Quest’oggi intervistiamo Salvatore Stefanelli, autore di diversi racconti horror con varie contaminazioni di genere, editi da case editrici molto importanti. Sono in piena lettura di un suo libro, ‘Innocenti Spiriti’ , che ho trovato alquanto avvincente. La storia scorre veloce e rientra in quella categorie di letture che ti colpiscono perché se la narrazione descrive situazioni già viste, Salvatore stupisce, regalandoci sfaccettature insolite e non convenzionali.

Da non perdere!

Grazie ancora del tempo che hai donato a Dimensione Parallela!

 

  1. La tua prima collaborazione?

Credo fossero i primi anni duemila, scrissi un testo (un’accozzaglia di titoli di opere, messe in forma simpatica, come una storia) che fu pubblicato su un giornale interno alla catena di vendita DeAgostini… Forse, non intendevi questo. Qualche anno fa ho fatto il giudice in un concorso indetto da una CE per un’antologia di brevi racconti di Fantascienza. Mi sa che non intendevi nemmeno questo. Scusa. Quella che segue dovrebbe essere la risposta giusta. Nel 2015 la Nero Press Edizioni ha pubblicato il mio primo ebook (L’origine della notte), una storia gotica di vampiri e licantropi; in quella occasione ho firmato il mio primo contratto editoriale.

  1. Di cosa ti occupi oltre la scrittura?

Un tempo avevo una edicola di giornali. Tre anni fa, la crisi e alcuni problemi aggiuntisi mi hanno costretto a smetterla di leggere riviste e fumetti a sbafo.

  1. Perché scrivi?

Credo che la risposta più giusta sia: perché mi diverto. Tuttavia, non nascondo il piacere che altri leggano quanto scrivo, di vedere il mio nome accanto al titolo di un racconto; inoltre, esiste una piccola lucina sul fondo dei miei sogni: vederne qualcuno stampato oltre confine.

  1. Progetti per il futuro?

Sto per finire la revisione della terza storia di Apollinare Neiviller, un romanzo ascrivibile al genere horror, ma con varie contaminazioni, che spero veda la luce nel 2019.

  1. Chi è Salvatore Stefanelli?

Un uomo di mezza età, avanzata, con ancora il cuore di un bambino, la poesia nell’anima e i sogni che galleggiano sotto il soffitto. Leggo meno di quanto vorrei e di quanto compro. Adoro i disegni, che colleziono, ma non so disegnare un albero e una casetta come fanno i bambini, molto più bravi di me. Amo la natura in tutte le sue forme. Mi piace la gente e vorrei poterne conoscere tanta, sentirla amica. Al momento sono senza lavoro, senza una moglie o dei figli, ma c’è sempre tempo… almeno così dicono.

  1. Che cosa stai scrivendo adesso?

Appena finito di scrivere il mio secondo romanzo (il primo è ancora chiuso in un cassetto, in attesa di una corposa revisione). Vorrei scrivere un racconto per un concorso “giallo” e, poi, dedicarmi a qualche altra storia che mi balla nella testa: sono in cerca della musica giusta per non sbagliare i passi (chi mi conosce bene, sa che non ho abbastanza orecchio…).

  1. Di che cosa hai paura?

Di tante cose? In verità, non lo so per certo. Mi spaventa la morte, più per il fatto che non la conosco bene che per il vuoto che lascerò. Mi spaventa di più il vuoto che gli altri lasciano dentro me. Credo di temere il giudizio delle persone, ma solo nei rapporti stretti e intimi. Ho paura del vuoto sotto i piedi, ma amo anche spingermi molto in alto, purché ci sia una superficie su cui fare affidamento. Di paure, a scavarci dentro, ne troveremmo diverse ognuno di noi, l’importante è non tirarsi indietro e affrontarle.

  1. Da dove iniziare per seguire le tue opere?

Di racconti e poesie ce ne sono in tante antologie, dalla prima (365 Racconti horror per un anno, Delos Books 2011) in poi sono circa un’ottantina. A mia sola firma esistono cinque ebook: L’origine della notte (Nero Press, Collana Innesti, 2015); Apollinare Neiviller’s Story Note rosso sangue (Nero Press, Collana Insonnia, 2016); DanzaTore, Verso la luna (Delos Digital, Odissea Poesia, 2016); La belva del mare (Delos Digital, Delos Crime, 2017); Innocenti spiriti (Nero Press, Collana Insonnia, 2018). Si può iniziare da dove si vuole. Spero solo che sia un bel cammino.

