Intervista a Joe Lake


Le connessioni in questo mondo sono imprevedibili, grazie a una serie di passaggi sono arrivato a lei, in maniera inaspettata. Come sempre, autore dopo autore, libro dopo libro, ho avuto l’occasione di rapportarmi con grandi personalità del panorama italiano. In definitiva, sono rimasto colpito dall’energia e dalla sua disponibilità e chiaramente dalla sua produzione. Prossimamente potremmo incontrarla al Selva Nera Film Festival a Novembre 2018, dove presenterà la sua ultima fatica letteraria.

Grazie ancora del tuo tempo.

  1. Chi è Joe Lake?

 

Innanzitutto una scrittrice di romanzi thriller alla quale piace spaziare dal genere noir al giallo, dallo storico al fantasy. Mi sono laureata in Lingue e Letterature straniere, vivo e lavoro a Padova e, oltre a scrivere romanzi, sono impegnata a redigere articoli sulla letteratura, cinema e moda per alcuni siti web e blog.

 

  1. Quando hai pensato di scrivere la prima volta?

 

Fin da bambina amavo inventare racconti e storie di vario genere. Le persone che le ascoltavano rimanevano affascinate dalla fervida fantasia che racchiudevano. Confesso però che il mio approccio vero e proprio alla scrittura è stato un po’ tardivo, verso i trent’anni. Ho iniziato partecipando ad alcuni concorsi con dei racconti brevi, risultando finalista in molti di questi e addirittura qualche volta vincitrice, finché ho deciso di affrontare la sfida dell’opera prima dal titolo “Mr. Bonnet”. La casa editrice UNISERVICE lo pubblicò ed il riscontro che ne conseguì mi incoraggiò a coltivare questa mia grande passione.

 

  1. Giornalista, scrittrice di successo, qual è il tuo segreto?

 

Dopo aver conseguito la laurea in Lingue e Letterature straniere sentivo che il solo insegnamento delle lingue non mi era sufficiente ad appagare il mio essere creativo. La scrittura era sempre nei miei pensieri. Ho cominciato così a collaborare con alcuni siti web di letteratura, cinema e moda per i quali ho scritto diversi articoli. E intanto mi dedicavo alla stesura delle mie storie. Non ho una formula magica che possa svelare il segreto del mio successo, posso dirti che la determinazione, la costanza e una grande passione ti ardono dentro come una fiamma implacabile e ti spingono ad andare avanti.

 

  1. Parliamo subito delle tue ultime fatiche. Quali sono?

 

Il mio ultimissimo romanzo dal titolo Sulla tua pelle è stato pubblicato solo da pochi giorni da Freccia d’Oro Edizioni. Cannibalism, il mio penultimo lavoro, tratta di un killer seriale anomalo che agisce per vendicare efferati crimini compiuti su minori; i suoi metodi poco ortodossi costringono l’intelligence italiana a chiedere l’intervento investigativo di un ex agente dell’FBI, Casanova Rowe che si avvale anche dell’aiuto di una psichiatra e una giovane giornalista freelance pronta a tutto pur di risolvere il caso. È una storia intricata e solo apparentemente richiama il genere horror poiché il killer riesce a suscitare anche un certo feeling coi lettori. La sua ragnatela mortale avvinghia, infatti, personaggi solo apparentemente rispettabili che usano la loro ricchezza e il loro potere per soddisfare i loro biechi istinti e i loro desideri più reconditi.

 

  1. Da dove hai tratto ispirazione per il tuo romanzo?

 

Ogni mio romanzo richiede delle ricerche approfondite sulle diverse tematiche trattate. Per quanto riguarda Cannibalism mi sono avvalsa del consulto di diversi libri inerenti la storia dei palazzi citati e, in particolar modo, Palazzo Dario su cui sembra incombere una maledizione poiché i suoi proprietari spesso muoiono in circostanze misteriose. Cannibalism ha anche una chiave di lettura sociale che riguarda la problematica dell’abuso sui minori. Per documentarmi meglio sul tema avevo letto due testi interessanti: I bambini delle fogne di Bucarest di Massimiliano Frassi e La rivolta dei figli dello Stato di Michael D’Antonio che mi hanno permesso di conoscere e capire quanto l’abuso incida sul corpo e sulla psiche di un individuo.

 

  1. Il libro e scrittore, che ti ha influenzato di più?

 

Ci sono tanti scrittori e romanzi che influenzano la mia scrittura, per Cannibalism è doveroso citare il grande Thomas Harris.

