Intervista a Mala Spina


Giornata intensa al Lucca Comics e tra pioggia e internet che non andava, non sono riuscito a districarsi in mezzo alla fiumara di gente presente e quindi non ho trovato l’autrice qui intervistata. Domani rimedierò! Tra l’altro sto terminando ‘Il mangiapeccati’, stupendo romanzo dai toni cupi che si fa leggere in un attimo.

  1. La tua prima collaborazione?

 

La primissima collaborazione con altri scrittori è stata fallimentare e risale a circa quindici anni fa. Si trattava di un romanzo fantasy scritto a ben dieci mani, troppe dita perché ne venisse fuori qualcosa di buono, anche perché non erano racconti singoli ma un’unica storia. Ritardi, defezioni, intrecciamenti che non tornavano manco a pagarli… Beh, è stato comunque un tentativo divertente, tutto sommato.

Da quando ho ricominciato a scrivere nel 2014, la prima collaborazione in un’antologia è avvenuta con “Zomb!” per Dunwich Editore ed è stata anche la prima volta che ho avuto a che fare con un editore. Era una raccolta a tema zombesco in cui si doveva rispettare l’ambientazione comune e, in alcuni casi, i racconti dovevano coordinarsi. È stata un’esperienza molto carina e stimolante perché non avevo mai scritto niente di quel genere e ho avuto modo di conoscere dei professionisti.

  1. Di cosa ti occupi oltre la scrittura?

 

Di tante e troppe cose ma comunque mai quante vorrei sul serio. Gli interessi extra-scrittura di Altro Evo spaziano dai progetti di grafica ai libri illustrati per bambini e in questi due campi sono riuscita a portare in fondo diversi progetti. Per quanto riguarda invece gli ambiti che ancora non hanno trovato modo di venire alla luce (non ancora…) sono alle prese con la sceneggiatura di un fumetto e progettare librigame per bambini.

  1. Perché scrivi?

 

Perché è molto divertente e mi fa stare bene veder realizzate le storie che mi immagino.

  1. Progetti per il futuro?

 

Per il momento penso all’immediato: sarebbe già un passo avanti riuscire a pubblicare il romanzo di fantascienza che adesso è in fase di editing e il racconto lungo Steampunk che ormai è pronto. Quest’ultimo ha bisogno però di qualche illustrazione interna, per non parlare delle copertine di entrambi.
Finiti gli impegni lasciati a mezzo, suppongo che mi butterò su qualcos’altro e ci sono un paio di idee che mi frullano, una per una commedia di azione contemporanea e un’altra per un giallo/thriller storico.

  1. Chi si nasconde dietro al nome Mala Spina?

 

La Elisa si nasconde, magari quando ci vediamo a Lucca ti racconto il perché dello pseudonimo. 😉

  1. Che cosa stai scrivendo adesso?

Ho in fase di scrittura caotica un racconto in stile Stranger Things/Piccoli Brividi con mostri e ragazzini per una piccola casa editrice. Anche questo è un genere nuovo ma, come avrai capito, mi piace sperimentare.

  1. Scrivi di argomenti che generalmente scivolano verso l’oscurità ma di che cosa ha paura Mala Spina?

 

Non così tanto oscure, in fin dei conti. Hai presente Koontz? Scrive un sacco di cose terrificanti e terribili ma il finale non lascia mai con il patema d’animo.  Si può dire che tutto finisce sempre bene, o giù di lì.  Ecco, a me piacciono molto i finali alla Koontz.

Cosa mi fa paura? Non so, devo scegliere solo una cosa o posso fare un elenco? Magari suddiviso per esseri viventi/accadimenti funesti/paure immaginarie e così via.

In questo momento, per esempio, ho paura che non mi basterebbe tutto oggi per compilare la lista.

  1. Da dove iniziare per seguire le tue opere?

 

Non saprei cosa consigliarti, sono tutte storie di genere diverso e suppongo quindi dipenda dal tuo mood.

