come editore sta lentamente cercando di sanare questa frattura, anche se ad oggi non c’è ancora equilibrio tra le numerosissime pubblicazioni di autori horror italiani e quelle di grandi maestri di genere, visto che praticamente solo un editore sta investendoci, nei secondi.

Il problema è che è facile per un editore pubblicare un autore italiano, senza costi di traduzione, senza dover anticipare notevoli royalties, come è richiesto per poter pubblicare un grande interprete di genere di livello internazionale. Quindi si è assistito a una proposta di bassa qualità e bassi costi, che non ha certo giovato al movimento e al mercato horror italiano, e parlano i risultati.

Solo recentemente le cose stanno cambiando, e alcuni autori italiani sono apparsi nel radar del mercato internazionale (e per la prima volta anche in alcuni dei grandi premi internazionali), e gli appassionati di genere sono tornati a poter leggere le opere dei grandi maestri tradotte in italiano. Ma l’impegno di un solo editore, in tal senso, non è sufficiente per riportare dignità all’horror italiano, che per vent’anni è stato bistrattato in primis proprio da editori e comunicatori non all’altezza. I risultati, ripeto, parlano chiaro.

Gli autori italiani che pubblicano opere in inglese e italiano sono pochissimi, bastano le dita di una mano per contarli. Per ciò che mi riguarda, i riscontri in termini di vendite e di interesse sono superiori all’estero (parlo del mercato statunitense e inglese, dove ho più audience) rispetto al mercato italiano.

Ma ci vuole tempo per farsi conoscere, si tratta di un risultato che non può essere immediato, cosa che vale per qualsiasi altro progetto professionale. E serve anche un certo impegno e studio della lingua inglese, un obiettivo non certo irraggiungibile. Purtroppo, conoscendo molti colleghi autori e il modo in cui continuano a proporsi, a parte rare eccezioni, mi spiace continuare a notare come si limitino a lavorare su un mercato piccolo e davvero poco competitivo come quello italiano, che non è in grado di offrire un vero e proprio riscontro del proprio lavoro, cosa essenziale per definirsi ‘scrittori’, e che non permetterà mai di lavorare come professionisti, ossia senza ridurlo a un semplice hobby da coltivare qualche ora di sera o il sabato e domenica. Scrivere è un lavoro.

Come è stato dimostrato, un grande impegno e una enorme perseveranza (se esiste il talento) può portare ogni autore a superare i confini del nostro paese (dotato di pochissimi lettori, figuriamoci quelli di genere), confrontarsi con i migliori, crescere e puntare a qualcosa di davvero importante. Dipende se c’è davvero voglia di mettersi in discussione, cosa che raramente ho riscontrato, qui in Italia.

 

  1. In questo periodo a cosa stai lavorando?

 

In questo momento, per le opere in lingua italiana, sto scrivendo un nuovo romanzo dal titolo ‘Il Custode di Chernobyl’, genere dark-thriller, che uscirà per l’editore Cut Up in tutte le librerie a novembre 2018 (lo troverete in anteprima al Lucca Comic & Games, a ottobre) Si tratta di qualcosa di diverso dal mio standard, infatti sarà firmato col mio nome e non con lo pseudonimo di Caleb Battiago. L’opera è ambientata in piena Guerra Fredda, e racconterà alcuni storici eventi (come l’esplosione della famigerata centrale V.I. Lenin a Pryp”jat, o la detonazione nucleare sotto il letto del fiume Chagan, e la conseguente creazione del cosiddetto ‘Lago Atomico’) come scenari di una storia dai tratti dark legata alla manipolazione genetica umana. Una bella sfida.

Per quanto riguarda invece il mercato internazionale, devo iniziare a scrivere un pezzo per una celebre serie di saggi (il secondo volume di ‘Where Nightmares Come From – The Art of Storytelling in the Horror Genre’ editore Crystal Lake Publishing), che mi ha onorato volendomi a bordo insieme a tanti altri maestri, mentre a settembre inizierò a scrivere una raccolta di poesie dark a quattro mani con Linda Addison (titolo ‘The Place of Broken Things’, per l’editore Crystal Lake), autrice pluri-vincitrice del Bram Stoker Award, premio che ha ricevuto anche alla carriera, appena pochi mesi. Linda è una cara amica, e non vedo l’ora di lavorare insieme a lei.

 

  1. Che cosa ti piace di più di questo lavoro?

Avere l’occasione di confrontarmi continuamente con i migliori autori al mondo di genere (moltissimi dei quali sono ormai dei cari amici, e talvolta mi capita di scrivere a quattro mani con alcuni di loro, una incredibile esperienza), cosa che rappresenta il migliore stimolo possibile per poter crescere e sperimentare, essere dunque costretto a puntare all’eccellenza (sputando l’anima, ogni volta) per riuscire a competere a certi livelli e non deludere i miei lettori.

 

  1. Sei l’unico italiano ad aver vinto il Bram Stoker Award nel 2016. Un traguardo importantissimo. Ci puoi raccontare qualcosa in merito?

 

La vittoria al Bram Stoker Award due anni fa (alle quale si aggiungono altre 5 finali/nominations) è uno dei ricordi più belli che conservo; ricordo ancora, nel mitico scenario dell’Hotel Flamingo a Las Vegas, l’applauso di una magnifica platea, nella quale sedevano tanti grandi maestri, quando durante il mio discorso di ringraziamento ho citato il fatto che per la prima volta (dalla prima edizione del premio, parliamo del 1987) l’Italia era risultata protagonista del premio di genere più importante al mondo. Sembrava impossibile, fino a un paio d’anni prima.

