Il sogno Dormiente di Paolo Di Orazio


Ci risiamo. Parlo di nuovo di Lui. Del Re, come potrei esimermi. Il grande e unico Paolo Di Orazio. Il sogno dormiente è…be leggete e saprete!

Editore: Kipple Officina Libraria

Pagine: 175

Illustrazione di copertina: Ksenja Laginja

 

Dalla quarta di copertina:

Vienna, tra le due Guerre.

Il cardiochirurgo Thomas Rudolph Werner, anziano e ricco, famoso e misantropo, dorme di giorno e di notte in una cassa da morto. Le ragioni di questa sua folle usanza sono occulte a Jacob, suo unico e fidato maggiordomo.

Torturato dal mistero, Jacob approfitta di un momento di assenza del suo padrone e si distende nel feretro, convinto che il chirurgo stia conducendo un esperimento propizio all’immortalità. I suoi sospetti si fanno più forti grazie a sensazioni ignote vissute all’interno della bara. Jacob uccide Werner, s’impossessa del feretro, ma precipiterà in un limbo tra la vita e la morte, da cui sembra impossibile tornare indietro, se non completamente trasformato

 

Inizio ad avere una certa familiarità con questo scrittore. Sono consapevole che leggere una sua opera mi porterà in una dimensione particolare. La sinossi presente in Amazon mi ha dato una certa idea del romanzo che stavo per affrontare, ebbene mi sbagliavo. Mi ha stupito nuovamente.

Dalle parole che ho riportato qui sopra, non si evince nulla di quello che capiterà al protagonista. Nulla!

Di Orazio ci prende per mano, ci indica dove guardare e poi ribalta i punti di riferimento, disorientandoci (proprio come il protagonista), annullandoci per dar spazio alla sua storia.

Non posso dire nulla senza rovinarvi la sorpresa quindi mi devo limitare a parlare di quello che cita la sinossi.

La bara. Tutto parte da quell’oggetto, che accompagnerà la nostra decomposizione, una volta trapassati. Altri scrittori hanno elaborato storie riguardanti i nostri sepolcri, quindi quando apriamo il libro in qualche modo, cerchiamo di immaginare come si evolverà la storia ma in questo caso come ho detto, è impossibile.

Il protagonista ammaliato dalla Bara in cui il suo datore di lavoro dorme, decide di eliminare l’occupante per sostituirsi a lui.

Quando finalmente entra e chiude il coperchio, noi stessi siamo catapultati in quell’assenza di luce, rapiti da un caldo abbraccio, quasi materno che ci conforta e ci tranquillizza. Percepiamo il tessuto, l’odore del legno, il nostro respiro ma attraverso questa sensazione avvolgente il protagonista troverà anche qualcos’altro…

Questo è in assoluto il romanzo che mi ha colpito di più, per le sensazioni che mi ha generato. Se con Vloody , l’autore, mi ha spiazzato per la crudeltà e con Putridarium mi ha regalato spunti di riflessione e angoscia pura, qui ho trovato una dimensione assolutamente fuori dal comune dove non solo ho vissuto in prima persona le disavventure del protagonista’ma ho percepito in diversi passaggi veri e propri pugni alla bocca dello stomaco.

 

Intervista Paolo di Orazio

 

Girano voci che tra poco avremo il piacere di leggere il secondo capitolo di Debbi…non vedo l’ora!!!

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