Il Mangia Peccati mi rappresenta bene perché un horror bizzarro e spassoso come devono essere gli splatter.

Victorian Horror Story ha tutto quello che cerco in un libro: avventura, mistero, un poco di romanticismo e mostri, tanti mostri.

Altro Evo è stata la mia prima prova di scrittura, ma ancora mi rappresenta e, ogni volta che ricontrollo le storie di questa serie, mi viene voglia di continuare a scriverne di nuove. È il mio personale mondo fantasy strambo, a metà tra commedia e sword and sorcery.

  1. Un consiglio a chi sta iniziando come me?

 

Intendi: iniziare a fare Self Publishing?

Il miglior consiglio è di documentarsi bene, prima di buttarsi a pesce. Leggere soprattutto i blog anglofoni perché loro ne sanno più di noi italiani in merito. Cercare di capire bene tutti i passaggi e provare a creare un proprio piano d’azione.

Cercare di seguire il piano nel modo più professionale possibile senza dimenticare che deve anche essere un divertimento. Almeno per me è così.

  1. Altro evo, il tuo blog di che cosa si occupa?

 

È un marasma di più argomenti per il quale non ho mai fatto un piano editoriale. Scrivo di Fantastico in generale, Letture, Scrittura e a volte Grafica o illustrazione. Cerco di scrivere almeno un articolo al mese, per tenermi in allenamento e perché è piacevole scrivere di cose proprie. A volte è pure catartico.

  1. Sono rimasto colpito particolarmente da un tuo lavoro. Mangia Peccati. Ho visto anni fa un film che trattava proprio l’argomento e mi aveva affascinato. Puoi raccontarmi qualcosa al riguardo?

 

A dire il vero non c’entra niente con quel film, almeno per la parte che ho visto io. La figura del mangiatore di peccati invece è esistita eccome! È un losco e sfortunato figuro diffuso prima in Inghilterra e poi in America, un misto di macabro e grottesco che ho trovato irresistibile.

A proposito, ci ho scritto un articolo https://www.altroevo.com/il-mangia-peccati-la-storia/

Quando ho iniziato ad approfondire questa tradizione ha iniziato anche a prendere forma la trama de “Il Mangia Peccati”, naturalmente a modo mio. Mi piace pensare che sia un incrocio tra “Shaun of the dead” e Ash Williams (di Evil Dead) in versione Toscana. Anche per questa storia ho scelto la fine dell’800 e, in particolare, ho usato la Garfagnana come scenario, che in quanto a diavoli e mostri non teme rivali.

  1. Ti possiamo incontrare nei prossimi mesi a qualche fiera o presentazione?

 

Certo! A Novembre sarò a Lucca Comics & Games al padiglione Carducci e la settimana dopo sarò al Pisa Book Festival al primo piano.

L’anno prossimo sarò a gennaio al Firenze Comics e poi a marzo alla festa dell’Unicorno versione invernale a Firenze nella Fortezza da Basso.

  1. Zappa e spada ha venduto in offerta quasi seicento copie in un giorno diventando il libro più venduto fantasy delle scorse settimane (io era tra gli scaricatori folli). Come risultato mi sembra ottimo. Anche con N di meNare sembra che stia andando tutto bene. Qual è il segreto di queste particolari antologie, secondo te?

 

Vorrei poterti rispondere baldanzosa: “Ehi, ci sono i miei racconti! È ovvio che piacciano!” ma invece la spiegazione che mi do è un “boh”. Le antologie sono un tipo di prodotto un po’ sfortunato di solito, eppure questi due titoli non sono stati colpiti dalla maledizione che le fa cadere nel dimenticatoio dopo pochissimo tempo, anzi resistono e vengono lette!

Mi piace pensare che ci sia voglia di un fantasy italico ruspante e gagliardo che somministri fendenti e sganassoni in egual misura.

Penso anche che buona parte del merito vada ad Acheron Books e a Lethal Books per come si sono mossi sui social, con la presenza alle fiere e come hanno saputo presentare bene le due raccolte.

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