Maledetti dalle Fiamme di Giuseppe Recchia


Oggi cambiamo genere, parliamo di fantasy che scivola e tocca in profondità la scura anima umana. Incontriamo uno scrittore che ho avuto il piacere di intervistare e che ha dato vita a un ottimo libro, ovvero Maledetti dalle fiamme e l’autore è Giuseppe Recchia.

 

Amo il fantasy, ci sono cresciuto, però vittima dei mie demoni , i gusti di genere sono scivolati immancabilmente verso zone più scure e dense di sangue. Ciononostante un piccolo brivido mi fa ancora prendere, ogni tanto, vecchie strade. Forse spinto dalla magia provata da piccolo guardando film come Willow o Labyrinth, non lo so ma ho la necessità di abbeverarmi ogni tanto a questa fonte magika. Certo non tutti i libri di questo genere mi colpiscono o mi affascinano ma non è questo il caso. Reduce dalla lettura dell’antologia N da maNare e da un suo racconto che mi ha piacevolmente colpito, quando ho avuto l’occasione di leggere un’altra sua creazione, non me la sono sfatta fuggire. Pubblicato con la Watson Edizioni nel 2017 è il romanzo di esordio di questo autore.

“Le lotte intestine di Gomorra. Un piede nel logoro mondo reale e l’altro nell’incubo come in Stranger Things. E poi Touronne, pulsante e dannata: forse l’unica città per la quale Lovecraft avrebbe lasciato la sua stanza.” Alfonso Zarbo Touronne è un covo di disperati, fuggiti dalla Guerra Eterna. La chiamano la Città Libera ma è una terra malata, con un Governo corrotto che deve proteggere il suo dominio da un Tribunale pronto a condannare chiunque, mentre dal sottosuolo trasuda il marcio delle attività clandestine e delle lotte tra Capi. Varamir è un poco di buono: si fa chiamare Principe e sopravvive nei bassifondi soltanto grazie alla sua faccia tosta, alle menzogne e alla bravura con le carte. Nel lontano Ovest, suo fratello Iska ha risvegliato per sbaglio il potere di una delle Sorelle Nere, streghe votate alla distruzione dell’intero genere umano. La speranza è celata in antiche biblioteche, sepolte secoli prima, al sicuro, dagli ultimi grandi maghi. Tra ribaltamenti di potere, incursioni religiose e un mondo più infetto che mai, il lato oscuro del fantasy incombe sui Maledetti dalle fiamme.

Il romanzo inizia con una storia che come ho detto scivola piacevolmente nel Dark fantasy  per poi assestarsi sulla linea di N, un po’ ironica, un po’ guascona, un po’ violenta e con il giusto tocco di mistero e magia. Una delle ottime prerogative di questo romanzo è che scorre senza distrarre il lettore, nelle troppe ed esaustive descrizioni dell’ambiente o dei personaggi (io soffro di questa MaledettA sindrome) che possono allontanare con troppo facilità l’attenzione di chi legge.

Ho letto diverse recensioni del libro, alcuni buone, altre tecnicamente ineccepibili ma che parlano di cosa è giusto e cosa è sbagliato a livello tecnico. Da scrittore esordiente ritengo che le critiche devono esserci  e più sono feroci, più fanno crescere, anche se l’autostima ne risente, ma in tutta onesta dissento con i tecnicismi quando si affronta la sfida di leggere un romanzo da amatore. Lo dico forse tronfio a causa della mia ignoranza o forse unicamente da lettore ma è un buon libro, una bella storia e con personaggi che interagiscono molto bene tra di loro. Se ci sono delle pecche come ho letto, probabilmente è a causa dell’inesperienza (se ci sono, non è detto che ci siano).

Ho letto libri di autori affermati che sono discutibili se paragonati a Recchia.

Sleeping Beauty di King è tra questi. La trama è scontata, i personaggi cambiano solo il nome ma sono incollati da altri suoi romanzi (amo King ma ha deluso il sottoscritto dalla metà del libro in poi). Recchia invece riesce se pur usando radici comuni al fantasy a creare una storia interessante che alza il livello pagina dopo pagina, arrivando ad un finale che forse non sorprende, ma sicuramente non delude.

Vi consiglio di leggere e trarre da voi le conclusioni. Per chi ama il genere è da non perdere.

Per chi volesse incontrare l’autore tra pochi giorni potrà farlo!!!

 

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