Quell’applauso, così caloroso, fu per l’Italia, non solo per me, e mi sono sentito davvero orgoglioso a poter fare da ‘apripista’, in quanto quel successo personale ha destato molta curiosità del mercato internazionale verso altri interpreti italiani.

Bisognerebbe approfittare di questa apertura nei confronti dei nostri autori, e bissare il successo (o almeno una nomination) attraverso il lavoro di altri interpreti dell’horror italico. Independent Legions sta lavorando anche per questo, investendoci non poco. Un esempio? Tra tre mesi lanceremo sul mercato internazionale ‘Dark Mary’ il primo romanzo in inglese di uno dei migliori interpreti dell’horror nostrano: Paolo Di Orazio.

Tornando ai premi, e alla vittoria al Bram Stoker Award, lasciami sottolineare la soddisfazione (davvero grandissima) di aver ricevuto, recentemente, una nomination allo Splatterpunk Award 2018, per la categoria ‘Best Collection’, con la mia raccolta di racconti in inglese ‘The Garden of Delight’ (Comet Press, 2017). Essere considerato tra i grandi dello splatterpunk ed extreme-horror internazionale (la premiazione si terrà durante la storica convention KillerCon, tra una settimana, in Texas) è davvero emozionante. Anche questo è un grandissimo risultato ‘italiano’, storico (considerando che il premio è organizzato e gestito dal gruppo storico dello splatterpunk mondiale, riunitosi per l’occasione) che deve diventare uno stimolo a farsi sotto per altri autori del nostro paese.

 

  1. Progetti per il 2019?

 

Per le opere in lingua italiana, tra marzo e aprile 2019 è in uscita, per un editore italiano (non lo nomino, lasciamo a lui annunciare questa nuova pubblicazione, al momento giusto) ‘Jemeker’ un altro nuovo romanzo, stavolta firmato con lo pseudonimo di Caleb Battiago, appartenente dunque all’universo narrativo distopico raccontato da molte altre mie opere.

Per le opere in lingua inglese, a parte la collaborazione con Linda Addison della quale ti ho già parlato (‘The Place of Broker Things’, in uscita a giugno 2019), sono in programma le uscite di due opere di narrativa, per due diversi editori americani: il romanzo ‘Shanti: The Holy City’, (edizione inglese di ‘Shanti – La Città Santa’) e la raccolta di racconti ‘The Radioactive Bride’, che comprende una ventina di racconti finora mai pubblicati in lingua inglese, tutti ambientati nell’universo narrativo distopico che, per facilità, definisco ‘Narakiano’. Approfitto per ringraziare l’amico Daniele Bonfanti (autore, editor e traduttore) per aver tradotto in inglese queste due opere con eccezionale qualità e professionalità.

 

  1. Ci sono fiere, eventi o presentazioni dove possiamo incontrarti in questo periodo?

 

Solitamente non partecipo a fiere o eventi in Italia (fatta eccezione per le presentazioni organizzate da Independent Legions), preferisco ottimizzare tempo e denaro per partecipare alle convention internazionali più significative (che si tengono quasi tutte negli States), quando possibile.

Ma per il lancio del nuovo romanzo ‘Il Custode di Chernobyl’ (Cut Up Edizioni) l’editore organizzerà delle presentazioni in alcune librerie sul territorio, a partire da novembre 2019. Credo che inizieremo proprio da Trieste, città dove mi sono trasferito circa un anno fa. Ma ci saranno poi altri appuntamenti in altre città.

 

  1. Tu traduci anche i grandi maestri. Qual è l’autore che ti ha dato più emozioni mentre lavoravi sul suo testo?

 

Ultimamente ho tradotto pochi testi, preso da progetti autoriali e dai sempre più massivi impegni come editore, così ho assegnato tante opere al team di traduttori di Independent Legions, che conta su molte risorse estremamente capaci e professionali. Anche se alla fine mi occupo personalmente della revisione di tutte le traduzioni delle opere pubblicate dalla casa editrice, col prezioso supporto di Miriam Mastrovito.

L’opera che ho tradotto, e che mi ha donato più emozioni, è un racconto, non un romanzo o una raccolta; si tratta di ‘Calcutta Lord of Nerves’ di Poppy Z. Brite (che ho tradotto, col titolo ‘Calcutta – Signora delle Impudenze’, insieme a altri racconti, per la raccolta ‘Il Cimitero dei Vivi’, Independent Legions). Un magnifico racconto, di grande originalità, caratterizzato dallo stile lirico e visionario di una delle interpreti cult del genere, che era già stato tradotto praticamente in tutto il mondo da anni, vincendo premi anche in Europa, non solo negli Stati Uniti.

Un vero, emozionante privilegio averlo potuto proporre in italiano un’opera di tale livello ai nostri appassionati. Da questo racconto trarremo il primo fumetto che sarà pubblicato da Independent Legions, a marzo 2019 (titolo: ‘Calcutta Horror’) con mia sceneggiatura e disegni del grande Stefano Cardoselli.

 

 

Ringrazio ancora Alessandro del suo tempo e godo (scusate il francesismo) immaginando le migliaia di pagine che mi aspettano, che trasudano disperazione, violenza e tanta, tanta genialità!

Sito di Caleb Battiago

Independent Legion Publishing

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