Intervista a Michele Gonnella


Ho avuto più volte occasione di parlare con Michele e tutte le volte è stato un piacevole intrattenimento, come leggere i suoi racconti e la sua intervista.  Quando gli ho proposto un’intervista singola dopo quella collettiva per  N di meNare, gli ho subito  detto che intendevo improntare un taglio meno umoristico e ironico, cercando appunto un approccio più serio. Mi ha spiazzato quando ha contro battuto, che senza ironia non avrebbe potuto rispondere… e così ha fatto! Lo ringrazio, perchè per natura tendo ad essere un orso che guarda torvo la gente e interagire con chi non è come me, rappresenta una bella sfida.

Grazie mille dell’opportunità!

  1. Il tuo primo racconto in assoluto?

Questa è la domanda più atroce che mi si può porre, fosse solo che io sono il primo a non ricordarmi cosa c’è nei miei scritti! Sfrutterò il mio lato burocratico e risponderò col mio primo racconto tracciabile in rete: “Oltre la Nebbia”, sulla piattaforma The Incipit. Un thriller macchiato urban fantasy (ma appenappena) che poi ho proseguito e completato offline. Di fatto è uscito da pochi mesi come “Anima d’Ombra – Strige Nero”. Di fatto si tratta della versione integrale del racconto online più il seguito naturale della storia.

 

  1. Di che cosa ti occupi oltre la scrittura?

La lista breve è: inchiostro, tè, legnate e gatti. Inchiostro perché scrivo, leggo e vado a insudiciare le bozze altrui, se richiesto; tè perché è la bevanda che conosco meglio. Ufficialmente sarei assaggiatore di caffè e sommelier I livello per il vino, ma rispetto a quest’ultimo conosco decisamente meglio la birra; legnate perché pratico e insegno Wing Tzun Kung Fu ed Escrima; gatti perché sono i maestri spirituali di cui mi sono ritrovato circondato. Tutto il resto è fuffa per mandare avanti la baracca

 

  1. Perché scrivi?

Perché le idee mi rimangono in testa e cominciano a rimbalzare a una velocità sempre più insostenibile. Io le schiaffo su carta, così non me le scordo e me le rileggo quando servono. Col tempo, diventano racconti, libri o saggi.

 

  1. Progetti per il futuro?

Nell’immediato futuro dovrò editare il mio ultimo romanzo e impegnarmi in un paio di progetti con Musha Shugyo, un RPG di meNare che ha abbastanza potenziale da essere, per me, un parco giochi. Dovrò anche pensare alla vita editoriale di alcuni miei libri pronti, che aspettano solo di essere adottati da una CE!

 

  1. Chi è Michele Gonnella?

Ne ammazza più la penna della spada ma lui, nel dubbio, le usa in combo per difendere i suoi gattini, l’ora del tè e perorare la causa dell’Ignoranza Eroica. Credo di non potermi descrivere meglio!

 

  1. Che cosa stai scrivendo adesso?

Son qui che correggiucchio un fantasy che incrocia un misterioso manuale di spada del nord Europa realmente esistente con il folklore lucchese. Nel mentre, per non tenermi fermo, sto scrivendo un “antieroistico” ambientato a Livorno. Sono alle prime pagine di quest’ultimo, ma le note che sta assumendo hanno un che di grottesco… Tutto all’insegna del meNare, s’intende.

 

  1. Quante opere hai dato alla luce?

In solitaria un paio: il primo Manuale di rissa della storia e il suddetto Strige Nero. Se contano le antologie, abbiamo anche “Zappa e Spada” e “N di meNare”.

 

  1. Un consiglio a chi sta iniziando come me?

No “Work in progress” sì “Working progress”! Tradotto, viene fuori “No ai lavori in corso” e sì ai “progressi che funzionano”. È inutile andare a dritto e di forza brutta se una strategia non funziona, meglio cambiare tattica e colpi. Apprendere come muoversi nel mondo richiede tempo, quindi mai avere fretta e agire consci del fatto che la letteratura è un investimento a lungo termine, salvo rari casi particolari.

 

  1. Sei approdato nella combriccola di N da meNare. Com’ è andata la collaborazione?

Nonostante io fossi un fondatore di Ignoranza Eroica e il correttore delle bozze, sono comunque riuscito a non arrivare primo! E sì che mi ci son messo d’impegno, tu avessi visto che bella antologia che era, prima che ci mettessi mano…

 

  1. Il ciclo di una Barbara, è il tuo racconto nell’antologia. Una cosa che non passa certamente inosservato è l’ironia con cui i tuoi personaggi sono imbevuti. Come mai hai scelto questo tipo di scrittura?

Sono un grande amante del concetto “la faccenda è serissima, sono i personaggi che sono dei matti rintronati”. È uno stile che ho trovato particolarmente adatto per partecipare allo Schiaffantasi… Così l’ho impiegato. Nessuno scherza, tutti sono mortalmente seri ma anche parecchio suonati. Il risultato è un cialtron-meNareccio con un tocco di poesia di cui, alla fin fine, ogni povero disgraziato è dotato. Ho già usato questo stile, com’è ovvio, anche in Zappa e Spada. E pure in My Undead Kitty, se non erro, raccontino sempre su The Incipit.

 

  1. Il libro che più ti ha ispirato?

In generale? L’Hagakure di Tsunetomo, testo che consiglio a qualunque occidentale che voglia avvicinarsi alla filosofia zen. Se si parla di narrativa, invece, nomino Nonnina Weatherwax e Tiffany Aching di Pratchett. Non libri, ma personaggi.

 

  1. Ci puoi consigliare una colonna sonora da ascoltare mentre leggiamo il tuo racconto?

 

Roba da taverna ovviamente… su You Tube!!

 

Anima d’Ombra – Strige Nero

Pagina Amazon Michele Gonnella

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