 

  1. Domanda di rito. Che cosa consigli per riuscire a terminare un romanzo e pubblicarlo?

 

Doti indispensabili per uno scrittore sono: una grande passione che supera ogni velleità di guadagno, tanta costanza affinché non ci si abbatta ai primi dinieghi e dare sfogo alla propria creatività. Il mio motto infatti è: “Non scrivo per vivere, ma vivo per scrivere”.

 

  1. Com’è organizzata la giornata quando stai scrivendo?

 

Io scrivo volentieri di notte, quando i rumori si affievoliscono, il ritmo della vita rallenta e le idee affollano la mente come falene instancabili nel loro volo libero.

 

  1. Hai scritto, oltre alla tua ultima fatica, Bonnet, Il teschio di Baphomet , Virtual Life-Vite parallele e Cannibalism. Esiste una scaletta per leggerti o sono romanzi indipendenti?

 

Questi romanzi che hai nominato sono indipendenti fra loro. Mr. Bonnet è un thriller ambientato tra Sidney e Parigi sul mondo del rugby; Il Teschio di Baphomet è un thriller che definirei storico seppur collocato ai nostri giorni. La storia s’incentra nella ricerca dell’antico teschio di Baphomet, le cui origini sono ignote, ma sembra essere anticamente appartenuto ai Templari che lo adoravano durante la loro permanenza a Gerusalemme quando la loro religione cristiana si era contaminata con altre credenze pagane.

Virtual Life, invece, è un fantasy thriller che parte da un futuro non molto lontano ed è incentrato sulla dipendenza che gli individui moderni hanno nei confronti del mondo interattivo.

Di Cannibalism abbiamo già ampiamente parlato anche se posso aggiungere che risulta legato, in un certo qual modo, al mio ultimissimo romanzo Sulla tua pelle pubblicato da Freccia d’Oro Edizioni. Quest’ultimo inizia con un’importante sfilata di moda che si svolge lungo la suggestiva scalinata Trepponti di Comacchio. Mentre il noto attore italo-americano Matthew Toso sta presentando l’evento, un corpo affiora dalle acque del canale attiguo. Si tratta di una famosa modella barbaramente dilaniata. I sospetti sembrano ricadere tutti sull’attore, ma è veramente lui il killer?

 

  1. Un aneddoto su di te?

 

Durante la stesura dei miei romanzi mi capitano spesso situazioni particolari, a volte comiche altre meno e, poiché per finire un romanzo impiego diverso tempo, gli episodi si accumulano. Per quanto riguarda Cannibalism ne ricordo uno in particolare. Mi trovavo a Venezia e camminavo lungo Riva De Biasio con un succulento panino ripieno di salsiccia in mano quando un anziano pittore di strada mi fermò chiedendomi se conoscevo l’origine di quella via. Puoi non crederci, ma il posto prendeva il nome da un certo Biagio Carnio, un salsicciaio del ‘500 che aveva la sua bottega in quella zona dove preparava il suo famoso “sguazeto” (guazzetto), un intingolo gustoso a base di carne.  Una mattina un suo cliente stava mangiando la vivanda prelibata e vide nella scodella una falange del dito di un bambino. Fu perquisita la bottega del Carnio dove vennero trovati arti, viscere e piccoli organi umani usati per la preparazione dello sguazeto. Il salsicciaio aveva per anni rapito e ucciso molti bambini della zona.

 

  1. Perché hai deciso di scrivere con uno pseudonimo?

 

La scelta di questo pseudonimo maschile è stata dettata dalla mia esigenza di estraniarmi da una scrittura prettamente femminile ed avvicinarmi ad un linguaggio e ad una mentalità maschili, anche perché esiste ancora, purtroppo, un certo pregiudizio secondo il quale una donna che scrive storie cruenti come il thriller appunto viene vista con po’ di scetticismo.

 

  1. Di che cosa ha paura Joe Lake?

 

Di certo non dei film e dei romanzi horror. La paura è una sensazione importante per uno scrittore, specie se di thriller, in quanto cerco di descriverla realisticamente per renderla credibile. Ho anch’io le mie paure, prima fra tutte l’altezza ed il senso di vuoto che questa può procurarmi. Ti confesso che trovarmi in un luogo sconosciuto in balìa dell’ignoto può essere anche questo un buon incipit per un thriller.

 

  1. Progetti futuri?

 

Continuare a scrivere e produrre romanzi; ci sono poi incontri letterari, interviste e presentazioni dei libri in vari Festival, come il Selva Nera e il Festival del Giallo Terre nelle Nebbie.

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