  1. Com’è iniziata la tua carriera?

Affermazione fin troppo assueta: ho sempre scritto. Versi, frasi, piccole poesie o raccontini hanno arricchito la mia infanzia e la crescita, ma senza alcuna pretesa (probabilmente getterei tutto, se mi venissero in mente ora). Ho iniziato a fare “sul serio” quando, nel 2010, ho deciso di partecipare a una prima selezione di racconti da duemila battute spazi inclusi, per un’antologia horror. Scrissi venti racconti in poche ore e mandai uno dei primi, quello che da sempre mi era piaciuto di più. Mi comunicarono di averlo preso dopo neanche mezza giornata, e cominciai a saltare di gioia. Forse è iniziata lì la mia “carriera” (ma la posso davvero chiamare così? Figo!) o, quando mi hanno fatto firmare il mio primo contratto. Preciso che carriera è quella degli scrittori seri, io ne ho ancora tanta di strada da fare, per potermi ascrivere a quella cerchia ristretta di eletti.

  1. Un consiglio a chi sta iniziando come me?

Per scrivere bisogna scrivere, tanto, di qualunque cosa, anche senza senso, purché si alleni la mente a farlo. Inoltre, serve leggere moltissimo. Inutile dire che leggere aiuta ad aprire la mente, dà piacere, fa cultura; per uno scrittore attento è anche un modo per carpire le tecniche, capirle, conoscerle per poterle, eventualmente, infrangere. Serve ad arricchirsi di stili, trame, spunti, modi di risolvere un passaggio e tanto altro, ma da non copiare, quanto, invece, per crearsi un proprio stile, una propria originalità, per sviluppare delle proprie idee e metterle giù al meglio che si può.

  1. Hai scritto numerosi libri, la parte più difficile per te durante la stesura?

Correggo: non ho scritto libri, nel senso comune del termine. Ho pubblicato alcuni ebook. La parte più difficile? Variabile, a seconda del testo: la gestione di più piani temporali; la ricerca e correzione delle informazioni; la gestione di molti personaggi; cercare di ricordare quanto avevo già scritto, per non creare incongruenze; l’attenzione all’infodump (informazioni che i protagonisti della scena non possono sapere o non racconterebbero mai in quel modo perché le conoscono alla perfezione, a “uso e consumo” del lettore ma che sono stucchevoli e superflui); il cercare di mostrare più che raccontare, per aiutare il lettore a immettersi nella scena come se fosse presente. Sono tante le difficoltà nello scrivere, altri ne diranno altre. A volte, anche sviluppare l’idea originale perché diventi una storia che altri possano leggere con fluidità e piacere.

  1. Innocenti Spiriti, poi dirci qualcosa per chi non ha avuto il piacere di leggerti?

Innocenti spiriti è la seconda storia di Apollinare Neiviller, da quando la Nero Press ha deciso di pubblicare le avventure di questo personaggio. Apollinare è un ispettore capo di polizia con una bara tatuata sul petto, da cui escono le anime dei morti, che ha tentato il suicidio dopo la morte di sua figlia. Il suo destino è quello di sopravvivere al dolore e trovare un nuovo motivo per vivere: dare la caccia ai mostri. Tra i suoi migliori amici ci sono diavoli, mezzi angeli, gli spiriti dei morti, tra cui sua figlia Giulia, e il nano Caronte, un misterioso essere, titolare di un particolarissimo negozio dove si trovano artefatti di ogni tipo e testi molto antichi. In Innocenti spiriti il Nostro si troverà a risolvere uno strano caso di suicidi a catena, ben undici in due settimane. Unico nesso tra le vittime, sono tutti clienti di un famoso psicologo. Qualcosa non torna in questo schema e le indagini prendono una piega alquanto inaspettata. A voi scoprire che accade.

  1. Che cosa legge Salvatore Stefanelli?

Un tempo, molte riviste di natura o informazioni scientifiche generiche e fumetti, più di recente leggo riviste di storia, ho ridotto molto il mondo del fumetto, pur se lo amo ancora, e ho rivolto la mia attenzione alla narrativa: storico, giallo, thriller, horror, fantasy e tanto altro, poco umoristico (ma rimedierò) e poco erotico. Niente saggi, non riesco a concentrarmi abbastanza.

  1. L‘autore che più ha influito sul tuo stile?

Ho tanti autori che mi piacciono, ma dirti se qualcuno di loro possa aver influito sul mio stile, non so farlo.

 

 

 

 

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.