Intervista a Ivo Gazzarrini


Oggi incontriamo l’autore di diverse opere che ho avuto il piacere di conoscere solo da pochi mesi. Ho letto Delirium e mi ha conquistato. Atmosfere oniriche e allucinanti che rendeno la vita della protagonista molto difficile, se non impossibile.  Intervistarlo era doverioso. Grazie ancora per il tempo che mi hai dedicato.

Vive a Ponte a Egola (Pisa). Ha pubblicato i libri Non sono morto (prospettiva Editrice 2002), una raccolta di racconti horror e noir, Il male intorno (Fm edizioni 2005), il saggio Bruno Mattei-L’ultimo Artigiano scritto insieme a Giordano lupi (Il foglio edizioni, 2013) e l’ebook Esistenze (autoprodotto, Bloodword,2014) Vari racconti in diverse antologie fra cui il racconto Punti su cui riflettere nell’antologia Occidente Sole (Serarcangeli editrici 2001),L’opera di Farinetti nell’antologia Tributo a Lovecraft (Magnetica edizioni 2006), Day Z nell’ebook Racconti di Paura (libro Aperto edizioni 2013), Halloween Rosso Sangue in Halloween all’Italiana  (CIESSE edizioni 2013), Colpo di Genio in  La Serra Trema (Dunwich edizioni, 2014). I racconti brevi Anomalie, L’albero di Natale e Babbo Natale Bugiardo nell’antologia Schegge per un Natale Horror 2014 (Letteratura Horror,2014). Lo strano colore del buio (Pubblicazione indipendente 2017) e I morti stanno dentro le tombe (Pubblicazione indipendente 2017).

Per il cinema ha scritto le sceneggiature dei film Bad Brains, Nynpha e Color From The Dark, tutti per la regia di Ivan Zuccon.

  1. Chi è Ivo Gazzarrini?

Difficile rispondere a questa domanda. Se devo fare uno screenshot del mio stato attuale mi sento stanco ma allo stesso tempo vivo. Sono un padre di due figli meravigliosi, un marito di una donna stupenda che mi sopporta (non lo scrivo così per scrivere!) e, fondamentalmente un tipo tranquillo che ama fare follie ogni tanto. Drogato di serie tv, cinema, libri e pizza.

  1. Il tuo primo racconto pubblicato?

S’intitolava “Il senso della mia vita” e fu pubblicato sul primo numero della rivista Latte+ circa venti anni fa e disegnato da Stone. Parlava di un tizio che aveva trovato il senso della vita uccidendo prostitute. Non era granché ma ero al settimo cielo.

  1. Perché scrivi?

Scrivere è faticoso e non è remunerativo per nulla però mi piace inventare storie, costruire trame, dare vita a personaggi come li vedo io, insomma scrivere mi diverte. Ma soprattutto scrivo sperando di trasmettere quelle sensazioni al lettore che provo io stesso leggendo un buon libro.

  1. Perché Horror?

Ho sempre avuto la passione per l’horror e per tutte le sue sfaccettature. Ho cominciato con Dylan Dog, proseguito con il cinema collezionando film gore e splatter. I libri sono arrivati in un secondo momento ma è stato subito amore. “Gioventù cannibale” e l’antologia “Splatterpunk” sono stati per anni (e lo sono tutt’ora) i miei punti di riferimento. La paura è un sentimento vivo, forte, liberatorio per certi versi. Al momento non saprei scrivere di altro.

  1. Deliurium è l’unica tua opera che ho letto (per il momento). Stupenda, coinvolgente e onirica. Che cosa puoi aggiungere?

Ti ringrazio per le belle parole. Delirium era nata come una sceneggiatura, poi l’ho riscritta in prosa cercando di mantenere la forza visiva che aveva lo script. Mi sono ispirato ai vecchi film horror anni 70 come “Non aprite quella porta” e alle pellicole di David Lynch. Il mio obiettivo era quello di scuotere il lettore, di shoccarlo e allo stesso tempo farlo divertire, di non annoiarlo.

  1. Un consiglio per chi sta iniziando l’avventura della scrittura come me?

Non sono bravo a dare consigli, di solito sono io che ne cerco più che posso… comunque, un consiglio che danno in molti, assolutamente vero e sacrosanto, è quello di leggere tanto. Qualsiasi genere. A me hanno aiutato molto anche manuali che trattano di scrittura creativa. Ne ho letti tanti, grazie a loro ho affinato i metodi da utilizzare per l’organizzazione della scrittura.

  1. Sei organizzato per la stesura di uno scritto o vai a braccio?

Organizzato. Vengo dalle sceneggiature. Elaboro l’idea, scrivo una trama e butto giù una scaletta. Lascio poco al caso. Per scrivere uso Scrivener e divido tutto in macro scene. Poi è ovvio che in corsa molte cose cambiano e libero la fantasia dando libero sfogo all’improvvisazione, ma quando inizio a scrivere ho già una strada segnata. Per quanto riguarda i racconti brevi spesso vado a braccio, partendo da un’idea, un dettaglio o un finale e costruendoci tutt’intorno la storia.

  1. Libro o film che ti ha segnato?

Ce ne sono più di uno e mi permetto di rispondere nominando due libri e due film. Io sono leggenda di Richard Matheson mi ha completamente marchiato con la sua incredibile storia e la sua prosa. Un libro magnifico che mi ha iniettato nelle vene tanta voglia di scrivere per tutte le emozioni che è riuscito a smuovere dentro di me. L’altro è La carne di Richard Laymon perché mi ha fatto scoprire chi è il mio scrittore preferito, in assoluto. I film che mi hanno segnato sono La casa di Raimi e Zombi di Romero perché mi hanno sconvolto e divertito nella mia adolescenza.

  1. Di che cosa ti occupi oltre la scrittura?

Realizzo cover per libri e ebook, in particolare per autori self, un giorno spero anche per qualche casa editrice. Sono un ragioniere e mi occupo di buste paghe in uno studio di consulenza del lavoro (ancora per poco) da sedici anni. Sono in una fase strana della mia vita. Mi sento come uno scalatore, sfinito, che si trova vicino alla cima di una montagna. Mi guardo indietro e vedo esseri orrendi e disgustosi che sbavano, tentando di raggiungermi per afferrarmi. La vetta si avvicina, devo solo arrivarci e saltare dall’altra parte. Cosa c’è dall’altra parte? Ancora non lo so di preciso ma di sicuro il male che mi avvolge adesso me lo sarò scrollato di dosso per sempre.

  1. Hai scritto parecchio. Da dove possiamo iniziare per seguirti?

Il mio consiglio è quello di partire con Delirium a cui tengo particolarmente tanto. Rispecchia appieno il mio modo di scrivere, l’horror e lo splatter che piace a me. Poi direi di continuare con le due antologie, Il male intorno e Lo strano colore del buio e poi con tutti gli altri, eh eh. Ho scritto anche un saggio, insieme a Gordiano Lupi, dal titolo Bruno Mattei – l’ultimo artigiano, che tratta del cinema di Bruno Mattei.

  1. Scrittore con cui vorresti lavorare a quattro mani?

Al momento non saprei da dove cominciare, come si scrive a quattro mani? Comunque, a parte gli scherzi, (ma in realtà non saprei davvero come iniziare) ce ne sarebbero tanti e tutti italiani. Grazie alla Dunwich edizioni mi sono trovato coinvolto in un libro, Grindhouse vol.1, composto da due romanzi brevi, uno era il mio Delirium e l’altro era Devil Inside di Pietro Gandolfi. Pietro l’ho conosciuto di persona, è simpatico, genuino ed è un piacere leggerlo. Adora Laymon come me e quando mi addentro nelle sue storie me lo ricorda parecchio. La risposta alla tua domanda è con Pietro Gandolfi, avrei solo da guadagnarci.

  1. Progetti per il futuro?

Ne ho tantissimi, aspetto solo di scollinare e gettarmi dall’altra parte della montagna. Ho un racconto lungo che mi è stato editato e che pubblicherò come indipendente non appena avrò finito di correggere. Un romanzo breve horror/splatter da terminare, mi manca davvero poco. Altri quattro progetti suddivisi in macro scene che devo scrivere, tre horror e un thriller/noir. Nel frattempo sto realizzando alcune cover. Insomma, tanta carne al fuoco, poco tempo, una situazione strana e un futuro misterioso.

Tutte le opere di Ivo Gazzarini

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